Colloquio con la prof.

Oggi, 7 maggio 2915
Guardo l’orologio, sono in ritardo, devo andare alla scuola di mio figlio Luca. Non è uno dei soliti incontri ufficiali dove ti dicono tutto e niente , sono stata chiamata da due prof per comunicazioni importanti che riguardano il comportamento di mio figlio a scuola. Indosso rapidamente le prime cose che mi capitano sotto mano, un paio di jeans e un maglietta che ha visto molte primavere, risale ai tempi dei miei anni ruggenti. Mi è stata regalata da un mio filarino di allora, l’ha comprata ad Amsterdam. È un pò stinta ma mi calza ancora a pennello. È blu scuro con sopra scritto “Barney’s Coffee Shop”. Esco dunque è salgo in macchina, metto in moto e parto. Guido e penso … che può aver combinato quell’angioletto di mio figlio. È un ragazzino tranquillo … però è un acqua cheta, ne studia sempre una. Ma no, sarà sicuramente per il fatto che scrive allo specchio. Avete presente le ambulanze? Preciso. Arrivo a scuola, entro nella saletta adibita all’uopo e ci trovo due signore tutte tirate a lucido, sembrano uscite dalle pagine di Vogue. Mi guardano, si vede che mi stanno facendo la TAC. Poi lo sguardo si fissa sulla mia maglietta e bisbigliano un commento tra di loro. Continuano a fissarmi con riprovazione. Le fisso anch’io con sfrontatezza e mi accorgo che la stanza è impregnata di profumo … un costoso profumo francese datato ma sempre buono. Il profumo però va usato con parsimonia, si deve lasciare una leggera scia, non stordire un branco di elefanti. La signora che lo indossa deve essersene versato addosso un bottiglione. Una delle due rompe l’imbarazzante silenzio e mi fa:
“È stata chiamata anche lei dai prof.?”
Sto per rispondere di sì ma poi il mio lato oscuro prende il sopravvento. La guardo serafica e rispondo:
“Io? Nooo, passavo da queste parti e sono venuta a dare un salutino a tutti. Lo faccio sempre quando passo di qui”
La signora mi guarda con un’espressione strana, un misto tra incredulità, dubbio e impressione di essere stata presa per il culo. Naturalmente è buona la terza. È fatta, ormai sono partita, chi mi ferma più? È calato un silenzio imbarazzante, le due donne continuano a fissarmi arcigne. Una delle due è vestita molto più elegante dell’altra, sfoggia catene anelli bracciali e orecchini, è bardata come la Madonna di san Luca (protettrice della città di Bologna). È lei che sta riempiendo l’aria col suo effluvio potente. Le chiedo :
“Mi scusi, profumo francese, vero?”
“Sì ” fa lei, poi tutta ringalluzzita fa:
“Empreinte di Courrege ”
Bimba, ma allora vuoi la guerra, scusa, me le metti in bocca!
“Scourrege ha detto? Ottimo, è il profumo che usava mia nonna!”
In quell’attimo si apre una porta … salvata dal linciaggio dalla Prof!
Entro e lo sguardo della Prof si punta di colpo sulla maglietta dove la scritta è amplificata a dismisura dal mio “balconcino”. Balbetto:
“Mi scusi, ma porto una 5a e lei capisce … Dunque mi dica, che ha fatto mio figlio Luca ”
Sospira e mi fa:
“È un soggetto molto interessante, un ‘ ottima media, ma ha delle strane tendenze …”
“Davvero? Lei pensa che sia un pò ricchione?”
“Nooo, non ho detto questo. Direi che …” la interrompo:
“Pensa che sia un pò strano, come se nascondesse qualcosa?”
“Ecco, a dire la verità …”
“Pensa che potrebbe essere entrato a far parte di una setta satanica? Potrebbe essere, alla scuola materna disegnava sul muro svastiche …”
“Ma no, che dice?” Incalzo:
“Allora potrebbe essere entrato nell’ISIS …”
La donna mi fulmina con un’occhiata, sicuramente si sta chiedendo se ci sono o ci faccio. Riprende:
“Suo figlio scrive strano, usa caratteri gotici e scrive al contrario. Io parlo anche a nome degli altri insegnanti. Ci si mette un sacco di tempo a correggere i compiti. E quando scrive il suo nome poi … lei capisce, vero?”
E capisco Sì, è dalle elementari che mi fanno questa solfa perché Luca al contrario fa acul e mentre ci penso non riesco a reprimere una risata sonora. Poi sbotto, premetto che non sono il tipo di madre che difende ad oltranza i figli quando sbagliano.
“E lei mi ha chiamato per questo??? Ma lo sa che questo fenomeno è molto antico, ed è molto comune? E lo sa che non è affatto preoccupante, specialmente in chi, come mio figlio, usa indifferentemente sia la destra che la sinistra per scrivere? E lo sa che
c’è chi ha associato la scrittura a specchio con maggiore intelligenza e creatività? E per finire lo sa che Leonardo Da Vinci faceva tutte le sue annotazioni personali utilizzando la scrittura a specchio?”
Me ne sono andata sbattendo la porta.
Certa gente non dovrebbe insegnare ai ragazzi.

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33 pensieri riguardo “Colloquio con la prof.

  1. Ps mitico. Mitico. Clap clap. Tiratina di orecchie per un paio di dettagli del post che sono messi a bella posta per far sbavare i maschietti ahahah la 5 e la maglietta che ti sta anche se è del liceo sono tutti biechi tentativi in tal senso!!! 😆😆

  2. Uh la quinta ….come una delle mie primissime fidanzate, magra ma con due meloni che arrivavano sempre prima di lei.
    Però preferisco un paio di taglie in meno 😛

  3. Va beh Suzie bella, dopo tutti sti commenti mi son dimenticata cosa ti volevo dire. Comunque fottitene. A me hanno convocato perchè Figlia2 giocava solo a calcio e solo con i maschi. Dimmi tu … vado ad invidiare la tua 5° a terrazzone.

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