TV ieri e TV oggi

Anzi andiamo ancora più indietro, quando non c’era la TV e neppure la radio. E come si faceva per diffondere le notizie a parte i giornali? Partiamo dagli anni dell’immediato dopoguerra,  quando bisognava rimboccarsi le maniche per costruire un futuro sulle rovine. Noi, parlo di quelli nati dal 1970 in su, non possiamo che averne una pallida idea. Anche se abbiamo letto e studiato di quei tempi non è mai come averli vissuti; ascoltiamo chi è nato allora. Come i nostri genitori o i nostri nonni, chi li ha ancora.
Per esempio i vari TG oggi, 1,2,3,4,5,6,7 e via cantando. Ogni emittente ha il suo TG con nomi diversi ma sono tutti uguali, cambiano gli inviati ma i servizi sono praticamente gli stessi. Te li propinano a tutte le ore ma non sono altro che le repliche del primo andato in onda. Il giorno dopo si propongono le nuove notizie che poi non sono quelle dei giorni passati mescolate a qualche aggiornamento, riscaldate e servite come nuove. Un pò come le polpette,  avanzi riciclati. E ai tempi della mamma com’era? All’inizio era il caos, poi venne la LUCE ma non nel senso che si chiamò  l’ENEL … LUCE  è l’acronimo di  L’Unione Cinematografica Educativa ed è una società per azioni italiana, creata nel 1924 durante il ventennio fascista. Era chiaramente un  potente strumento di propaganda del regime fascista, nonché la più antica istituzione pubblica destinata alla diffusione cinematografica a scopo didattico e informativo del mondo. E una volta caduto il regime fascista? C’è La Settimana Incom nata nell’immediato dopoguerra per contrastare il monopolio dell’Isituto Luce. Si tratta di un cinegiornale  italiano che durerà fino al 1965. Veniva proiettato nelle sale cinematografiche. Naturalmente c’era il Giornale radio per chi non andava al cinema. Ma si trattava di brevi gazzettini che si limitavano a comunicare le notizie in modo informale e secco, come una mitragliatrice e chi li leggeva aveva una voce impeccabile, senza inflessioni dialettali, leggeva spedito senza balbettare ne commettere errori. Insomma una roba asettica, noiosa e incolore. Forse era per questo che il più delle volte le notizie entravano da un orecchio ed uscivano dall’altro? Certo non c’era paragone con Guido Notari, definito il cantore del fascismo e dell’Italia liberata, l’uomo che attraverso i cinegiornali Luce e la settimana Incom ha raccontato il mondo agli italiani. Non l’avete presente? Guardate questo video è vi verrà in mente senz’altro, anche se siete nati molto più tardi. Naturalmente non siete obbligati a vederlo tutto, può avere seri effetti collaterali.

Converrete con me che una voce così si impone per forza.
Poi venne la TV con Riccardo Paladini seguito da altri di cui vi risparmio i nomi. E oggi? Oggi abbiamo speakers che borbottano, tossiscono, si schiariscono la voce, iniziano a parlare a voce bassa per poi finire in falsetto che ti fanno venire l’angoscia, ascoltarli e come salire sulle montagne russe. Oppure c’è quella che ha l’affanno come se fosse in parete sul K2, l’altra che gracchia come una ranocchia e ripete i periodi due o tre volte nel caso non avessimo afferrato il concetto, quella che perde il filo del discorso è rimedia improvvisando con risultati discutibili e a volte esilaranti. Un video per tutti dove un giornalista è preso di mira con ironia dalla Gialappa’s Band.

E non parliamo delle inflessioni dialettali, il Sud è ben rappresentato mentre il Nord si difende come può cercando di evitare certi scivoloni. A meno che non siano ospiti di qualche talk-show. E allora vai con i carri! Succede di tutto, anche i personaggi più irreprensibile si lasciano andare ad eccessi inimmaginabili. Volete un esempio? Premetto che parteggio apertamente per Busi che adoro. Sgarbi sarebbe un discreto critico d’arte se non fosse così cafone e pieno di sé. Mille volte meglio Philippe Daverio.

Dunque che dire per concludere? A me com’è oggi non piace per niente. Ma c’è qualcuno che mi risponderà che nessuno mi obbliga a guardare. Ma questo è un discorso da fascista. E poi non è più un discorso di qualità ma di audience. E allora meglio la Settimana Incom.

Nota. C’è finito in mezzo anche Luca Giurato ma non sfigura di certo.

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Autore:

Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

2 pensieri riguardo “TV ieri e TV oggi

  1. Sono circa sette mesi che non guardo praticamente più la tele, TG compresi. La mancanza di un apparecchio in cucina credo sia rilevante……. Prima mi limitavo a Striscia la notizia, adesso manco loro sono così attendibili.

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