SFOGO PERSONALE

Avrete notato come io di rado pubblichi articoli su cataclismi e tragedie di vario genere.  Non è indifferenza la mia, ma piuttosto una sorta di pudore e di tispetto per le vittime. Non ce l’ho con i giornalisti, fanno il loro lavoro. Alcuni lo fanno bene, alcuni esagerano, diventano inquisitori spietati, inseguono la vittima ovunque, la guatano, non mollano finché la preda ha solo due vie d’uscita, o si rassegna e si consegna al carnefice, oppure lo prende a selciate. E le domande che fanno! Segue piccolo elenco:

1) “Hai avuto paura di morire?”

2) “Senti molto male?”

3) “che cosa hai provato quando ti hanno detto che tuo figlio/fratello/marito ecc.  era morto?”
Risposte:

1) Tu che ne dici, fenomeno?”

La 2 e la 3 non meritano neppure di essere prese in considerazione. Sono giorni orribili, mi riferisco alla tragedia abruzzese. Non c’è nulla di male nel fare qualche domanda, ma se l’interrogato non è disposto a farsi intervistare perché insistere? E poi non siamo tutti uguali, c’è chi vuole elaborare il suo dolore  da solo e  chi preferisce condividere. E poi tutte quelle polemiche, si doveva fare così, no si  doveva cosà …ma insomma! Bla bla bla… È intanto a Farindola e dintorni restano al freddo, senza luce, in condizioni allucinanti, gli animali muoiono, la diga di Campotosto è sotto osservazione e Amatrice non se la passa certo meglio…

MAH…

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Autore:

Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

4 pensieri riguardo “SFOGO PERSONALE

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