In A gAddA dA vIdA

Ovvero: in The garden of Eden ad Ozzangeles.

Che poi più che il giardino dell’Eden quello di cui sto per parlarvi si appresta a diventare una giungla africana, posizionata esattamente nel terrazzone dell’attico  dove abito con la mia famiglia. Che è grande sì ma una cosa giusta e più di tanto non ci può stare. Ma cominciamo dall’inizio. Prima abitavano a Cattolica ma abbiamo dovuto avvicinarci a Bologna per una serie di motivi. E così eccoci  ad Ozzano  Emilia che noi chiamiamo Ozzangeles per gasarci un pò. A malincuore ho dovuto lasciare là le piante che avevo nel terrazzo, anche quello ampio che copriva 3/4 del perimetro della casa. Ma di loro se ne occupano i nuovi inquilini.
Parliamo ora di questo terrazzo. All’inizio pareva dovessi pensarci io, è sempre stato così del resto, non è che mio marito non ci tenga, è solo che non è portato, non ha il pollice verde, le piante sono percorse da un brivido di spavento quando lui le guarda. Affinché potessero sopravvivere avevo insegnato a quelle che ho lasciato a Cattolica a girarsi dall’altra parte onde evitare lo sguardo di mio marito, lo sguardo che uccide … lo sguardo della Medusa. Ma l’aria di Ozzangeles ha fatto sì che in lui si compisse una metamorfosi. Intanto si è stufato del modellismo e così finalmente ha liberato il suo “studiolo” di tutti quei camion, velivoli, transatlantici, carri armati ed altri ciaffi, li ha imballati e consegnati con slancio al prete per la pesca della parrocchia. Dopodiché ha annunciato quasi commosso che intendeva occuparsi della sistemazione del verde in terrazza. Sul momento ho pensato che l avremmo potuto lavorare insieme, scegliere le piante, invasarle. Ed all’inizio è stato così ma dopo ho capito che avrei rivestito un ruolo secondario. Praticamente dovevo assistere e basta. Bene, mi sono detta, lasciamolo fare, vediamo che combina. E siamo partiti alla grande, angolo del frutteto con incluso il mini orticello e le officinali, angolo delle rose ad alberello, a cespuglio, rampicanti, mignon, angolo delle succulente (cactacee e affini), angolo delle composizioni miste (bulbi, piantine da bordura) per le cassette appese e angolo degli arbusti da fiore. A furia di angoli vedevo restringere sempre più lo spazio ma non avevo ancora fatto i conti col massimo della sua aspirazione, l’angolo dei rampicanti, quelle piante cioè che, da sole o aiutate si arrampicano lungo muri, tralicci e sostegni vari. Piante bellissime e utili per creare angoli d’ombra oltre che per decorare le pareti. E così siamo partiti in pellegrinaggio verso i vivai della zona e anche quelli fuori zona. Ci siamo spinti oltre i confini dell’Emilia Romagna. Siamo stati anche in Toscana. Ed anche in Veneto. Siamo stati anche all’estero. A San Marino. Qualcosa abbiamo trovato, le piantine e le sementi e i bulbi per le cassette, le piante grasse, ma tutto il resto no! Perché lui di rose voleva proprio “quelle li” e di arbusti da fiore proprio “quelli là “! Ed i rampicanti, no dico i rampicanti, come si potevano chiamare rampicanti quelle pianticelle malnutrite e sofferenti? Mai e poi mai avrebbero potuto crescere e ricoprire tutto quello che lui voleva fosse coperto. Eppoi erano troppo piccole.
Che si fa a questo punto? Si cerca su Internet! E così mi metto di buona lena a cercare e naturalmente trovo un vivaio olandese che ha tutto quello che occorre per il giardinaggio, più quello che non serve affatto. Faccio vedere a mio marito le foto e lui esclama soddisfatto: “queste sono piante! Vedi come sono belle grandi?” Gli faccio osservare che sono abbarbicate alle pareti o coprono una tettoia e temo sia difficile toglierle di lì. Ma lui non si lascia intimidire e ribatte “che ci vorrà mai a toglierle di lì e poi mica le portano a spalla, le affideranno ad un corriere, no?”
Ma certo, che stupida, c’è il corriere. Facciamo l’ordine … 5 rampicanti 5, vite americana, clematide, gelsomino di san Giuseppe, caprifoglio e glicine. Più qualche sacchetto di bulbi di fresie “Perché me li ero scordati ed hanno un profumo delizioso”… più qualche sacchetto di semi di nasturzi che “mi rimangono due cassettine vuote”. Più la scorta di concimi. Più il terriccio. Più l’organico che sarebbe lo stallatico, insomma il letame ricco di sostanze nutrienti. Chissà che festa avranno fatto nel vivaio olandese quando hanno ricevuto l’ordine … tanta roba così tutta insieme … si sono così ringalluzziti che hanno spedito in omaggio 3 piante di rose … rimaneva giusto un angolo da riempire.
E intanto mio marito sognava e si vedeva già poltrire all’ombra di grappoli di glicine e profumato caprifoglio, mentre all’inizio di marzo, quando fuori era ancora freddo, il terrazzo sarebbe esploso di giallo, grazie ai mille fiorellini del gelsomino di san Giuseppe. Arriva il corriere e consegna il pacco. Un pacco normale nemmeno tanto grande, lo apriamo ed estraiamo cinque teneri virgulti un pò avvizziti e stenterelli. “Caspita!” esclamo io “praticamente delle sequoie!” Mio marito è deluso ma non vuole ammetterlo e con una tenerezza infinita si prende cura delle pianticelle. Nei giorni a seguire prepara il terreno, riempie i vasi e mette a dimora. Stento a crederci, le piantine stanno crescendo rinvigorite e tutto procede per il meglio … Anche se siamo invasi dalle mosche… beh si sa, lo stallatico è fantastico, peccato che puzzi un pò, ma come diceva Faber “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”

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16 pensieri riguardo “In A gAddA dA vIdA

  1. Comunque avete una terrazza enorme, per poter mettere a dimora tutte le piante. C’ è anche il sistema per bagnarle tutte insieme. Bravo tuo marito, un caro abbraccio

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