Mi dispiace, non trovo parole

A volte mi chiedo, e voi vi sarete chiesti, perché mai io mi scateni come una furia contro Berlusconi, oppure mi schieri dalla parte degli animali con tanto fervore. Eppure ci sono disgrazie e catastrofi, fatti talmente atroci che meriterebbero due righe almeno.
Il fatto è che certi avvenimenti mi lasciano talmente attonita, mi scuotono così profondamente da non permettermi neppure di scriverci sopra. Sentire certe notizie mi fa star male ed entro in una specie di stato di stupore indotto, stento a credere che quei fatti siano successi veramente. Mi dico che c’è stato un errore, che non può essere successo veramente. La striscia di Gaza, la Palestina, Israele… i morti sono morti dappertutto, ma questi Palestinesi dovranno pur vivere da qualche parte. Non mi pronuncio di più sulla faccenda ma rimango a guardare… a me sembrano tutti uguali, sono uguali a me, a te, a quei due che stanno passando per la strada. Ed erano uguali anche ai passeggeri dell’aereo abbattuto in Ucraina, che stavano andando in vacanza. Uguali a tutti i morti ammazzati dalla mafia, dalla camorra, dalla ‘ndrangheda e dalla sacra corona; erano uguali ai morti in fondo al mar Mediterraneo e a tutti quelli delle guerre dimenticate delle quali nessuno parla mai. Ed io con tutti questi morti non riesco a trovare parole giuste, quelle che conosco non sono sufficienti ad esprimere l’orrore che provo.

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

23 pensieri riguardo “Mi dispiace, non trovo parole

  1. Vorrei aggiungere che, in uno scenario simile, non riesco a capire come la gente riesce a pensare alle ferie. Io vorrei che un grido collettivo salisse in cielo e sciogliesse le stelle e vorrei che il cielo piangesse queste stelle sciolte in un pianto che potesse spegnere e far tacere le armi, sciogliere i soprusi, le ingiustizie, le cattiverie…. Poi si può anche andare in ferie.

  2. É più facile nascondersi dietro le cose da fare di ogni giorno.
    Tanto sembra sempre tutto lontano, distante, quasi come se i chilometri attutissero gli orrori.
    Andiamo in ferie e ci mettiamo una pietra sopra, non ci si pensa più.
    E poi un bel giorno finisce tutto, puf, e in quel momento saremo ancora li a domandarci quale sia il senso del vivere.

  3. Non sono le ferie, è sopravvivenza. Itineranza cerebrale, cervello latitante che ha fatto il pieno di tutto ed ora deve decantare per ripartire.
    e poi secondo me essere informati sempre su tutto e comunque su argomenti che non puoi far nulla per modificare è ..terrorismo. Sapere restare lì ingrugniti che serve? almeno cerchi di respirare, evviva le vacanze relax

  4. buongiorno Suzie,
    argomento spinoso, delicato, 18 militari morti in combattimento contro 500 civili inermi (donne, vecchi e bambini) bombardati anche nelle scuole e negli ospedali. Fare l’equilibrista non schierato di fronte a un simile scempio mi produrrebbe cali di autostima.
    Non c’è razzo, kamikaze né attentato che possa giustificare una simili mattanza di innocenti, il fatto che hamas usi i civili come scudo NON umanizza una guerra di interessi mascherata con abiti e alibi religiosi.

    TADS

    1. Le guerre sono tutte ingiuste, non c’è nulla che possa giustificarle, tanto meno la religione, come dici tu. Ma tanto a che serve parlarne? Se qualcuno osa proporre una soluzione giusta per tutti viene eliminato, così si può ricominciare a sparare.

  5. A volte non e’ indifferenza, c’è un grosso senso di impotenza. Sembra davvero impossibile fare qualcosa per farli smettere di ammazzarsi.

    1. Sì, sentirsi impotenti è frustrante. Vorresti poter trovare la soluzione giusta, ma il peggio è che intuisci che forse la soluzione ci sarebbe ma nessuno è seriamente intenzionato a farvi ricorso.

      1. La netta sensazione e’ che non ci sia interesse a farlo, l’ accordo. Quando pare che ci possa essere, puntualmente qualcuno viola il cessate il fuoco e si ricomincia.

            1. Non comincio proprio niente. Può succedere a volte di pensarla allo stesso modo su di un argomento. Poi chi lo dice per primo è solo una questione di tempismo.,

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