Passiamo a Gino Bartali

Se siete appassionati di ciclismo, se siete over 60, se siete….bè insomma sicuramente avrete sentito parlare di Gino Bartali, grande campione. Oggi è l’anniversario della sua nascita. Nato il 18 luglio 1914 a Ponte a Ema (Fi) era famoso, oltre che per le sue imprese sportive e la rivalità con un altro grande, Fausto Coppi, per un intercalare che ripeteva spesso, “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!” Si è ritirato nel 1954.
Video anche per lui…..

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

24 pensieri riguardo “Passiamo a Gino Bartali

  1. a quello sul Nano non si può commentare ma io dico lo stesso
    Il Nano dopo l’assoluzione: «Maggioranza dei magistrati ammirevole »
    Sino a ieri erano un manipolo di comunisti, sarà stato Ronzie…a cambiare l’ambiente..???

    1. Grande MuraKami, ho letto poco ma è un grande, perché ho letto poco? per l’impatto profondo che ha in me … L’ho conosciuto con Kafka sulla spiaggia…non mi staccavo più e piangevo piangevooooooooooo

      1. Io ho letto per primo Norwegian wood, e mi sembrava di essere atterrata su un altro pianeta, ma non avevo mai letto nulla di così…io non lo so cosa serva ad un romanziere per scrivere come scrive, ma Murakami e pochi altri, mi fanno un effetto particolare, è come se riuscissi ad “entrare” per un po in quelle storie.

  2. ti ricordi? correva l’anno 2011, era il 2 febbraio, mi divertii un casino, anche senza il “tubino nero e il trucco leggero”..

    Silvio, rimembri ancora
    quel tempo del tuo potere assoluto
    quando le mignotte s’incontravano
    nelle stanze delle tue ridenti ville,
    e tu lieto e ghignante, il limitar
    del Quirinale frequentavi ?
    Risonavan negli armadi
    i tanti scheletri, piene le
    stanze, e le vie d’intorno,
    del tristo canto,
    allor che all’opre scurrili intento
    giacevi, assai contento
    di quel vago avvenir che in mente avevi.
    Era l’era gloriosa: e tu solevi
    così menare il membro.
    Che pensieri soavi,
    che speranze, che cori, o Silvio !
    Quale allor ti apparia
    la vita tua e il fato!
    Quando sovviemmi delle elezioni vinte
    con tanto sperma,
    un pensiero mi preme
    acerbo e sconsolato:
    ora che gli scheletri son saltati
    dove appendi il doppio petto d’ordinanza?
    e tornami a doler la tua sventura.
    Oh paese, oh partito,
    perché non rendi poi
    quel che prometti allor? perché di tanto
    inganni gli eletti tuoi?
    Tu! quando l’erbe verdeggianti inonderanno il colle,
    dalla magistratura combattuto e vinto,
    appenderai le vesti tue in cantina e non vedrai
    il fior della tua gloria;
    non ti molcerà il core
    già al fresco abituato
    quando soggiornerai nelle patrie galere.(aho, fatemi sognare ndr)
    All’apparir del vero
    tu, misero, cadesti: e con la mano tremula
    la fresca cella e la Nasona Morte
    mostravi di lontano.
    Era ora!
    buttiamo via la chiave!…
    eccheccazzo, non l’hanno buttata..ed ora ce lo si ritrova sui….moroni che ringrazia tutti..

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