Una storia come tante

James e John vivono in una cittadina scozzese, quelle cittadine dove la vita scorre senza scosse, tranquilla come il corso d’acqua che l’attraversa senza increspature né gorgoglii che possano turbare la sua quiete. Ciascuno ha le sue abitudini che si integrano perfettamente con quelle degli altri abitanti, così nessuno infastidisce l’altro. Anche James e John vivono la loro vita tranquillamente,  al mattino vanno al lavoro insieme, tornano a casa insieme e dopo cena vanno al pub insieme. Sempre lo stesso, da una vita. Ce n’è un altro in città, ma James e John vanno sempre nel solito, non hanno mai messo piede nell’altro. Finchè una sera accade l’impensabile, John esce di casa, percorre il breve viottolo che  porta  verso la Main Street e lì si ferma, guarda verso destra, dove subito dopo la farmacia si trova il pub ritrovo di tutte le sere. Poi volge lo sguardo a sinistra dove sa esserci l’altro pub mai frequentato. E all’improvviso prende una decisione della quale si stupisce lui stesso, gira a sinistra, “sente” che deve andare in quel pub, arriva davanti al locale ed entra senza un attimo di esitazione. Non pensa neppure per un momento ad avvisare James che lo sta aspettando e si chiede dove sia finito.

Mattino dopo. I due si trovano al lavoro, James in un misto di rimprovero e apprensione chiede all’amico che cosa è successo la sera prima. L’altro lo guarda con aria stranita scuotendo la testa e dice:

John:” Ti voglio dire la verità. Ieri sera sono uscito con una strana sensazione, sentivo che stava per succedermi qualcosa di insolito ed eccitante. Sono andato nell’altro pub, non chiedermi perché l’ho fatto, la mia testa e i miei piedi mi portavano là. Una volta arrivato sono entrato con un po’ di esitazione, il locale era più buio di quello che frequentiamo noi. Fumoso anche ma con uno strano aroma nel mix, pareva quasi incenso. Cercavo di orientarmi nel buio, in fondo c’era una ragazza cinese che miagolava una canzone con un filo di voce. Mi giro per cercare un tavolo e vedo nel punto più buio una ragazza stupenda, mai vista una donna così bella, tanto che non saprei nemmeno descrivertela. E mi sorrideva anche, sorrideva proprio a me! E poi mi fa cenno di avvicinarmi, capisci? Mi invita al suo tavolo.”

James:” E tu che hai fatto?”

John:” Io mi sono avvicinato tremando dall’emozione. Ero stregato da lei, capisci? Emanava un fascino al quale non potevo sottrarmi. Dietro suo invito mi sono seduto. Lei ha ordinato anche per me, divertita dal mio imbarazzo. Mi ha chiesto qualcosa di me ma io non riuscivo a spiccicare parola tanto ero ammirato. Mi sono accorto, dopo aver sorseggiato il drink ed essermi rilassato, che eravamo attratti terribilmente l’uno dall’altra. Me la sarei fatta anche lì sul tavolo. A questo punto decidiamo di uscire, io alzo la mano per chiamare il cameriere…anche lei chiama il cameriere, che infatti arriva con il conto per me e…una sedia a rotelle per lei!

James:” Nooo! Un’invalida! Cavolo che shock!”

John:” Puoi dirlo forte, una doccia fredda. Io non sapevo che dire, non volevo approfittare di lei, perché ti devo confessare che la desideravo moltissimo ma mi pareva di approfittare di un’infelice. E poi non sapevo come comportarmi con lei. Ma è stata proprio lei a togliermi dall’imbarazzo, infatti mi fa “beh, che ti succede? Ho le gambe inchiodate ma il resto mi funziona benissimo e sono anche molto calda… su andiamo, spingi la carrozzella che dopo spingerai dentro di me. Fai presto, non vedo l’ora” E io spingo, un po’ perplesso ma spingo. Arriviamo davanti ad una cancellata, al di là un bosco folto e bellissimo, in mezzo un sentiero che si snoda sinuoso tra gli alberi sino a raggiungere una villa sontuosa della quale si intravede appena il portone  tutto a vetri. ”

James:” Ma pensa te, cos’era, un’ereditiera per caso? E poi che cosa è successo? Non mi dire che ti sei trombato l’invalida…”

John:” Certo che me la sono fatta. E vuoi sapere come abbiamo fatto? Io mi guardavo attorno per trovare il modo quando lei mi fa “Su, sollevami e appendimi con le bretelle della gonna alla cancellata, il resto verrà da solo.” Amico mio, una scopata incredibile, mai scopata  una così, una furia ti dico. Anzi non ti dico altro perché sono un gentiluomo. ”

James:” E poi che cosa è successo?”

John:” L’ho sollevata e l’ho rimessa sulla carrozzella, ho aperto il cancello e mi sono avviato lungo il sentiero. Non parlavo sia per l’emozione sia per la stanchezza. Eravamo quasi arrivati davanti alla porta quando lei urla “cielo, mio marito! Corri scappa a nasconderti, se ti prende ti disintegra, è campione mondiale di boxe. Corri ti dico!” Io mi metto a correre per il bosco come un disperato, mi sento il suo respiro sul collo e sento che non ho speranza e che mi raggiungerà. Ormai stremato mi butto in un cespuglio sperando che non mi veda, ma ahimè lui mi raggiunge e…”

James:” EEEEE?

John:” Mi aiuta ad alzarmi e mi allunga 20 sterline dicendomi “tieni amico, vai a bere alla mia salute” Io lo guardo stupito e gli dico “Ma come, ho trombato  tua moglie e tu mi offri da bere?” Lui mi sorride e dice “Oh non sei l’unico che me la tromba, però sei il primo che non l’ha lasciata attaccata alla cancellata. Tutti gli altri la lasciavano là e io dovevo andare a recuperarla, una scocciatura, sapessi… grazie ancora.”

7 pensieri riguardo “Una storia come tante

    1. A dire il vero mentre scrivevo l’articolo mi sei venuto in mente tu ed ho pensato che, se ti fossi trovato nei panni di John, avresti saputo benissimo come fare, visto che sei un uomo di consumata esperienza. 😁

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