L’Italia s’é rotta!

Eh sì, l’Italia si sta rompendo, e non solo perché sono i suoi abitanti ad essersi rotti, ad aver perso la pazienza, questo ormai è un fatto che non ci stupisce più di tanto. Lo sappiamo, l’uomo è di per sé soggetto a fluttuazioni, cambiamenti, un giorno pensa una cosa, poi ne fa un’altra. Insomma siamo abituati alla sua mutevolezza. Ma quando anche il terreno che ci sta sotto i piedi frana, quando sotto i nostri piedi si aprono voragini, quando non possiamo più fare affidamento sulla terra che pestiamo è innegabile ammettere che sorge una certa inquetudine. Inutile dire che la colpa è nostra, si sono spesi fiumi di inchiostro su questo. Siamo noi che sbbiamo cambiato il clima il quale naturalmente fa i capricci.  E così ecco che di colpo si aprono buche, crollano edifici costruiti  su terreno instabile… instabile perché le piogge frequenti lo hanno trasformato in una gelatina. Il mare si sta mangiando le spiagge. Insomma l’Italia si sta sta sgretolando, sciogliendo, scomponendo,  come un gigantesco blocco si sta disintegrando  e a me riesce difficile immaginare che aspetto possa assumere in un prossimo futuro. E se è vero che al Nord siamo più abituati a questi fenomeni, anche se adesso dta esagerando anche qui, mi colpisce molto  quanto sta succedendo al Sud. Che l’inverno venisse anche nelle regioni del Sud era risaputo, ma così è un’esagerazione. Da molto tempo non vado in Sicilia e penso che se ci andassi rimarrei stupita per i cambiamenti, non la riconoscerei più. Probabilmente sono spariti paesaggi interi, vi saranno orizzonti nuovi. Ma quello che non riesco a concepire è proprio l’idea di una Sicilia che non corrisponde più a quella dei miei primi vent’anni, quando scendendo dal traghetto mi ero sentita di colpo in un mondo completamente diverso, avulso dalla mia realtà della Valpadana, alle nebbie e dalla neve che, ai tempi dei tempi, Iniziava a cadere sommessamente ai primi di novembre, e ne veniva tanta, al punto che la si doveva spalare anche dai tetti perché non si sfondassero. E per le strade si formavano lastroni di ghiaccio, così come erano ghiacciati tutti i corsi e gli specchi d’acqua. Ed erano a rischio neve anche i mesi successivi… Ho visto certe foto di mia madre, ritratta nel periodo di Carnevale, vestita da Brighella, con la neve che le arrivava fino ai fianchi… Poi a marzo timidamente iniziava il disgelo…

Col passare degli anni le nevicate intense sono andate scemando, anche se ne  veniva sempre. Però il freddo era pungente. Ma in casa nostra entrava il sole e il caldo della Sicilia, grazie ai pacchi che ci mandavano i miei zii da Siracusa, pacchi che contenevano dolci e dolcetti confezionati da mia nonna, barattoli di verdure conservate sott’olio e foto dove di neve non c’era traccia, solo sole e mare e paesaggi deserti come certe contrade dell’entroterra dietro Avola.

Quando finalmente andai in Sicilia l’impatto visivo e non solo fu come un fuoco d’artificio. I colori, la vegetazione, i profumi mi arrivarono addosso con forza lasciandomi  attonita, La mia sicilianità saliva in superficie da dentro e mi sentivo a casa mia.

Per questo vedendo oggi come il maltempo strapazza l’Isola, mi prende una gran malinconia… anche la Sicilia sta lentamente soccombendo…

E qui intanto sta piovendo a dirotto…

Voglia di caldo, di sabbia dorata, voglia di deserto con i Tuareg che cavalcano tra le dune…

 

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

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