Morire dal ridere

Scusate il titolo un po’ provocatorio, ma quello che avevo in mente me l’ha rubato un altro blogger.
I fatti, tragici e agghiaccianti sono sotto gli occhi di tutti e non c’è niente che si possa dire per alleviare un po’ lo sgomento che ognuno di noi prova. Questi sono pazzi sanguinari e l’Islam è il male assoluto. Questo dice Giacani nel suo blog e aggiunge giustamente: anche il Cristianesimo è il male assoluto? Proviamo ad analizzare come stanno le cose. A questo punto andiamo a scovare i Crociati, è logico.
Correva l’anno 1071 e i Turchi selgiuchidi, convertiti all’Islam, minacciavano Bisanzio. L’imperatore cristiano ortodosso si rivolse al papa per chiedere aiuto contro gli invasori. Il papa allora si rivolse a tutti i cristiani e disse: “armiamoci e partite, io sarò con voi, spiritualmente, s’intende. E fece un bel discorsetto ai cavalieri dicendo pressapoco così:
“Oh cavalieri valorosi, smettete per un attimo di sgozzarvi tra di voi, sospendete le vostre guerre fratricide e correte tutti in terra Santa per impedire che la schiera degli infedeli, turpe e degenere, serva dei demoni ecc…ecc…sconfigga gli uomini di Dio; e poiché in molti tiravano indietro le chiappe promise loro l’immediata remissione dei peccati e la prospettiva di conquistare feudi e ricchezze. Non promise loro un posto in Paradiso vicino a Dio perché non aveva ricevuto la delega dall’Altissimo, mentre invece gli infedeli islamici un posto vicino ad Allah lo promettono. Ebbero così inizio le Crociate (otto in tutto, tra il 1096 e il 1270) che, a dirla tutta, liberarono sì i luoghi santi trucidando gli infedeli, dopodichè se la fecero anche con gli ebrei e gli eretici che non c’entravano nulla. La quarta crociata volle esagerare, aggredì la capitale dell’impero e si abbandonò al suo saccheggio, sempre in nome di Dio e di Gesù Cristo. Per farla corta, dato che si parla di secoli, ed io vorrei sbrigarmi prima, successivamente i Crociati combatterono per riconquistare la Spagna, una guerra durata 5 secoli! Sempre in nome di Dio…
Seguì poi il vicino Oriente dove i feudatari e i contadini europei videro la possibilità di trovare nuove terre da colonizzare. Naturalmente spargendo sangue a profusione, in nome di Dio, naturalmente, il nostro Dio cristiano.
Facciamo un balzo in avanti, veloci veloci e chi troviamo? Troviamo quel paraculo di Cristoforo Colombo che fece da apripista ai conquistadores spagnoli e portoghesi i quali puntarono soprattutto alla ricerca dell’oro, sfruttando la popolazione indigena ridotta ai minimi termini dagli stenti e dalle malattie introdotte dagli europei. E naturalmente non è che fossero molto educati con loro. Uno di questi, HERNAN CORTES nel 1519 partì dall’isola di Cuba con 500 uomini, cavalli e cannoni, che non si sa mai chi puoi incontrare, procedendo verso l’impero azteco dove venne accolto da quel pirla del sovrano Montezuma II che vide in lui la reincarnazione del “serpente piumato”= divinità tolteca. E’ evidente che il poveretto era fatto di mescalina per scambiare Cortes per un Dio. Non era fatto invece Cortès che infatti lo fece prigioniero e lo obbligò a pagare un enorme riscatto. Nel 1521 Cortès, visto che si annoiava, pensò bene di distruggere l’impero azteco, facendo degli abitanti una carneficina e costruì una nuova città sul modello spagnolo chiamata Mexico. Dopodiché si fece nominare governatore e capitano supremo della Nuova Spagna. Naturalmente il tutto in nome di chi? Ma di Dio! Seguirono poi FRANCISCO PIZARRO e DIEGO ALMAGRO, due spagnoli, che si diedero alla pazza gioia con l’impero Inca e non importa che vi dica che metodi adottarono. Benedetti da Dio.
E parliamo dell’Inquisizione, cito direttamente da Wikipedia:
“L’Inquisizione era l’istituzione ecclesiastica fondata dalla Chiesa cattolica per indagare e punire, mediante un apposito tribunale, i sostenitori di teorie considerate contrarie all’ortodossia cattolica (le cosiddette eresie). Nella sola Spagna (e nelle sue colonie) ed in Portogallo l’Inquisizione dal XVI secolo fu sotto il controllo del re e quindi univa al contrasto dell’eresia o della stregoneria anche la persecuzione degli avversari politici.” Non occorre che spieghi, vero? Però un assaggio delle torture ve lo do, preceduto da una frase di Nietzsche:

“Io voglio scrivere su tutti i muri ovunque siano muri […] Io chiamo il cristianesimo unica grande maledizione, unica grande intima perversione, unico grande istinto di vendetta […] Io lo chiamo unico imperituro marchio d’abbominio dell’umanità…”.
FONTE: F.W. Nietzsche, L’Anticristo

Ecco alcuni strumenti e sistemi di tortura che la Chiesa ha utilizzato per commettere i suoi efferati “crimini contro l’umanità” durante la Santa Inquisizione. Crimini rimasti impuniti!

Il Topo
Tortura applicata a streghe ed eretici. Un topo vivo veniva inserito nella vagina o nell’ano con la testa rivolta verso gli organi interni della vittima e spesso, l’apertura veniva cucita. La bestiola, cercando affannosamente una via d’uscita, graffiava e rodeva le carni e gli organi dei suppliziati. Chissà come i disgraziati riuscissero a sopportare il terrore provocato alla sola vista del topo che da li a poco sarebbe entrato nel suo corpo.

Dissanguamento
Era una credenza comune che il potere di una strega potesse essere annullato dal dissanguamento o dalla purificazione tramite fuoco del suo sangue. Le streghe condannate erano “segnate sopra il soffio” (sfregiate sopra il naso e la bocca) e lasciate a dissanguare fino alla morte.

Il Rogo
Una delle forme più antiche di punizione delle streghe era la morte per mezzo di roghi, un destino riservato anche agli eretici. Il rogo spesso era una grande manifestazione pubblica. L’esecuzione avveniva solitamente dopo breve tempo dall’emissione della sentenza. In Scozia, il rogo di una strega era preceduto da giorni di digiuno e di solenni prediche. La strega prima veniva strangolata e poi il suo corpo (In stato di semi-incoscienza) era scaricato in un barile di catrame prima di venire legato a un palo e messo a fuoco. Se la strega, nonostante tutto, riusciva a liberarsi e a tirarsi fuori dalle fiamme, la gente la respingeva dentro.

Le Turcas
Questo mezzo era usato per lacerare e strappare le unghie. Dopo lo strappo, degli aghi venivano solitamente inseriti nelle estremità delle falangi.

La Vergine di Norimberga
La Fanciulla di Ferro o Vergine di Norimberga
L’idea di meccanizzare la tortura è nata in Germania; è li che ha avuto origine “la Vergine di Norimberga”. Fu così battezzata perchè, vista dall’esterno, le sue sembianze erano quelle di una ragazza bavarese, e inoltre perchè il suo prototipo venne costruito ed impiantato nei sotterranei del tribunale segreto di quella città. Era una specie di contenitore di metallo con porte pieghevoli; il condannato veniva rinchiuso all’interno, dove affilatissimi aculei trafiggevano il corpo dello sventurato in tutta la sua lunghezza. La disposizione di questi ultimi era così ben congegnata che, pur penetrando in varie parti del corpo, non trafiggevano organi vitali, quindi la vittima era destinata ad una lunga ed atroce agonia.

Pulizia Dell’Anima
Era spesso creduto, nei paesi cattolici, che l’anima di una strega o di un eretico fosse corrotta, sporca e covo di quanto di contrario ci fosse al mondo. Per pulirla prima del giudizio, qualche volta le vittime erano forzate a ingerire acqua calda, carbone, perfino sapone. La famosa frase “sciacquare la bocca con il sapone”‘ che si usa oggi, risale proprio a questa tortura.

Il Triangolo
Altro terribile strumento di tortura analogo alla “pera” e all'”impalamento”. L’accusato veniva spogliato e issato su un palo alla cui estremità era fissato un grosso oggetto piramidale di ferro. La presunta strega veniva fatta sedere in modo che la punta entrasse nel retto o nella vagina. Alla fine alla poveretta venivano fissati dei pesi alle mani e ai piedi…

Immersione Dello Sgabello
Questa era una punizione che più spesso era usata nei confronti delle donne. Volgarmente sgradevole, e spesso fatale, la donna veniva legata a un sedile che impediva ogni movimento delle braccia. Questo sedile veniva poi immerso in uno stagno o in un luogo paludoso. Varie donne anziane che subirono questa tortura morirono per lo shock provocato dall’acqua gelida.

Palo a forma di piramide
Impalamento
Questo strumento, riservato per lo più ai sospetti di stregoneria o agli eretici, era realizzato in tre diverse versioni. La prima consisteva in un blocco di legno a forma di piramide, mentre la seconda, meno letale, aveva l’aspetto di un cavalletto a costa tagliente.
In ambedue i casi, l’indiziata veniva posta a cavalcioni di tale strumento sino a far penetrare la punta, nel primo caso, o lo spigolo nel secondo, direttamente nelle carni, squassando in modo spesso permanente, gli organi genitali. Quasi sempre poi venivano aggiunti dei pesi alle caviglie e sistemati scrupolosamente dei braceri o delle fiaccole accese sotto ai piedi. La terza versione è una delle più rivoltanti e vergognose torture concepite dalla mente umana. Veniva attuata per mezzo di un palo aguzzo inserito nel retto della presunta strega, forzato a passare lungo il corpo per fuoriuscire dalla testa o dalla gola. Il palo era poi invertito e piantato nel terreno, così, queste miserabili vittime, quando non avevano la fortuna di morire subito, soffrivano per alcuni giorni prima di spirare. Tutto ciò veniva fatto ed esposto pubblicamente.

La Strappata
Una delle più comuni e anche una delle tecniche più facili. L’accusato veniva legato a una fune e issato su una sorta di carrucola. L’esecutore faceva il resto tirando e lasciando di colpo la corda e slogando, così, le articolazioni.

Lo Squassamento
Era una forma di tortura usata insieme alla ‘strappata’. L’accusato qui veniva sempre issato sulla carrucola, ma con dei pesi legati al suo corpo che andavano dai 25 ai 250 chili. Le conseguenze erano gravissime.

La Culla Della Strega
Questa era una tortura a cui venivano sottoposte solamente le streghe. La strega veniva chiusa in un sacco poi legato a un ramo e veniva fatta continuamente oscillare. Apparentemente non sembra una tortura ma il dondolìo causava profondo disorientamento e aiutava a indurre a confessare. Vari soggetti hanno anche sofferto durante questa tortura di profonde allucinazioni. Ciò sicuramente ha contribuito a colorire le loro confessioni.

Tenaglia
Mastectomia
Alcune torture erano elaborate non solo per infliggere dolore fisico ma anche per sconvolgere la mente delle vittime. La mastectomia era una di queste: la carne delle donne era lacerata per mezzo di tenaglie, a volte arroventate. Uno dei più famosi casi che si conosca in cui fu usata questa tortura era quello di Anna Pappenheimer. Dopo essere già stata torturata con lo strappado, fu spogliata, i suoi seni furono strappati e, davanti ai suoi occhi, furono spinti a forza nelle bocche dei suoi figli adulti… Questa vergogna era più di una tortura fisica; l’esecuzione faceva una parodia sul ruolo di madre e nutrice della donna, imponendole un’estrema umiliazione.

Annodamento
Questa era una tortura specifica per le donne. Si attorcigliavano strettamente i capelli delle streghe a un bastone. Quando l’inquisitore non riusciva ad ottenere una testimonianza si serviva di questa tortura; robusti uomini ruotavano l’attrezzo in modo veloce provocando un enorme dolore e in alcuni casi arrivando a togliere lo scalpo e lasciando il cranio scoperto.

La Garrotta
Non è altro che un palo con un anello in ferro collegato. Alla vittima, seduta o in piedi, veniva fissato questo collare che veniva stretto poi per mezzo di viti o di una fune. Spesso si rompevano le ossa della colonna vertebrale.

Il Forno
Questa barbara sentenza era eseguita in Nord Europa e assomiglia ai forni crematori dei nazisti. La differenza era che nei campi di concentramento le vittime erano uccise prima di essere cremate (Ma non sempre).

Il Trono
Il Supplizio Del Trono
Questo attrezzo consisteva in una specie di seggiola gogna, sarcasticamente definita “trono”. L’imputata veniva posta in posizione capovolta, con i piedi bloccati nei ceppi di legno. Era questa una delle torture preferite da quei giudici che intendevano attenersi alla legge. Difatti la legislazione che regolamentava l’uso della tortura, prevedeva che si potesse effettuare una sola seduta, durante l’interrogatorio della sospetta. Malgrado ciò, la maggioranza degli inquisitori ovviava a questa normativa, definendo le successive applicazioni di tortura, come semplici continuazioni della prima. L’uso di questo strumento invece, permetteva di dichiarare una sola effettiva seduta, sorvolando sul fatto che questa fosse magari durata dieci giorni. Il “trono”, non lasciando segni permanenti sul corpo della vittima, si prestava particolarmente ad un uso prolungato. E’ da notare che, talvolta, unicamente a questo supplizio, venivano effettuate, sulla presunta strega, anche le torture dell’acqua o dei ferri roventi.

La Pressa
Anche conosciuta come pena forte et dura, era una sentenza di morte. Adottata come misura giudiziaria durante il quattordicesimo secolo, raggiunse il suo apice durante il regno di Enrico IV. In Bretagna venne abolita nel 1772.

La Cremagliera
Era un modo semplice e popolare per estorcere confessioni. La vittima veniva legata su una tavola, caviglie e polsi. Rulli erano passati sopra la tavola (E in modo preciso sul corpo) fino a slogare tutte le articolazioni.

La Pera
La Pera era un terribile strumento che veniva impiegato il più delle volte per via orale. La pera era usata anche nel retto e nella vagina. Questo strumento era aperto con un giro di vite da un minimo, a un massimo dei suoi segmenti. L’interno della cavità in questione era orrendamente mutilato e spesso mortalmente. I rebbi costruiti alla fine dei segmenti servivano meglio per strappare e lacerare la gola o gli intestini. Quando applicato alla vagina i chiodi dilaniavano la cervice della povera donna. Questa era una pena riservata a quelle donne che intrattenevano rapporti sessuali col Maligno o i suoi familiari.
(tratto da http://www.fisicamente.net/SCI…/index-170..

Vi risparmio il resto. D’accordo, erano altri tempi, erano un po’ rozzi, però chi vi dice che non potrebbero essere riciclati da qualche pazzo dei nostri giorni? Decisamente fantasiosi questi signori della Santa Inquisizione. Reggono bene il confronto con gli estremisti islamici o no? E vi risparmio il pippone sulla guerra sporca e truculenta dell’ISIS da condannare sicuramente. E quello che ha sganciato l’atomica su Hiroshima? Che ne facciamo?
Concludendo, morire per una risata non ne vale la pena certamente, ma è su quello che rappresenta la risata, ecco, su quello bisogna riflettere.

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

22 pensieri riguardo “Morire dal ridere

  1. interessante la vergine di Norimberga, l’ho vista in qualche museo ma non ricordo dove, tu che sei della zona… forse a San Marino esiste una mostra sugli strumenti di tortura usati dagli spagnoli???

    se ci mettiamo a fare i conti della serva scopriamo che l’integralismo arabo ha fatto ben poca cosa se paragonata alle nefandezze del cristianesimo perpetrate per duemila anni

    ho sempre pensato che la satira sia, sostanzialmente, un alibi, così come la libertà d’espressione, valori in nome dei quali si attivano discutibili licenze, il filo che divide la libertà dal rispetto è molto sottile ma occorre individuarlo.

    1. Sono stata tante volte a San Marino ma non ho mai pensato di visitare il museo degli strumenti di tortura. La Vergine di Norimberga l’ho vista a Carcassonne, in Francia. Piuttosto leggevo su Wikipedia che…
      “la vergine di Norimberga, chiamata anche vergine di ferro, è una macchina di tortura inventata nel XVIII secolo ed erroneamente ritenuta medioevale, a causa di una storia raccontata da Johann Philipp Siebenkees che sosteneva fosse stata usata per la prima volta nel 1515 aNorimberga. Non esistono prove che tali macchine siano state inventate nel Medioevo né utilizzate per scopi di tortura, nonostante la loro massiccia presenza nella cultura di massa. Sono state invece assemblate nel Settecento da diversi manufatti trovati nei musei, creando così oggetti spettacolari da esibire a scopi commerciali.”

      CaratteristicheModifica

      La macchina consiste in una specie di armadio metallico a misura d’uom

      1. prima o poi ricorderò dove l’ho vista

        l’errata collocazione storica molto probabilmente è dovuta a qualche film che l’ha piazzata in contesti sbagliati, credo, gli sceneggiatori non vanno molto per il sottile su questi fronti

  2. Premetto che cono laico fino al midollo e che metto sullo stesso piano chi crede in gesù e chi invece nel dio pizza con gli spaghetti. L’islam non è il male assoluto, sono concorde, ma non è tirando i ballo il medioevo che smentirai chi pensa che una rteligione sia meglio del’altra.

    1. Lo so bene ma lo spazio e il tempo sono quelli che sono e bisogna sintezzare. E comunque non volevo dire che una sia meglio dell’altra ma che gli uomini giustificano le loro azioni più efferate nascondendosi dietro il paravento della religione.

  3. Premetto che ho radici culturali ed ideologiche nella sinistra (quella di Lombardiana memoria, per capirci), e che non apprezzo la chiesa come istituzione politica. Certo la cosiddetta cristianità ne ha fatte di cotte e di crude …..nel medio evo. Pedofilia e IOR a parte, che nulla hanno a che vedere però con l’oppressione dei popoli, la differenza è proprio questa, parliamo di epoche storiche oramai remote. L’Islam invece è attivo ora …a tal proposito ti invito a leggere questo passaggio della Fallaci, che mi trovo – ahimé – a condividere:

    ….Come protesto nel libro Oriana Fallaci intervista sé stessa e ne L’Apocalisse, quale Islam Moderato?!? Quello dei mendaci imam che ogni tanto condannano un eccidio ma subito dopo aggiungono una litania di «ma», «però», «nondimeno»? È sufficiente cianciare sulla pace e sulla misericordia per essere considerati Mussulmani Moderati? È sufficiente portare giacche e pantaloni invece del djabalah, blue jeans invece del burka o del chador, per venir definiti Mussulmani Moderati? È un Mussulmano Moderato un mussulmano che bastona la propria moglie o le proprie mogli e uccide la figlia se questa si innamora di un cristiano? Cari miei, l’Islam moderato è un’altra invenzione. Un’altra illusione fabbricata dall’ipocrisia, dalla furberia, dalla quislingheria o dalla Realpolitik di chi mente sapendo di mentire. L’Islam Moderato non esiste. E non esiste perché non esiste qualcosa che si chiama Islam Buono e Islam Cattivo.

    Esiste l’Islam e basta. E l’Islam è il Corano. Nient’altro che il Corano. E il Corano è il «Mein Kampf» di una religione che ha sempre mirato a eliminare gli altri. Una religione che ha sempre mirato a eliminare gli altri. Una religione che si identifica con la politica, col governare. Che non concede una scheggia d’unghia al libero pensiero, alla libera scelta. Che vuole sostituire la democrazia con la madre di tutti i totalitarismi: la teocrazia. Come ho scritto nel saggio Il nemico che trattiamo da amico, è il Corano non mia zia Carolina che ci chiama «cani infedeli» cioè esseri inferiori poi dice che i cani infedeli puzzano come le scimmie e i cammelli e i maiali. È il Corano non mia zia Carolina che umilia le donne e predica la Guerra Santa, la Jihad. Leggetelo bene, quel «Mein Kampf», e qualunque sia la versione ne ricaverete le stesse conclusioni: tutto il male che i figli di Allah compiono contro di noi e contro sé stessi viene da quel libro. È scritto in quel libro. E se dire questo significa vilipendere l’Islam, Signor Giudice del mio Prossimo Processo, si accomodi pure…

    1. Come ho avuto modo di dire ad un altro Blogger, lo scopo del mio post non è certo quello di segnare sulla lavagna i buoni e i cattivi, bensì di evidenziare come gli uomini si siano serviti della religione, qualsiasi essa sia, nel passato come nel presente, per giustificare le guerre e gli orrori ad essa correlati. Ribadisco DAL PASSATO AL PRESENTE. E continuo facendo mia la frase di Nietzsche. Non so se lassù c’è Dio o Allah o Stanlio e Ollio oppure Manitou o chi per loro, oppure non c’è nessuno. So solo che qui sulla terra vorrei trovare UNO, uno soltanto che avesse il coraggio di dire: “sono stato io, solo io, nessuno me l’ha ordinato, perché sono un uomo ma mi sento un dio (a scelta a ciascuno il suo).
      p.s. non ho mai amato la Fallaci.

  4. Concordo col tuo pensiero ! La religione, nella sua essenza, da un ‘significato’ a tutto ciò che non dovrebbe mai avere nessun significato ! Le prodezze dell’umanità dovrebbero essere solo responsabilità dei pazzi che hanno fatto tutto questo !
    E i pazzi sono solo esseri umani ben più malvagi di qualsiasi altra razza animale !

  5. Che in nome di ogni religione possibile, l’uomo ha commesso ogni atrocità possibile, é acclarato. Occorre stabilire una netta e chiara demarcazione tra il concetto di laicità della società e il concetto di religiosità della società Ciascuna é necessaria alla società e se vogliamo anche necessaria all’altra. I fondamenti sociali dell’uomo hanno componenti dell’una e dell’altra parte e una giusta alchimia riesce a fonderli assieme dando come risultato l’uomo come, in teoria, dovrebbe essere. Un mix dell’uno e dell’altro. Naturalmente, come é scritto, il diavolo fa pentole, ma non coperchi e non vivendo nella perfezione, pur tendendo ad essa pur con alterne fortune, nel corso dei secoli ci siamo ritrovati tra San Francesco e Pizzarro. Abbracciati a Don Bosco e Hitler. I nuovi demoni arrivano dall’oriente e si ammantano di una fede che ci sembra irrituale? E’ probabile. Tanta anzi troppa é la differenza culturale che ci divide. Noi occidentali abbiamo vissuto la trasformazione dello stato da para confessionale in laico e non senza traumi. Loro questo passo sono ben lungi dall’averlo fatto. Troppo legati ad una sorta di comodo immobilismo o forse così schiacciati da un credo religioso, che permea fin troppo ogni aspetto di vita, anche quella quotidiana, tanto che oramai si compiono azioni solo se sono previste dal “Libro” o dalla “Parola” dell’ispirato di turno. Ben inteso senza quei filtri, quei lavori dottrinali che invece sono usuali nel nostro mondo religioso.
    Mi viene in mente quel passo de “Il nome della Rosa” nel quale il venerabile Jorge si scagli contro il riso sostenendo che nelle Scritture non é detto da nessuno che il Cristo rise o sorrise, quindi quel sentimento doveva essere negato e rigettato.

    Insomma dire che “una risata vi seppellirà” é pronunciare una sentenza di morte a tutti gli effetti, a certe latitudini e con una certa cultura.

    Per superare lo iato occorre incontrarsi e avere voglia di capire l’altro. Le sue ragioni e accettarle, ma fare capire le proprie e farle ugualmente accettare.

    Se così non é o sarà allora vale la regola del “Deus lo vult”, che rischia di diventare una sorta di “Vale tutto” per far si che la propria idea trionfi e rimanga la sola valida per tutti.

    Sarebbe la fine di ogni possibile diversità e dunque di ogni possibile crescita per il genere umano, con buona pace di ogni dio e ogni profeta.

    1. dietro tutto questo si nascondono motivazioni ben distanti da qualsivoglia credo religioso, il mondo arabo ha dissipato il più grande dei patrimoni naturali, il petrolio, anziché investire tale ricchezza in progresso, tecnologia e benessere sociale ha vissuto l’accidia come volere divino. Presto l’oro nero sarà obsoleto, gli arabi ricchi lo hanno capito da tempo ponendo in essere una diversificazione epocale e facendo man bassa di brand e aziende USA-EU. Il problema reale sono circa un miliardo di individui che non potranno più essere sfamati dalle estrazioni. L’obiettivo è colonizzare l’occidente, concetto parassita elevato ad unica alternativa per la sopravvivenza, tutto ciò lo si evince anche dagli atteggiamenti, dal loro essere restii a forme di adeguamento, dal loro non accettare il nostro modus vivendi e pensandi. 30 milioni di arabi risiedono in Europa ma vivono come fossero ancora nei loro paesi, impongono le loro esigenze rifiutando ogni forma di integrazione sociale. E’ un ripetersi della storia, quando si è troppi e scarseggiano le risorse si invadono nuovi territori fino ad impossessarsene. La religione, le vendette “morali” come quella Parigina e via discorrendo sono palliativi, alibi indottrinanti, crepe in cui infilare il palanchino per far leva e destabilizzare.

      1. Analisi dura e di difficile digestione, ma non priva di una verità di fondo. Il petrolio prima o poi terminerà, e con ciò inizieranno i guai, quelli veri.Lo spostamento in massa di intere popolazioni verso quelle che potranno essere le ultime sacche di benessere, con l’inevitabile scontro, naturalmente armato, tra i due gruppi. I poveri che vogliono togliersi dal loro stato e quelli che non lo sono e che non vogliono certo lasciare il loro “status”.
        La presenza di immigrati del mondo arabo, soprattutto nei paesi ad alta concentrazione di benessere economico, potrebbe essere motivo di preoccupazione, soprattutto se il processo di integrazione é minimo o nullo. Occorre stabilire se non ci si vuole integrare oppure si pongono in essere tutta una serie di barriere per sfavorire l’integrazione.
        Se mai emergesse questa seconda “scelta”, sarebbe un suicidio economico e politico di chi l’ha operata e propugnata.
        Allo stato dell’arte, occorre trovare uomini politici di tale statura che riescano a contenere e ridimensionare gli economisti. Nel senso che oggi la politica é comandata dall’economia. Un gruppo di “nani” che applicano in modo ferreo parametri economici e che non vanno oltre il: 2 più 2 fa 4.
        Occorrono politici con una visione diversa del mondo attuale, forse utopica, ma un briciolo rivoluzionaria, giusto per farci uscire da questa palude mefitica e puteolente.
        So di chiedere l’impossibile, ma una delle vie d’uscita é proprio la politica, quella vera fatta d’idee perseguibili e di uomini che le perseguono.
        Anche la religione e le sue spinte irrazionali, verrebbe contenuta nei suoi giusti limiti e confini. Non sarebbe l’oppio dei popoli, ma un momento di riflessione e di lavacro spirituale, come é giusto che sia. Non l’alibi per le scelleratezze di questi tempi.

        1. hai una visione un cicinin aulica, se non si pone un freno alla immigrazione, se non la si regolamenta in modo serio, se non si partoriscono idee capaci di migliore la vita di questi sventurati nei loro paesi d’origine, si creerà un affollamento invivibile nelle aree evolute.

          ps: la mia analisi non priva di verità di fondo è l’unica impalcata sulla verità vera, su quella realtà che in molti, troppi, fingono di ignorare. Quando ci si trova di fronte a una evidenza disarmante ci si adopera per arzigogolare teoremi da salotto, vizietto molto ben radicato nelle società occidentali bisognose di utopie, ipocrita indulgenza e comprensione lavacoscienza

          1. Qui si potrebbe dire che casca l’asino. Nel senso che é pur vero che la maggior parte dei paesi occidentali ama arzigogolare in utopie, abbandonarsi in indulgenze e comprensioni, ma é altrettanto vero che per mantenere questo livello economico giocoforza, la forza lavoro espressa dai migranti é inequivocabile. Soprattutto perché si può giocare un po’ più sporco di quel che si gioca già. E soprattutto perché i migranti occupano quegli strati lavorativi che ormai non sono più appetiti degli occidentali.
            Che sia preferibile aumentare il livello di vita nei così detti paesi terzi, non solo é auspicabile, ma dovrebbe essere prioritario nel momento in cui si stanziano fondi per quelle realtà. E’ pur vero che ci si scontra con situazioni politiche dove esiste una fin troppo evidente calderone fatto di regole tribali e corruzione; ruberia istituzionalizzata e smaccato appoggio al “satanasso” di turno. Però é una via praticabile. Sempre che il gioco sporco delle multi nazionali non continui” ad libitum” come fino ad ora é stato.
            Credo che se guardassimo seriamente ai costi e ai ricavi reali ci accorgeremmo senza ombra di dubbio che migliorare la vita ad un uomo di un qualunque stato più o meno emergente é decisamente meglio.

            1. concordo in pieno, è proprio questo che mi irrita, il nascondere dietro valori inalienabili beceri interessi di bottega. Prima guardavo in tv la squallida passerella Parigina, tra lazzi e sorrisi, tra strette di mano e sguardi di ipocrita accondiscendenza, i grandi del mondo hanno consumato le suole riducendo una strage a uno slogan. Non cambierà niente, assolutamente niente, come ti dicevo, più è facile una ricetta più la si ignora, gli ovvi motivi li abbiamo elencati in modo chiaro e inequivocabile. Gli “illuminati” da giorni sostengono che il problema immigrati non è un rischio perché i terroristi non viaggiano sui barconi, complimenti per l’acume, anche il mio cane lo sa ma il mio cane sa anche quanto sia facile reclutare, radicalizzare, parte dei disperati che arrivano sui barconi, però questo loro non lo dicono. Tutto questo evitare la realtà mi puzza.

            2. Ed immagino che il tuo cane sappia come il reclutamento venga fatto proprio nei luoghi di più alta concentrazione di immigrati. Quanti di questi vengono indottrinati nel paese che li ha accolti, istruiti ed addestrati in uno dei così detti paesi canaglia e ritornano alla base pronti per effettuare qualunque cosa. Mettici in più la rabbia di situazioni descritte prima e oplà … Il gioco é fatto o quasi.

              Tutti a casa propria?
              Bhé non facciamoci prendere troppo dalla “pancia”, però é venuto il momento di affrontare seriamente la questione e tentare di venirne ad una.

  6. CapeHorn e Tads, due commenti intelligenti e ben fatti. Leggendo qua e là, andando anche indietro ne tempo, visto e considerato che si è combattuto e si combatte in nome di tutte le religioni, tranne forse il buddhismo, e dico forse per scaramanzia, continuo a sostenere che Dio dopo aver creato l’Universo, aveva tre opzioni prima di creare l’uomo:
    1) non crearlo affatto, avrebbe potuto farlo in in secondo tempo se proprio ci teneva, dopo un’attenta e accurata valutazione.
    2) dormirci sopra. La stanchezza è una cattiva consigliera e il peso degli anni cominciava a farsi sentire. Una bella dormita e il cervello funziona da Dio (appunto!).
    3) crearlo, se proprio ci teneva, ma con il libretto di istruzioni allegato. E poi non accorgersi subito che era difettoso! Quando Caino ha fatto fuori Abele non gli era venuto qualche sospetto?

    Non l’ho buttata in ridere per leggerezza o per sdrammatizzare, l’ho fatto perché continuo a credere in un futuro migliore.

  7. L’ultimo commento di CapeHorn mi trova d’accordo. Tuttavia devo confessare che , come molti, finora mi sono interessata all’argomento girandogli attorno in modo un po’ superficiale. Vorrei pertanto leggere qualcosa in maniera approfondita prima di dare un giudizio affrettato. Cercare di fare stare in un commento un argomento così complesso è un’impresa quasi impossibile.

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