il BIMBY, la SFOGLIA, il RAGU’ e altre storie

Ho offeso mortalmente mia cognata Bruna! Non l’ho fatto apposta, ma io non sono capace di dire cose che non sento. Ma è meglio che racconti dall’inizio…

A Natale mia cognata mi ha regalato il Bimby, penso sappiate tutti che cos’è, è quel robot da cucina che fa di tutto e di più. Io non l’ho mai voluto, sono tradizionalista in cucina, quando decido di cucinare mi piace partire dalla spesa, vado a curiosare nei mercatini rionali (la miglior fonte di ispirazione) e mentre osservo  i prodotti , elaboro nella mia testa i piatti che potrei preparare. in base a questo acquisto quello che mi occorre e poi vado a prepararlo. Ed è con impegno ed entusiasmo che mi accingo a preparare il tutto, pregustando il prodotto finito. Cucinare mi rilassa, mi riconcilia col mondo e niente al mondo può farmi rinunciare a questo. Non certo il Bimby. Riconosco che sia utilissimo, speciaalmente per una donna che lavora, non è che io prepari manicaretti tutti i giorni, ma quando posso preparo anche per quando non posso e metto in freezer. E poi mi piace sentire tra le dita quello che preparo, sentire che proviene da me, perché per cucinare bene bisogna sporcarsi le mani. Prendiamo per esempio il fare la sfoglia: sfoglia

fare la sfoglia è un’arte che si impara con la consuetudine e l’esercizio, sentirla sotto le mani per capire se è troppo tenera e allora si aggiunge farina, o troppo dura e allora si aggiunge un altro uovo, mai l’acqua! Poi c’è l’impasto, più la si lavora e più si avverte sotto le mani la sua morbidezza e la sua elasticità. E’ nell’impasto che sta il segreto della buona riuscita della sfoglia che non si può paragonare alla pasta fatta con i robot, perché è il calore della mano che le cconferisce quella grana speciale che ci piace tanto. Dalle nostre parti si dice che una donna che non sa ballare non sa fare la sfoglia. Io non so se sia vero, però c’è di vero che impastare è come una danza, infatti non impegnano solo le mani ma anche le braccia, le spalle, i fianchi e il bacino, è un movimento lento e sensuale che permette di ottenere questo miracolo culinario. E poi c’è il momento  della stesa col matterello ed è lì che si vede se l’impasto è stato fatto come si deve, infatti la sfoglia non si deve strappare, deve essere omogenea ma elastica, resistente ma sottile. Sottile quanto? Noi siamo soliti dire che è giusta quando guardandoci attraverso si vede San Luca, che è un santuario sulle colline fuori Bologna, si scorge in lontananza se non c’è la nebbia. E io dovrei lasciare questa soddisfazione ad un robot?lcipro_agosto_donne_cucina

Ma mia cognata che, diciamola tutta, mi ha regalato il Bimby perché ne ha preso uno nuovo e così mi ha rifilato il vecchio, perfettamente funzionante per carità, insiste con un altro mito di noi bolognesi,  il ragù! L’ho accontentata una volta e ho fatto il ragù… E quella pappetta maldigerita lei lo chiama ragù? Sembra omogeneizzato, passato per canuti vegliardi senza denti. Parliamoci chiaro, esistono due tipi di ragù, quello bolognese e quello sublime napoletano. Si preparano in modo diverso, dalle carni alla lavorazione ma entrambi hanno una cosa in comune, devono starsene tranquilli sul fuoco BASSISSIMO per ore a PIPPIARE. Solo così nascono questi  due capolavori diversi eppure simili. Ora ditemi voi come si fa a pippiare col Bimby! No, non esiste, non se ne parla proprio! Intendiamoci, ho anch’io qualche piccolo elettrodomestico ma quello  che uso di più è la planetaria. Ma il Bimby in casa mia MAI.

Secondo me cucinare beneè come fare all’amore, il Bimby è come la sveltina, ognitanto ci può stare e può essere piacevole,  ma volete mettere una trombata come si deve, rispettando punto per punto la ricetta?benessere-coppia_980x571

 

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

11 pensieri riguardo “il BIMBY, la SFOGLIA, il RAGU’ e altre storie

  1. Io il ragù lo faccio nel coccio. La sfoglia, lo ammetto, non ho mai imparato bene a farla – ma quando si andava a Rimini nonna ci metteva tutti al lavoro.
    E sono d’accordo con te sulla cucina, che gusto c’è se non puoi aggiustare il gusto man mano?

  2. Il Bimbi … E’ passato anche in casa nostra. Ora è partito, insalutato ospite, per altri lidi.. Il ragù è un momento artistico, un’emozione che non deve essere sprecata in un vorticar di lame e per di più … “Tognine”.
    ” ‘zzo!!! ” ne sa uno di Hannover del ragù di via Irnerio.
    ” ‘zzo!! ” Ne sa.
    Sa solo che gli piace mangnarlo e strafogarsi quando viene in Romagna e basta….
    Il “Bimbi” .. Ma … Mi facci il piacere, mi facci.

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