Cattivo giornalismo

L’Italia è un paese di parole.  Quante parole spendiamo ogni giorno! Parliamo di tutto e di tutti, dobbiamo dire la nostra su tutto, anche quando non c’è la chiede nessuno. Ora poi che ci sono i Social è  in delirio! Figuriamoci i Talkshow… l’orgia della parola. Mercoledì 24 agosto. Nella notte nell’Appennino centrale  la terra trema per un tempo interminabile, seminando morte e  distruzione. Interi paesi  vengono rasi al suolo. È grande la commozione nel guardare in tv le immagini…Ho visitato quei posti ed ad Amatrice c’ero quattro anni fa, proprio nell’albergo ristorante crollato. Guardo i servizi scorrere sullo schermo e, dopo l’inevitabile tristezza e commozione, un’altra sensazione fastidiosa si fa strada in me. Semplicemente non sopporto il tam tam mediatico che si sta facendo di questa tragedia! Non sopporto le telecamere che indugiano implacabili non soltanto sulle macerie, questo è comprensibile, quanto piuttosto sugli squarci, sulle pareti crollate, sugli interni di appartamenti feriti che mostrano mobili, giocattoli, abiti, stoviglie, insomma l’insieme di tutti quegli oggetti di uso comune che fanno parte della vita. Detesto questo accanirsi nel voler far vedere questi particolari che hanno fatto parte del vissuto di gente che non c’è più.  Mi sembra una forma di violenza, un insulto al dolore di persone che hanno perso tutto. Così come detesto quei cronisti che si aggirano tra i cumuli di macerie rompendo le scatole a coloro che stanno scavando. Una cronista si è lamentata perché alcuni soccorritori, seccati dalla sua insistenza, le hanno tirato dietro delle bottigliette. Ma vai a dare una mano!

E prenderei a schiaffi quelli che si avvicinano  ai superstiti ancora visibilmente scossi per chiedere loro che cosa hanno provato o pensato al momento della scossa. Ma si può essere più deficienti? Dimenticavo quelli che hanno la faccia tosta di andare a importunare i feriti all’ospedale. Ebbene tutto questo non è giornalismo, è solo morbosa curiosità nei confronti di chi soffre ed è stato colpito duramente.  E si moltiplicano i servizi sulle varie storie patetiche e commoventi mentre Montana implacabile dirige dallo studio i  collegamenti riuscendo magistralmente a conciliare i vari interventi con i siparietti pubblicitari. Perché quelli no, non devono essere messi da parte, nemmeno in una occasione come questa. E dopo? “Non lasciateci soli” implorano i terremotati…

Non vorrei essere nei loro panni, visti i precedenti. Per ora solo parole…parole…parole

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

4 pensieri riguardo “Cattivo giornalismo

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