Ci sono cose che…

Probabilmente nessuno leggerà questo mio sfogo…quasi sicuramente chi leggerà mi farà notare, giustamente inorridito che, con tutti i bambini e le persone che muoiono per fame, guerre, malattie, non è proprio il caso di scaldarsi tanto per un rinoceronte. E ha ragione! Ma ora in questo momento a caldo sento l’incontenibile bisogno di incazzarmi come una bestia dopo aver letto questa notizia:
“A Parigi dei bracconieri si sono introdotti di notte nello zoo, sono entrati nella gabbia dei rinoceronti e ne hanno ucciso uno, poi con la motosega gli hanno asportato il corno per rivenderlo”
Bene, io spero che possano finire  inseguiti da un branco di rinoceronti  con le palle di traverso i quali, una volta che li abbiano raggiunti, ne facciano scempio. E non vi dico quali altri pensieri mi attraversano la mente, potrei essere terribilmente sgradevole. 



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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

11 pensieri riguardo “Ci sono cose che…

  1. Più che bracconieri (come si fa a fare bracconaggio in uno zoo?) direi dei disperati …comunque una settimana nella gabbia dei gorilla gay gliela farei passare

  2. in effetti è vergognoso oltre che incredibile che si faccia bracconaggio in uno zoo di una capitale europea… ma mi chiedo…chi comprerebbe mai il corno di un rinoceronte? E per farne cosa?

    1. Come, non lo sai? Leggi… leggi…

      Il corno di rinoceronte è più caro della cocaina, inarrestabile il mercato nero

      In Sudafrica 825 esemplari uccisi dall’inizio dell’anno

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      Sul mercato nero, il corno di rinoceronte `batte´ la cocaina e raggiunge prezzi esorbitanti: 95mila dollari al kg contro i 91.600 della `polvere bianca´ venduta in Italia, secondo il listino prezzi aggiornato di Blackmarket Prices. Calcolando il peso di ogni singolo corno, ogni rinoceronte può rappresentare un affare che va dai 750.000 al milione di dollari. 

       

      Tutto questo perché i corni, spesso strappati agli animali ancora in vita e destinati ad agonizzare per ore prima di morire, vengono venduti nei Paesi del sudest asiatico, soprattutto Vietnam e Cina, come ingredienti di miracolose cure per il cancro, l’impotenza, l’influenza o semplicemente i postumi da sbornia, ma senza fondamento medico-scientifico, visto che il corno è fatto di cheratina, la stessa sostanza di cui sono fatte le nostre unghie o dei nostri capelli. Un mercato nero fiorente e inarrestabile, denunciato da Anpana, l’Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente: 825 i rinoceronti uccisi in Sudafrica dai bracconieri dal 1 gennaio 2013, secondo il ministero dell’Ambiente sudafricano, e a questo numero si devono aggiungere i circa quaranta esemplari uccisi in Kenya e quelli persi in Namibia per una cifra complessiva che sfiora le 900 unità, su una popolazione totale di circa 25.000 animali (20.000 rinoceronti bianchi e 5.000 neri).

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