È ora di ascoltare un pò di musica

Così a casaccio, come viene… viene …

Questa canzone deriva dalla Sonatina in Sol Maggiore, op. 36 no. 5 di Muzio Clementi e se la sono palleggiata in tanti, Patty Labelle, Bluebells, Gene Pitney, Petula Clark, Neil Diamonds, Phil Collins …
Volete la versione di Phil? Eccovela…

E adesso facciamo un pò di archeologia musicale, un salto indietro nel tempo … molto indietro. Mi farò aiutare dalla mia mamma. Gene Pitney, chi era costui? Cantante e compositore USA ha partecipato anche al Festival di San Remo negli anni 60. STIKA! Defunto, pace all’anima sua. Che cosa ricordiamo di lui? Ma questa!

Passiamo a Neil Diamonds del quale mi pare di aver sentito qualcosa. Se continuiamo così passiamo però direttamente all’australopiteco …

Passiamo alle signore, Petula Clark, una gentile signora inglese che ha spopolato negli anni 60/70. Questa mi piace di più, anzi mi piace molto questa …

E meno male che siamo a Patty Labelle, che è già più vicina alla musica che preferisco. Non che sia una giovincella ma negli anni 70 venne paragonata addirittura ad Aretha Franklin. Ascoltiamola un pò…

Ma sì, se la cava ma vogliamo mettere Aretha?

Con lei si va sul sicuro, non ne ha sbagliata una. Sentite questa… ascoltata con la persona giusta, al momento giusto, nel posto giusto … insomma é una canzone strappamutande!

Però, un bel giro, da Ivan Graziani siamo arrivati ad Aretha Franklin attraverso diversi artisti e diversi generi. La musica veramente non ha confini né problemi di razzismo, si fonde senza badare alle etnie, al colore della pelle e al credo religioso …
Una bella lezione.

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

18 pensieri riguardo “È ora di ascoltare un pò di musica

    1. Ci sono brani che i cantanti di oggi se li sognano. Soprattutto una volta facevano la gavetta prima di sfondare e studiavano. Adesso sono costruiti a tavolino

        1. E soprattutto rimangono nel tempo. Adesso compaiono dalla De Filippi o a The Voi c’è, tanto per dirne due, incidono un album, due se sono fortunati, poi non li senti più

      1. Se li sognano, avendone degli incubi terribili.
        Poveretti, hai voglia a far tornare – come moda – gli anni settanta e ottanta …
        poca fantasia e zero talento …

  1. Mia signora è con stupore e un certo tremore che, sì, dovemmo ammetterlo, ci prendeste come tante altre volte, per il cuore (o almeno ciò che ne rimase dopo i vostro post illuminato e illuminante). Quello che, in pratica, ci tolse il respiro emozionandoci, fu il vostro ricordo su una attempata e di molta classe signora: Lady Petula Clark.
    Dovete sapere che il nostro augusto genitore, un ufficiale generale di una forza armata dello Stato ed in servizio, in mezzo mondo, quale addetto militare in America, Asia, Africa, Australia, ci abituò a non avere alcuna stabile dimora per un lunghissimo tempo (dai nostri quattro anni, fino al compimento del diciottesimo anno). In un paio di queste destinazioni e qui, nello specifico, in Australia (Avevamo sedici anni, per una permamenza di undici mesi, prima di andare negli States), fummo colpiti.
    Ma torniamo a noi: Petula Clark.
    Avevamo una “fidanzatina”, Petula. Ci eravamo giurato amore eterno e tutt’ora ne conserviamo un ricordo bellissimo.
    Orbene, Ella e i suoi genitori, aveva una collezione completa dei dischi di Petula Clark (ecco la nostra commozione profonda).
    Tutto quello, infatti, che riguarda la brava cantante, considerata nel mondo anglo-sassone la più brava nel ventesimo secolo, ci riporta nell’immediato alla “nostra” Petula Anderson.
    Era biondina, tendente al rosso, con quattro efelidi sul nasino.

    Il Vostro post è illuminato e illuminante, comprensivo degli apporti intelligentissimi, da parte dei vostri lettori.
    Congatulazioni per la freschezza mentale.
    Abbiate le nestre riconoscenti cordialità.
    PS: le versioni e i brani della nostra amata Petula e che ci provocano, letteralmente, delle convulsioni, sono:

    (PS: è notorio come il Commonwealth of Australia, sia arretrato di una ventina d’anni dal resto del mondo per cui le nostre mode, musiche e quant’altro – a diffusione e/o impatto sociale.- attuali rispecchiano la cultura e il modus europeo di vent’anni fa. il loro rendersi avulsi dalle altre culture e dall’Europa che considerano arretrata -sic- e soprattutto l’odio, sottolineammo la parola odio, per tutto quello che è inglese, li hanno isolati dal pianeta.).

    Perdonate la prolissità, ma ci infiammaste (e quando non ci riusciste?).
    Abbiate, mia signora, le nostre vivissime cordialità

    The milorder

  2. mò socchmel, questo che trovammo è una chica sul serio. Il disco, un 45 giri era di nostra mamma.
    Si tratta di Connie Francis e lo trovammo in soffitta dopo che morì, all’età di 95 anni. Lo ascoltammo, per tutta la notte, dopo le ultime esequie.
    Ci emozionaste con questo Post, mia signora.

    Profondamente obbligato dalla Vostra persona

    1. Sono andata a spulciare ma non ho trovato molto di Connie Francis. So di una canzone che piaceva molto a mio nonno. Credo fosse il Tango della gelosia. Però ho trovato un’altra cantante per la quale mio nonno stravedeva, si chiamava Caterina Valente. Da quel che ho letto sapeva fare di tutto, cantava, ballava, suonava un sacco di strumenti. La conoscete?

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