Piccolo tributo a Suzie Quatro

Che  non sono io naturalmente. Si tratta di una cantante americana in voga negli anni 70 piuttosto famosa. Se la conosco è grazie a mia madre che era una sua fan sfegatata. Me l’ha propinata a tutte le ore del giorno, tanto che scegliere Suzieq come nick mi è venuto spontaneo. Così ho unito la mia passione per i CCR a questa fanciulla che non è niente male. Ma forse è meglio che ve la faccia ascoltare …

Direi che la ragazza si impegna …

Tra l’altro mi sono sempre chiesta se la canzone dei CCR fosse dedicata a lei. Pare di no, si tratterebbe di una certa Susan Lewis della Louisiana …

Qui la Suzie fa coppia con Chrys Norman facente parte del complesso degli Smokie che non conosco bene. Però so che hanno inciso un successo dei CCR, “Have you evergreen see the rain”. È curioso osservare come i percorsi di questi gruppi si intrecciano tra di loro.
Per oggi è tutto … forse.

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

6 pensieri riguardo “Piccolo tributo a Suzie Quatro

  1. Eccolo milady mia signora.
    devo dire che, Suzi Quatro-il cui amore fu a prima vista-, la conobbi nel 1983. Era il penultimo anno che stavo negli states e lei, purtroppo, era caduta un po’ nell’oblio. Ricordo che avevo le giornate infarcite di Jonny Cash, countrer di grandissimo spessore e ci rimasi un po’ male quando, manifestai quest’amore, ai miei compagni di college. (tengo a precisare che mio padre, per motivi di lavoro, era legato alle nostre sedi diplomatiche estere e posso dire che a far tempo dalle scuole elementari difficilmente rimasi, fermo in un posto, per più di tre anni. Avvenne negli USA. Dopodiché, ogni anno, al massimo, sedici mesi, ci si trasferiva armi e bagagli, da tutt’altra parte. eppure non mi è mai pesato. Mi madre ne soffriva tantissimo, a me, invece, era una gioia).

    Dicevamo.
    Il primo amore avvenne durante un assolato pomeriggio a Boston. C’era un “caldazzo” della Madonna e mi stavo preparando per andare al Fenway Park (il diamante, ovvero lo Stadio di baseball di Boston) per la partita dei Red Sox, la mia squadra del cuore. Prendo la moto, passo da casa di Jeff (il mio amicissimo) e lo vedo sui gradini di casa con un poster in mano, e le cuffiette delle audiocassette mentre, ad occhi chiusi agitava l’indice della mano destra, sorridendo ad un ipotetico ritmo. Aveva scoperto Suzi. Rimanemmo quasi un’oretta (un pezzo di cuffia ciascuno) ad ascoltare quel LP inciso su nastro, stringendo tra le mani il poster della “divina”.
    Amori e dolori adolescenziali
    (PS: So trattava di Suzi, Q., non del vistro Suzie. Non c’era la e finale.).
    La canzone era questa:

    Poi andammo allo stadio, ma dopo quel giorno nulla fu come prima!
    😉

    Da lì a tre mesi, armi e bagagli e ci trasferimmo in Australia.
    non ci credereste…
    Trovai la mia dolce Suzi, in vetta alle classifiche australiane che spopolava proprio.
    Prima a Brisbane, Melbourne e infine ad Adelaide, la si sentiva lungo le strade, nei negozi, in macchina.
    Dappertutto insomma.
    Per adesso that’s all folks.

    Bye

    🙂

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