Cronache da Paturnia

Chi mi segue da tempo, da molto tempo, forse ricorderà questo titolo. Erano i tempi di Splinder  ed io muovevo i primi passi come blogger. Paturnia era appunto un pianeta immaginario sul quale un gruppetto di personaggi improbabili vivevano le loro avventure strampalate. La serie poi è andata persa durante il trasloco su WP. Non crucciatevi, non avete perso molto.
Perché ho riesumato questo titolo? Perché recentemente, per una serie di coincidenze, sono venuta a contatto con una realtà che non conoscevo. Ve l’ho anche anticipato, “ne ho viste di cose che voi  umani…” Ebbene questo è PATURNIA!
Come dicevo nell’articolo di cui sopra, da parecchio tempo non bazzico più ospedali e quindi non avevo una visione chiara di come stessero veramente le cose. Ho esercitato in passato presso strutture private, ma lì è tutta un’altra musica …
Questa volta parlo di strutture pubbliche, quelle delle ASL per intenderci. Non c’è l’ho con i medici, sia chiaro, anzi nei nostri ospedali esercitano delle eccellenze. Quello che mi stupisce è come facciano a lavorare dopo gli ulteriori tagli al già misero budget di cui dispongono. È chiaro che da qualche parte si deve stringere e così si comincia col ridurre il personale infermieristico. Se negli anni passati nelle corsie si vedevano passare i luminari con il loro codazzo di dottorini freschi di laurea, caposala con le braccia cariche di cartelle cliniche seguite da tre o quattro infermieri specializzati, ora basta, via, tutti a casa, che cos’è dunque tutta questa processione? Andiamo avanti. Quali sono i compiti di un infermiere?
Assicurare la cura base e preparare il paziente per gli esami e per le visite ambulatoriali);
– saper applicare delle cure semplici, come ad esempio interventi di pronto soccorso se il paziente si trova nel rischio di perdere le funzioni vitali, in reparti di terapia intensiva o sul luogo di un incidente;
– garantire i principi base di disinfezione e sterilizzazione;
– prendersi cura dei letti e delle altre attrezzature e forniture ospedaliere;
– mantenere pulite le stanze dei pazienti, controllare che i letti siano in ordine e che la biancheria sia pulita, trasportare quella usata e sostituirla;
– maneggiare i materiali biologici (sangue, urina);
– lavare gli strumenti dell’ospedale;
– mantenere un buon contatto con i pazienti, incoraggiarli e creare attorno a loro un ambiente sereno, per aiutarli ad affrontare le malattie e le cure;
– essere pronto e in grado di dare una mano in caso di eventi naturali od in caso di emergenza;
– aiutare al trasporto delle persone decedute;
– accompagnare i pazienti a svolgere le attività quotidiane;
– stimolare la persona nelle sue azioni a pratiche quotidiane.
Non poco, vero? Aggiungo che questo è un lavoro per il quale occorre una vocazione, tanto amore verso il prossimo, tanta pazienza e spirito di sacrificio, altrimenti è meglio che tu vada a lavorare in fabbrica.
Quindi se fino a qualche anno fa le corsie erano piene di personale ciascuno col suo compito, ora le corsie sembrano una di quelle tratte autostradali costruite per compiacere qualche politico e che non servono assolutamente a nulla perché non c’è mai nessuno. E quei pochi che ci sono corrono trafelati su e giù spingendo carrelli carichi di bottigliette, scatolette, contenitori, aggeggi strani e fanno curiosamente pensare a certi ciarlatani, quelli che ormai puoi incontrare solo alle sagre paesane, quelli che urlano “l’ombrellaiooo! Donne correte, è arrivato l’ombrellaiooo!” Oppure “gelatiiii! Pistacchi e lupini! Noccioline e brustulliniii!”. Corrono come dannati e cercano disperatamente di accontentare tutti. A volte c’è la fanno e a volte no. Così è tutto un coro di proteste e rimproveri. Perché il paziente ha senz’altro bisogno ma pensa di essere solo in tutto l’ospedale e vuole che ci si occupi solo di lui. Di notte poi è un delirio, c’è un’infermiera/e sola per tutti i pazienti, supportata dal dottorino di turno. Ed è proprio di notte che se ne vedono di belle.
Ma questo ve lo racconterò un’ altra volta.

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

3 pensieri riguardo “Cronache da Paturnia

  1. Ecco fatto.
    Torna la milady con tutto l’armamentario e questo è un bene perché tutti, noi per primi, si cresce un po’.
    Comunque sia, ci prenotammo per un nostro, ulteriore, intervento. No, non siamo o fummo del mestiere ma, per la nostra professione, un po’ di tempo fa entrammo in contatto con questo mondo e per parecchi mesi e ci facemmo alcune idee ben precise.

    Torneremo, mia signora. Oh se torneremo.
    Nel frattempo vi lasciammo le nostre cordialità più sentite.

    PS: Su Splendor (Splinder per i profani) avevamo iniziato a leggervi, ma poco dopo, fuggimmo tutti in cerca di una nuova patria.
    Cordiality

    1. Già, la famosa diaspora degli Splinderiani. A dire il vero a me capitò in quell’occasione una Cosa curiosa. Feci tutte le manovre necessarie per il trasferimento dei dati e mi fu confermato che avevo agito nel modo giusto. Però mi ritrovai su WP con lo stesso blog, stesso titolo, stesso sfondo però completamente vuoto. Non c’era traccia dei miei post. Eppure sono sicura che non sono spariti

      1. Lo dico perché tempo fa quando facevo il login per entrare in WP a volte trovavo scritto “id o password sbagliata” mentre il ero più che sicura di aver digitato giusto. Andai nel mio account per verificare e con mia grossa sorpresa trovai,oltre alla mia mail, un’altra mail, di un’altra persona. Non vado oltre anche se avrei parecchie cose da raccontare ma non è questo il luogo adatto.

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