Sono puntigliosa!

A volte mi piace guardare vecchi film del cosiddetto filone della commedia all’italiana, quello per intenderci di Edvige Fennech, Gloria Guida, Barbara Bouchet, Alvaro Vitali ecc… e mi viene da sorridere perché, confrontati con certe pellicole di oggi, erano di un erotismo puerile. A parte il fatto che a quei tempi il massimo del peccato era qualche nudo fugace e un linguaggio a tratti un pò volgare, oggi il confronto non reggerebbe. Prendiamo i dialoghi, se cancelliamo i vari cazzo, vaffanculo, minkia ed altri nomi che indicano gli organi genitali maschili e femminili, insulti vari il film sembrerebbe girato all’epoca dei film muti, con le scritte sotto, da un momento all’altro potrebbe entrarci anche Francesca Bertini che si aggrappa disperatamente alle tende… ma poi la trama, inconsistente e vaga e tra un cambio di scena e l’altra eccoti due che trombano! Di giorno, di sera, a qualunque ora,  in qualsiasi luogo … TROMBANO! Tanto che ti viene un dubbio, ma non sarà che gli attori trombano tra un ciak e l’altro in attesa che agli autori venga un’idea per poter andare avanti con le riprese? In ogni caso trombano. Altre alternative? Film dove si spara, sistematicamente si spara a tutto e a tutti, basta che si spari, che il sangue scorra a fiumi, le teste cadano …erano meglio i film della commedia all’italiana. Volete mettere un bel “Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda” con la Fennech in tutto il suo splendore? Oppure “La dottoressa ci sta col colonnello” dove l’unico rischio che correvi era quello di trovarti davanti il culo da sballo della Cassini? E che dire poi della serie del Comm.  Giraldi dove la violenza era stemperata da quello strampalato di Bombolo e dal “lessico” del Giraldi. Bah, altri tempi.
Un ultimo appunto. In molti dei nostri film si parla dialetto. Per lo più romanesco  e napoletano. Può capitare che ci sia bisogno dei doppiatori e per questi due dialetti non ci sono problemi.  La faccenda cambia quando ci sono di mezzo altri dialetti.   Il Veneto è  potabile, il piemontese discreto ma quando tocca al bolognese viene voglia di prendere a schiaffi il doppiatore! Perché il nostro dialetto viene storpiato in una maniera oscena, se si tratta poi di una doppiatrice l’effetto birignao è assicurato. Dicono che sia difficile da pronunciare … che dire allora del genovese o del siciliano? Ma no, chi doppia in bolognese sembra una macchietta.
Uffa, oggi mi andava di scrivere questo. Ora metto un video, ad interpretarlo è Vito Bicocchi e lui il Bolognese lo conosce bene, eccome.

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

13 pensieri riguardo “Sono puntigliosa!

    1. Sì lo ricordo. Del resto nel film citato la protagonista era lei col suo fondoschiena.
      Ricordo anche il post … non tutte le ciambelle riescono col buco, l’ispirazione era fiacca. E poi, ma che rimanga tra noi, troppa bravura genera invidia, meglio toppare ognitanto 😀

  1. Vito Bicocchi che gli altri chiamano, semplicemente, Vito ma, chi lo conosce, lo chiama Beck
    Tale era Beck (al scrév Bec e si pronuncia “bec”). Lui e la sua spiderina rossa che faceva tremare tutta San Zvàn (in Persiceto).
    Sì, effettivamente scrivemmo anche noi e varie volte sul cinema e i suoi effetti devastanti, culturali e/o deleteri.
    Devastanti quando, causa economie estremamente economiche, s’importano filmetti e telefilmetti d’accatto.
    Le famosissime teleserie “mirikane” che hanno ammorbato l’Italia da quel dì.

    Culturali perché sono riusciti a modificare l’italiano medio.
    A parte il verismo di Pietro Germi, che fece scuola, la Commedia italiana (detta così proprio per la sua unicità) descriveva l’Italia, mite, bacchettona e mammona, caratteristica principale della maggior parte del pueblo.
    Abbiam avuto l’impegno dei vari Luchino Visconrti – Il Gattopardo, Pietro Germi-come detto prima, ecc. ecc. che nacquero, però, proprio dall’italica commedia.
    Nulla volendo togliere all’ironia ingenua dell’italico erotismo, si ebbero delle serie, molto personalizzate e legate a Lando Buzzanca, Renzo Palmer e giù giù, fino a une delle massime espressioni umorali, tipicamente italiane: Monica Vitti, Alberto Sordi.

    La commedia erotica italiana, unica nel suo genere (a memoria nostra, non ricordammo alcun corrispettivo estero) ci regalò le varie Gloria Guida, la Fennech, la Cassini, ecc. ecc. che della commedia burlona, scanzonata e piena di luoghi comuni suggestivi, fecero la pietra d’angolo a tutto l’ambaradàn.
    A differenza, però, di qualche filmetto d’oltre oceano che, per incassare qualcosina, sbatteva pezzi di carne femminile (il nudo maschile è una pena …) da tutte le parti, il nudo, o meglio, la voglia di nudo era strisciante, ammiccante e forse, più coinvolgente.

    Virginia Wolf sosteneva che il meglio della lussuria era rimanere copertissima e, da seduta, mostrare la caviglia avvolta nelle calze velate nere.
    Il nostro eros cinematografico, a parte qualche battutina da caserma, era rispondente a questo, guardare e non toccare.

    Post fantasmagorico, il vostro, milady.
    Mai banale e sempre “in tiro”.
    Siete stratosferica (e come direbbe una persona che conoscemmo tantissimi anni fa e che abitava in via del porto, a Bologna, detto “il Zio”: “E cara té socchhmel, brisa par critichér, mo l’é acsé!”.

    Buon pomeriggio

    The milorder

    1. A proposito di Virginia Wolf e della lussuria mi è venuto in mente un bel film di anni fa interpretato da Holly Hunter e Harley Keitel, Lezioni di piano. Non so se l’avete visto … la Wolf ha ragione.
      Stanca delle svariate serie from IUESEI, alle quali aggiungerei quelle teutoniche di Squadra Cobra 11, sto riscoprendo la filmografia italiana, saltello qua e là da un regista all’altro, da un attore all’altro mischiando i generi. Mi sto interessando ad Alberto Sordi che in casa mia era bandito. A mio padre non piaceva e siccome era molto democratico era vietato a tutti. A me piace. Ho visto poco per ora, però mi diverte, inoltre, a parte qualche scivolone, penso che se la cavasse benissimo anche in ruoli drammatici, vedi ad esempio “un borghese piccolo piccolo”.
      A proposito di Renzo Montagnani mi pare di aver letto che provenisse dal teatro. Io lo ricordo in “amici miei 2” era il Necchi se non sbaglio.
      Il vostro bolognese è impeccabile, Milord … è un dialetto difficile da scrivere, io stessa non saprei farlo. Però lasciatemelo dire, com’è più gioioso ed ammiccante un bel “socchmel” piuttosto che un “cazzo” inflazionato fino alla nausea!
      Sentitamente …

  2. Ma ci sta anche questo:

    il descrittore dell’Italia media, anni ’70, che è rimasto invariato fino ai giorni nostri.
    Buona visione (sono in edizione integrale).

    Siete uno spettacolo milady.
    Cordialità

  3. Comprendemmo, perfettamente, che impegni, crisi esistenziali, lavori particolari, rendono poco partecipi e qualche volta assenti le persone.
    Voi state latitando mia signora.
    Latitanza da combattimento, milady.
    Se soltanto il Sig, Ministro degli Affari Interni, On.le Avv. Dott. Angelino Alfano, facesse la metà di quello che non state facendo, l’Italia, almeno agli Interni, sarebbe una nazione migliore.
    Più bella, più pulita.
    Più libera da scorie mefitiche e infamanti l’intelligenza umana.

    Oplà, l’abbiamo detto, va ….

    Abbiate una serena prosecuzione di giornata.
    Salutations

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