Ma rimediamo subito

Per fortuna c’è Enrico Brignano.  Portate pazienza con la pubblicità…

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

4 pensieri riguardo “Ma rimediamo subito

  1. Massì, massì, Brignano.
    Dove eravamo rimasti? (<Disse Enzo Tortora appena uscito di carcere).
    Altra piccola Chicca, và..
    Il bravo Enrico, oltre ad essere l’autore dei suoi spettacoli (per carità, senza nulla togliere ad altri validissimi comici-sociali che si avvalgono di autori quotatissimi, ma …lui se le scrive), come dicevo, ha sofferto e tanto.
    Ai primi anni quando doveva lavorare, per compiacere suo padre (un po’ padre padrone, ma dal cuore grande così) si allenava con qualche sketch. Sua sorella, che praticamente gli ha fatto da mamma, doveva sobbarcarsi sia la sua situazione (era una ragazza e si occupava della casa, della famiglia ecc.), tentava di mettere d’accordo i due maschi della famiglia. Enrico che aveva un naturale talento e suo padre che, vedovo, si sentiva tutto il peso di due ragazzi e stava attento alle cinque lire.
    Enrico, in un moto di dignità e per non vedere più suo padre spaccarsi la schiena e sua sorella isolarsi in casa, in un ruolo che la condannava sempre chiusa, emigrò negli States. Aveva illuso tutti dicendo che avrebbe provveduto a tutto. E invece andò a fare la fame.
    Dormì, qualche volta, sotto il ponte sull’Hudson ma siccome doveva continuare la parte di chi aveva trovato “l’America”, tra elemosine e spettacolini di strada, quando raccoglieva qualche soldo lo inviava alla sorella e a suo padre, sotto forma di regalino.
    Conobbe una ragazza e se ne innamorò. Rientrarono in Italia e la accolse in casa. Lei dormiva con la sorella e lui sul divano, per due anni.
    Nel frattempo frequentava l’accademia per giovani comici di Gigi Proietti che lo aveva notato per la genialità dei brani che scriveva in proprio.
    Da lì, si fece notare da un produttore e regista veramente bravo.

    Mi ricordo quando, sostenendo che non è tanto il contenuto, quanto come lo si dice quello che conta, recitò quel famoso monologo che era una denuncia tremenda.
    Lo recitò in quel modo talmente diretto e innocente che fece tanto ridere e tanto pensare:

    Mentre gli italiani tra un po’ finiranno di raccattare gli ultimi avanzi nel cassonetto dell’umido, i nostri onorevoli deputati, nei prossimi tre anni prenderanno lo stesso identico, scandaloso stipendio che hanno preso finora! Ma dico, cari onorevoli, nun ve fate un po’ de schifo da soli? Solo un pochetto?“…
    Ricordo la sorella: una donna brava, buona, eccezionale e soprattutto sempre con i piedi per terra.
    Un grande artista, umano e consapevole di tutto quello che lo circonda.
    Con intelligenza.

    Poi noi prendemmo altre strade e non c’incontrammo più.
    Grazie per la vostra arte dell’intrattenimento mia signora.
    Siete uno spettacolo.
    Abbiate le nostre cordialità più cordialmente cordiali e sentite.

  2. Davvero un grande artista, un grande talento. Aggiungi il fatto di aver attinto dalla scuola di Gigi Proietti, che ha il suo peso, ed il gioco è fatto. Quanti sacrifici però…ma ne è valsa la pena, è un animale da palcoscenico, è magnetico, un vero istrione.

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