L’eterna staffetta

“Erano usciti quella mattina come tante altre, per andare al lavoro, come sempre. Di solito guidava lei, più calma, distesa, il traffico non l’aveva mai sconvolta più di tanto. La guida di un’auto per lei era una forma di relax, un pò meno per gli automobilisti che avevano la fortuna di trovarsela davanti … sì perché lei non faceva mai più dei 70 all’ora ed era un intralcio al traffico. In autostrada però scioglieva le briglie della sua Mini e arrischiava i 90! 
Anche lui guidava ma era un tipo nervoso, collerico,  insofferente. Il traffico lo mandava in bestia ed era un continuo imprecare accompagnato da una guida a scatti. Perciò guidava sempre lei.
Si può dire che anche la loro vita di coppia seguisse lo stesso copione. Apparentemente lui era il capo di casa ma era lei che guidava.
Dunque erano usciti con l’auto di lei, arrivati a Bologna si sono salutati ed ognuno è andato per i fatti propri, lavoro e incombenze varie. Lui sarebbe tornato a casa nel pomeriggio con la corriera. Ed è a questo preciso punto che accade l’impensabile, qualcosa che non è poi così strano e fuori dalla nostra comprensione anzi è normale e capita a tutti prima o poi, ma noi tendiamo ad ignorarlo. Che succede dunque? Lui torna a casa con la borsa della spesa … due ore dopo torna lei, apre la porta e se lo trova davanti, steso sul pavimento, immobile! Lo chiama ma lui non risponde, gli si avvicina e lo tocca … è freddo, gelato …”
Potrebbe essere benissimo l’ inizio di un racconto ma non lo è. Questa è una storia vera, come tante, che può capitare a tutti, normale amministrazione, sono inscindibili una dall’altra, la vita inizia la sua corsa verso la morte che aspetta pazientemente il suo turno per prendere possesso del testimone come in una staffetta. Il testimone siamo noi. A volte la corsa è più breve a volte lunga ma sempre là porta.
Personaggi della mia storia:
Lui, 53 anni, vita sana e sportiva, carattere controverso ma generoso …
Lei, 43 anni, allegra, positiva, la mia migliore amica da una vita, andrei nel fuoco per lei.
L’altro, un infarto fulminante che ha spezzato due vite.
È una storia banale in fondo ma perché fa così male?

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

11 pensieri riguardo “L’eterna staffetta

    1. Bella interpretazione. Ho visto morire tante persone, alcune a me particolarmente care, ma questa mi ha toccato in modo particolare. Secondo me la morte è un’amante paziente ma ben decisa ad ottenere quello che vuole, vive nell’ombra accanto a noi amandoci in silenzio, ma quando arriva il suo momento non sente ragioni. Eros e Thanatos …

  1. La morte non fa mai male allo stesso modo, il dolore varia da caso in caso. E questo evidentemente è stato un caso che ti ha fatto male! 😦

    1. È vero, questo segna la fine di un periodo particolare. Io e lei amiche da adolescenti, abbiamo condiviso situazioni, viaggi, amori, delusioni, malumori, un paio di ragazzi fichissimi, pranzi e cene e sbronze, momenti felici e tristi. Poi il matrimonio, i figli, nati negli stessi anni e a pochi giorni l’uno dall’altro, le vacanze al mare … più che sorelle! Infatti lei ha 4 sorelle di cui una è gemella ma è me che cerca quando ha bisogno. E suo marito faceva parte di tutto questo quadro.
      Ora manca un pezzo molto importante che non può essere rimpiazzato. Non c’è più equilibrio.

      1. Sarà un periodo molto duro, posso solo immaginare il dolore che lei possa sentire. Pero’ in qualche modo la vita va avanti ed un nuovo equilibrio, anche attraverso la tua presenza, il tuo aiuto, verrà trovato!
        In bocca al lupo e un abbraccio per il dolore che stai provando

  2. Fa male perchè interrompe, fa male perchè è uno stop definitivo e senza ritorno, fa male perche qualcuno ci lascia e non si sa dove va, fa male perchè è dolore..che cuoce ed è disperazione infinita che riempie noi stessi e travasa e ci avvolge in una melassa nera. Fa male ma la vita continua!

    1. E vero fa male tanto più se ti tocca da vicino, fa male il modo ed il quando, ma la morte fa parte della vita che continua e non ti cambia, e al tuo intimo non toglie nulla. E’ un abbandono direi non banale ma naturale.
      Ci sono abbandoni invece, che pur se il dolore è inferiore, lasciano segni di malessere costante, incidono sulla autostima, sulla femminilità o virilità, sono gli abbandoni che modificano la vita e carattere.
      La tua amica si chiederà il perchè, ma la morte naturale non ha risposte, il tempo sana le assenze, lei non soffrirà di nessuna sindrome e potrà ricordare il meglio di lui, di se di loro e nel ricordo lui sarà ancora più amato e migliore.
      Insomma come dice Enzo, la vita continua, ma non allo stesso modo per chi soffre della sindrome dell’ abbandono.

      1. La mia amica è una donna che all’apparenza sembra fragile, tutti l’hanno sempre sottovalutata perché ha un comportamento remissivo e quasi sottomesso, tanto da sembrare quasi una vittima ma la sua apparente sottomissione ha fatto da cuscinetto in numerose situazioni critiche e questo dimostra che con la dolcezza ed il buon senso si può arrivare molto lontano. Sono sicura che c’è la farà. Si sta dimostrando molto forte e combattiva e non si piange addosso, anche se a me non sfugge la pena che nasconde. Abbiamo sempre condiviso tutto e la conosco bene.

  3. E’ una storia banale? Lo è. Perchè fa così male? Perche l’hai raccontata senza fronzoli, nuda e cruda. Così arriva subito come una coltellata e a dir la verità in quella stanza col cadver freddo a terra ci simao entrati tutti. Mi dispiace veramente.

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