Libertè, égalité, fraternité…

Non ho avuto tempo di leggere le notizie, né di guardare la tv oggi. Ma per fortuna ho letto il blog di Giacani che per certi aspetti e forse meglio. Leggo che in Francia è stato arrestato un certo Dieudonnè M’bala M’bala, conosciuto come Dieudonné. Costui è nato in Francia, (padre camerunense e madre francese), ha una compagna e cinque figli. Cominciamo col dire che Dieudonné negli anni 90 ha iniziato facendo l’umorista, per passare poi alla politica. A dire la verità è un po’ controverso nelle sue simpatie politiche; dapprima si è visto definire militante di sinistra filopalestinese, poi di destra, anche estrema. Lui si definisce anticomunitario, antisionista e repubblicano.
Questo tipo un po’ pasticcione nei suoi spettacoli prende in giro tutti, non ne scappa uno, Islam, Cristianesimo, Ebraismo, i popoli africani… Insomma ce n’è per tutti. Naturalmente sta sugli zebedei a tutti. Dunque che cosa ha combinato di preciso?

L’11 gennaio, giorno della manifestazione pubblica per le vittime della rivista Charlie Hebdo e del supermercato ebraico Hyper Casher, Dieudonné ha scritto su Facebook di sentirsi “Charlie Coulibaly”, mettendo insieme il nome del giornale satirico e quello di uno dei terroristi, Amedy Coulibaly. Eccolo dunque in stato di fermo per apologia del terrorismo.
Ora mi sorge un dubbio: Ma non s’era ripetuto fino allo sfinimento che la satira è libera, liberissima e può colpire chi vuole? Se è così allora perché arrestare Dieudonné? Ha fatto satira, magari eccessiva ma sempre satira è. E i vignettisti di Charlie Hebdo? Sempre satira spinta all’eccesso. Allora che si fa? Perché per Charlie Hebdo deve valere una regola e per Dieudonné un’altra? A questo punto tanto vale andare sulle tombe delle vittime e dire loro:
“visto che succede a prendere in giro il Profeta? Dovevate andarci piano con la satira. Ve la siate cercata!” Andiamo, siamo seri! Le regole devono valere per tutti, o si scrive tutti quello che gli pare senza guardare in faccia nessuno, oppure si pongono dei freni. Cari francesi, altro che liberté, égalité, fraternité… soprattutto égalité!
Che poi vorrei dire una cosa, vi siete sganasciati dalle risate davanti alle vignette di Charlie Hebdo e purtroppo è andata come è andata, quelli si sono offesi e hanno calcato uo n po’ troppo la mano. Qualcuno ha detto che non hanno il senso dell’umorismo… ma se a voi capitasse di camminare per strada e vedere sui muri caricature di vostra moglie, o sorella o madre o figlia in pose sconce con sotto scritte inequivocabili sulla professione esercitata dalle suddette signore, e vedeste che la gente si contorce dalle risate, che fareste? Sono sicura che non ridereste tanto…eppure anche questa è satira…

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

9 pensieri riguardo “Libertè, égalité, fraternité…

  1. Non intendo entrare nel merito del dibattito su libertà ed opportunità. Solo una piccola nota, però; il tipo è diventato negli anni un delirante anti sionista e negazionista, ed ultimamente ha anche “ironizzato” sulla decapitazione dell’ostaggio statunitense da parte dell’IS.
    Con ciò non intendo dire che il fermo (durato 48 ore) sia stato giusto, ma solo che non bisogna fermarsi al singolo atto (il tweet), ma bisogna anche contestualizzare

    1. Certamente. ci sono un sacco di cose da analizzare, particolari da tenere in considerazione. Ho voluto mettere in evidenza il fatto della satira, o tutti o nessuno. Non puoi fare un distinguo! Se vale per uno vale anche per l’altro.

      1. Non è facile, perché bisogna anche intendersi su cosa possa essere considerato satira …..dileggiare un morto decapitato, o negare l’Olocausto (per quanto non mi siano per nulla simpatici gli ebrei di Israele) e incitare all’odio razziale non credo si possano assimilare alla satira.

        1. In effetti ci sono molti punti sui quali ci si dovrebbe soffermare, valutare bene prima di esprimere un giudizio. Purtroppo a caldo può capitare di dare giudizi affrettati. Resto del mio parere nel dire che bisogna rispettare qualsiasi religione e che non bisogna fare di tutte le erbe un fascio. E condanno qualsiasi forma di violenza, sia che venga da Israele, dall’ISIS o da Quarto Oggiaro ma penso che gli Ebrei siano brave persone, così come tutti gli altri. E poi sarebbe come dire che gli italiani sono tutti mafiosi o camorristi.

  2. personalmente credo che ficcare sotto l’ombrello della satira ogni qualsivoglia becerume umano come la bestemmia, la calunnia, l’oltraggio e via andando, più che libertà d’espressione sia un ipocrita alibi. Non credo mi manchi una discreta dose di ironico cinismo, tuttavia ti confesso che le vignette di Charlie mi fanno proprio cacare. I Francesi sono dei ganassa venuti male, la loro grandeur è millanteria pura e il loro concetto di libertà d’espressione è molto discutibile, visto che quello che ha combinato Sarkò durante il suo mandato. Libertà è soprattutto rispetto e non c’entra niente con l’anarchia concettuale. Purtroppo per colpa qualcuno pagano sempre innocenti.

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