Perchè l’uomo uccide

Ormai non passa giorno che non si senta di qualcuno che ha ucciso la moglie o la compagna e gli eventuali figli. Restiamo sgomenti, ci poniamo le solite domande, ma perchè, ma come ha potuto, ma possibile che in casa nessuno si fosse accorto di nulla? Beh sì, un paio di denunce per percosse ma poi sai com’è…Lei dopotutto ne era innamorata, e poi si sa come vanno certe cose… Sì lui era spesso nervoso ma non era cattivo dopotutto… Intanto lei è morta!
Già, come si fa a uccidere la moglie o la compagna e gli eventuali figli? e come si fa dopo a comportarsi normalmnte comme se nulla fosse successo? Tutti noi siamo convinti che scatti qualcosa nel cervello, il famoso raptus! Quante volte abbiamo abusato di questa parola? E come mai l’assassino dopo si comporta in modo del tutto normale, come se avesse dimenticato quello che ha fatto? Innanzi tutto che cosè il raptus? Wikipedia ci dice che “il raptus è un improvviso impulso di forte intensità che può portare ad uno stato ansioso e/o alla momentanea perdita della capacità di intendere e di volere. Il raptus può spingere ad effettuare gesti violenti od aggressivi, lesivi verso sè o verso gli altri”. Il raptus quindi è improvviso, non premeditato. Prendiamo per esempio il delitto di Motta Visconti, dove Carlo Lissi ha ucciso a sangue freddo la moglie e i due figli. Perchè? L’ avv. difensore dell’uomo dice che è sotto shock, io non ci credo. Secondo me Lissi già da tempo pensava a far fuori tutta la famiglia. Si è innamorato di un’altra donna ma lei non lo vuole, lo respinge e lui si sente frustrato e collega la sua frustrazione alla moglie e ai figli, sono loro l’ostacolo alla reaalizzazione del suo desiderio. E’ convinto che liberando il campo da loro potrà avere la donna che desidera. Ecco dunque che uccide la moglie e i figli, così potrà avere l’altra donna.E’ forse matto? Assolutamente no. Carlo Lissi è come molti oggi, incapace di gestire i sentimenti. Non sa perdere, non sa accettare un no, non sa reagire alle frustrazioni, la sua logica è individuale, pensa solo a sé. Ed è privo di senso morale, inteso come sentimento e rispetto per gli altri. Ciò che conta e che gli interessa sono solo le sue personali pulsioni. E’ la manifestazione estrema di un cambiamento antropologico enorme ed è questa la cosa più sconvolgente, la società sta cambiando, basta pensare alla violenza di molti adolescenti, troppo abituati ad ottenere tutto quello che vogliono, a non ricevere rifiuti, a pensare solo ad acccontentare se stessi. Ma l’etica si impara, non è dentro di noi. Che cosa resta di un uomo se scompare la sua morale intesa come rispetto e attenzione per l’altro? Se scompare il suo senso di colpa? Niente altro che Una macchina disaffettiva. Lissi che chiede il massimo della pena è solo una farsa. Il vero dolore è muto, impietrito. Lo stato di shock di Lissi è solo una recita, in lui è come se i due scomparti del cervello che regolano ragione e sentimento non fossero in comunicazione tra loro.
Ha un’intelligenza che gli permette di vivere e lavorare, ma che non viene applicata alle emozioni.
Ed è anche il solito bravo ragazzo da cui nessuno si sarebbe aspettato tutto questo. Ed è proprio questo che mi inquieta, perchè se la pazzia ha una sua ragione d’essere , questa fredda lucida follia nasce da un malinteso senso della vita, dall’interpretazione errata secondo la quale siamo su questa terra per prendere avidamente, senza tener conto dei bisogni degli altri, ma solo per soddisfare il nostro egoismo.

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

102 pensieri riguardo “Perchè l’uomo uccide

    1. Sì, è queste caratteristiche negative stanno prendendo il sopravvento su quelle positive. L’uomo in sé non è mai solo buono o cattivo, semplicemente deve imparare a capire che cosa è giusto o ingiusto, buono o cattivo, questo sì questo no. Deve imparare a saper gestire le sue pulsioni. Invece siamo difronte ad una progressiva perdita di questa capacità. Mi capita di assistere a scene di questo tipo: due bambini bisticciano per un giocattolo. Ma i rispettivi genitori non intervengono, lasciano che i due litiganti se le diano di santa ragione perché, secondo loro, devono imparare che uno dei due è il più forte e che l’altro deve soccombere perché il mondo va così. E non serve a nulla spiegare a questi fottutissimi genitori che i bimbi in questione sono troppo piccoli per capire e applicare questa regola. Sei tu adulto che gliela devi spiegare. Ma a questo punto viene spontanea una domanda: come fa un adulto a spiegare un concetto del quale non è a conoscenza neppure lui?

  1. Sono rimasta un po appesa tra la genesi dell’altro post e questo, dove gli uomini ammazzano. A conclusione del post, hai messo Mia Martini, e io l’ascoltavo ieri sera, pensando agli uomini.
    Io conosco almeno due uomini forti. Due uomini che hanno dimostrato nei fatti di sapersi fare un mazzo tanto per la propria famiglia, e hanno anche dimostrato di non sapersi tenere insieme al primo soffio di vento, al primo problema che li tocca. E conosco due donne che hanno dimostrato nei fatti di sapersi fare un mazzo tanto per la propria famiglia e hanno anche dimostrato non solo di sapersi tenere insieme al primo soffio di vento, al primo problema che le tocca, ma pure di saper continuare a farsi un mazzo tanto per la propria famiglia e di saper riassemblare i cocci, propri e degli altri, e dare un senso nuovo alla vita, alle cose brutte che succedono, e di saper andare avanti con occhi nuovi, con quello che c’è, e sempre con lo stesso amore nel cuore.
    Gli uomini si innamorano di altre, e arrivano ad uccidere. Tutto ciò che li ostacola, moglie, figli. Io non so perché, questa è un’aberrazione, non si può arrivare a comprenderla ne a giustificarla.
    E sono ancora qui appesa tra i tuoi due post.
    Un mondo creato da donne, che auspica l’assenza degli uomini, e il mondo di oggi, dove gli uomini arrivano a uccidere le donne.
    (Almeno nella maggior parte dei casi)
    E la mia “risoluzione” è quella di rifugiarmi nel sogno fantastico e meraviglioso che esista almeno un uomo, o una manciata di uomini in tutto l’universo, che siano capaci di essere forti senza sopraffare le donne che vivono con loro, che siano forti, si, ma che siano anche lucidi nel capire che una famiglia non ha solo bisogno di denaro o cose materiali, non solo, ma soprattutto di amore e tempo.
    Ed è proprio ascoltando Mia Martini che ho pensato le mie cose.
    E un’altra cosa che mi chiedo è questa, pur non avendo io figli.
    Ma se gli uomini sono stati allevati dalle donne, e anche istruiti dalle donne, perché molte sono le maestre, come mai sono così dissimili da noi?
    Suzieq, mi è uscito tutto lungo e sotto forma di pippone, non sono dotata del dono della sintesi…

    1. Un bellissimo pippone direi che apre la strada a molte considerazioni. Non preoccuparti della sintesi, nemmeno io so che cosa sia. Il bello di scrivere sta proprio in questo, iniziare un discorso è come gettare un sasso in uno stagno, il sasso cade ma i cerchi concentrici si allargano all’infinito. Anch’io ho gettato un sasso nello stagno e vorrei riprendere le osservazioni giustissime che hai fatto tu ed anche Titti, perché sono convinta che si arriverebbe molto lontano. Per tua consolazione ti posso dire che esistono anche uomini che sanno gestirsi in modo saggio.
      Il post sulla Genesi? Io la butto spesso sul ridere ma sotto sotto…

      1. Appunto. Ho capito che leggendo il post sulla genesi tu abbia voluto buttare sul ridere cose che sono rimaste inespresse, per lo meno nel post, e che tu abbia voluto scherzarci su. Ho incatenato la belva avida di commenti a cazzo che mi possiede, perché è lei che di solito comanda, perché mi sarei sentita inopportuna. Sono molto onesta, e ho avuto questa sensazione e te la dico.
        Lo so che esistono uomini che sanno gestirsi in modo saggio, ho esperienza, molto limitata, anche di quelli.
        E poi, visto che voglio sempre essere onesta, spesso sono io la prima a non sapermi gestire in modo saggio.
        Spesso? Sempre.

    2. @Scolata: non e’ una novità il fatto che gli uomini e le donne abbiano il più delle volte (mai generalizzare) diversi modi di manifestare il loro affetto. Pensa all’uomo delle caverne. I maschi facevano gruppo tra loro per procurare da mangiare, le donne tenevano unito il gruppo e socializzavano nel villaggio.

      1. “Rimane il fatto che, in ogni modo, capire la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati”
        Pastorale americana
        Philip Roth
        Io cito pastorale americana di Roth, ma non l’ho ancora letto. Tipico di me. Ho trovato alcun frasi su wikiquote e questa mi ha colpita particolarmente.

        1. Capire la gente non sarà vivere… ma può essere utile per ampliare le proprie conoscenze ed umanamente coinvolgente. Capire e’ importante. Che poi ciascuno capisca a modo suo…e’ ovvio. Ognuno si fa delle idee proprie in base a tutta una serie di fattori, ed i risultati non sempre coincidono. Ci sta.

          1. Dicevo, il rischio è appunto quello ci capire male, perché usiamo per forza il nostro personale metro di giudizio. Quindi sarebbe auspicabile farsi meno domande, su di se è sugli altri, è vivere un po più serenamente

            1. Infatti per capire l’altro bisogna trovare il coraggio di spazzare via il proprio metro e ricominciare da zero mettendosi a disposizione. Ma non è detto che ci si riesca sempre.

          2. Cercare di capire l’altro è un atto di amore, di coraggio e di umiltà. Significa dimenticare se stessi per mettersi al servizio degli altri.

        2. Adoro Roth. Capire la gente…. Discorso complesso. Il confine tra normalità e pazzia è quanto mai labile e spesso abbiamo la pretesa di capire, di sapere. La pazzia, che ora viene definita psicosi, termine che significa “malattia mentale o follia”, è un campo minato anche per gli addetti. Bisogna addentrarsi con cautela ed umiltà ascoltando e analizzando, ben sapendo che dietro l’angolo non sai che cosa ti aspetta.

          1. …ma di fonte alla pazzia, alla psicosi, non abbiamo i mezzi per reagire, per comprendere. Sembra che il tatto non basti, o forse si, è come dici tu, si sta in un campo minato, su un filo sottile e molto teso, senza rete di sotto. Fa paura. Strugge.

            1. Io ci sono abituata, ci lavoro, bisogna adattarsi a loro e seguirli e cercare di capirli. E dopo ti accorgi che i veri pazzi sono fuori. E sono i più pericolosi.

  2. Tutto pienamente condivisibile. In ogni caso, chi per qualunque motivo compia un tale atto deve essere messo in condizione di non nuocere. Era una persona normale (non ci credo…semmai riusciva a simulare bene) e gli e’ venuto un raptus? A maggior ragione, deve stare dentro a vita, senza attenuanti, sconti di pena e stronzate varie. Potrebbe venirgliene un altro!

  3. So che è difficile da accettare perché è come dire che siamo tutti pazzi, pero la mia è una tesi condivisa da molti. Quello di Lissi non è stato un raptus ma un’azione studiata da tempo con fredda lucidità. Qui non c’entra il raptus che è un impulso improvviso, e che Lissi fosse perfettamente cosciente di quello che faceva lo dimostra la fredda lucidità con la quale l’uomo racconta ai Carabinieri come si sono svolti i fatti, soprattutto quando alla domanda “non bastava il divorzio?” egli risponde cinicamente “no, i bambini sarebbero rimasti”. Questa è una constatazione che si fa a mente fredda e che nella sua crudeltà è però logica. Ed è la constatazione di un uomo che non sa gestire i suoi sentimenti. Perché ho parlato di manifestazione estrema di cambiamento antropologico? Che cos’è l’antropologia? L’antropologia è la scienza che studia l’uomo dal punto di vista sociale, culturale, fisico e dei suoi comportamenti nella società. Ora è fuori di dubbio che nel corso degli anni il modo di rapportarsi con gli altri abbia subito diversi e importantissimi cambiamenti, e non solo per il fatto che l’uomo si veste diversamente dai cavernicoli. Ci sono atteggiamenti e comportamenti che è lecito assumere ad altri no. Tutto questo per semplificare, altrimenti dovrei tirare in ballo Steiner e la cosa diventerebbe piuttosto lunga. Semplificando ancora di più siamo tutti concordi che i nostri tempi ci portano ad assistere a comportamenti che solo fino a qualche anno fa erano impensabili, uno fra tutti è l’estrema fragilità di certe persone che, allevate molto liberamente da genitori molto permissivi, si sono trovate ad averle sempre tutte vinte, ad ottenere quello che volevano e che al primo rifiuto non sanno come gestirlo e vanno in paranoia
    Per Lissi la moglie e i figli non sono altro che “oggetti” dei quali non sa più che farsene, sono un’ impiccio di cui vuole solo liberarsi. Del resto di questi tempi tutto è rottamabile, scambiabile, basta andare su Ebay…. tutto ciò che interscambiabile si scambia. Una moglie e due figli ancora no? Allora li elimino!

      1. Mi dispiace deluderti, ma l’uomo è capace di atrocità indescrivibili compiute a sangue freddo e non ti faccio l’elenco sennò non la finiamo più.
        Che cosa è successo in questi anni? E’ successo che, vuoi l’educazione permissiva, vuoi i modelli di vita che ci vengono proposti, si è diffusa l’opinione che ormai possiamo fare di tutto. Ho dimenticato quegli orribili giochi dove si uccide, si squarta, si elimina un nemico, gli sparatutto. Questi giochi scatenano l’aggressività di chi gioca, non solo dei bambini ma anche degli adulti. E si finisce così per mettere tutto sullo stesso piano, uccido=mi diverto. E non è vero che tanto dopo spengo il Nintendo o l’X-Box ed è solo un gioco, questo gioco in quanto tale finisce per essere accettato dalla nostra razionalità, la quale finirà per non considerare più l’uccidere come azione riprovevole, da condannare. In questo modo si assottiglia sempre più il margine tra azioni lecite ed illecite. Tanto è come giocare, pensano gli adolescenti che fanno stupro di gruppo o quelli che pestano a sangue il clochard come in Arancia Meccanica. Tanto mi ha rotto i coglioni, è un peso e me ne libero, pensano i Parolisi e i Lissi. La parete tra razionalità e irrazionalità è sottile come carta velina. Ma sono uomini….

  4. La risposta dovrebbe essere lunga ed articolata, ma me ne manca il tempo, ora.
    Proverò pertanto con una estrema sintesi: la società moderna si è concentrata troppo sul concetto di immoralità, definendo e i canoni secondo criteri finto-perbenistici e finalizzati solo ad una forma di controllo. Però abbiamo perso di vista l’amoralità, lasciando crescere e moltiplicarsi individui che sono privi di una qualsiasi forma di principio morale, che non sia il proprio desiderio di qualcosa.

  5. ho letto tutti i commenti di questa saggia conversazione, e mi cimento a dire la mia un’altra volta, in quanto stuzzicata da alcune frasi, e da WP che non funziona. E’ praticamente una doppia sfida.
    Leggo Vetrocolato che osserva come i maschietti siano allevati ed istruiti da donne. Mi ricordo di una collega che un anno mise l’anima, il tempo, il programma e gli alunni per convincere il comune a risistemare il giardino della scuola. Ottenne quello che voleva, pure il premio a gli alunni. Bene, l’anno dopo i suoi alunni erano in prima media: un sabato sera incendiarono il gazebo del famoso giardino. Una disgrazia ok, erano andati lì a fumare..ok.. ma caspita riuscire a dar fuoco ad un gazebo… che sigaretta..!! ovvio che avevano giocato con l’accendino.. Ciò che non è stato compreso appieno è il BISOGNO DI TRASGRESSIONE. Per crescere davvero bisogna trasgredire, incazzatevi pure ma è così . Più belle parole, più sentimenti elevati, più atteggiamenti socialmente utili ed impegnati mettiamo in gioco…più obiettivi da superare con la trasgressione offriamo. E facciamo bene a dare a piene mani, perché offriamo strumenti da vagliare da superare e in ultima analisi per crescere. Veniamo al caso del pluriomicida. Pluriomicida lucido determinato a far fuori esattamente quella famiglia, la sua , la sua affezionatissima e forse soffocante asfissiante per lui. Non lo giustifico, lo analizzo , ed analizzo l’affermazione due anime in un nocciolo. Che aria chiusa, due in un nocciolo…Un rapporto solido non si costruisce in un nocciolo, ma in un albero CREDO, SECONDO ME, dove ci sono frutti e noccioli e raggi di sole per tutti.
    SUZIEq afferma la pericolosità dei giochi violenti. Ho seri dubbi a riguardo. Il gioco nei bambini è il ripercorrere ciò che vedono/ sentono fare a gli adulti. La TV ,anche in fascia protetta, offre gli scoop meno idonei, inoltre molti hanno la tv in camera e la sera guardano spesso quello che vogliono da soli, NON I VOSTRI, NON I MIEI, OK LO SO. i ragazzini fanno giochi violenti per capire, per sfogare la paura, perché hanno un mare di ansia e di solitudine addosso. Abbiamo alle spalle una generazione che giocava ad indiani e cow boys, anche Brum forse ha avuto il fortino e i soldatini… credetemi non sono i giochi che fanno diventare le persone violente. I video giochi fanno sì che i ragazzini si credano eroi immortali e non si rendono conto di farsi e di far male, ma imparano. Si caricano0 di ansia, tornano a dormire con papà e mamma, ma non sono i video giochi a far crescere le persone assassine.
    E’ follia, pazzia, sinapsi che fanno cortocircuito nel cervello, qui scatta l’omicidio, condito dalla incapacità di fare fatica di fare un percorso in salita con rinunce e fiato grosso, il tutto e subito questo è il disastro ,l’incapacità di resistenza e di resilienza… secondo me.
    ho finito.:P

    1. Lungi da me l’idea di incazzarmi, ci mancherebbe. Io dico solo la mia opinione. Che non coincide con la tua, ma non per questo la tua è sicuramente sbagliata e la mia giusta. Io non concordo. Il bisogno di trasgressione non spiega nulla. Per fortuna. Che se qualcuno ammazzasse per trasgredire… saremmo davvero alla frutta. Trasgredire fa crescere? Non so. Ma il desiderio di trasgredire è molto più pericoloso di quello che sembri. Può essere un innocente gioco… il piccolo deviare dallo standard, ed allora ok. Ma se è gusto della trasgressione tout court, in sè, porta alla degradazione della persona stessa. Capisci bene che nel momento in cui trasgredisci…quella cosa diventa normale e vuoi andare oltre. Sempre oltre. Spesso il gusto della trasgressione in sè (dico una cosa su cui nessuno sarà d’accordo…) porta alla droga. Alla rovina.
      Per quanto riguarda i videogiochi… il problema non è solo la violenza in sè. Anche io giocavo ai soldatini, certo. Il problema è l’estrema realtà con cui l’azione si svolge… il coinvolgimento che porta. Io non mi immedesimavo col soldatino. Il problema è che la simulazione della realtà così spinta porta a dimenticare che tu non sei quello. L’abitudine al sangue ed alla eliminazione di “nemici”, porta alla “smitizzazione” (non mi viene parola migliore, adesso) della morte. Alla assuefazione. Si perde il contatto con la realtà.
      Breve esempio che secondo me non è troppo distante da quello che diciamo: da quando ho una moto potente… in auto sono pericoloso: mi addormento. Sono così estremamente rilassato, a 130… che mi viene l’abbiocco. Mi sono assuefatto alla velocità. Sono ragionevolmente convinto di rischiare molto più sull’autostrada a 130 che su una strada comunale a poco meno di 200. Mi ritrovo a pensare ad altro… ad accorgermi che gli occhi si chiudono, anche se non ho sonno.

      1. Apprezzo molto quando si esprime con educazione un’opinione diversa dalla mia. Anzi.. mi stimola a riflettere e ovviamente superare il mio eventuale limite.
        Non voglio avere ragione per forza ma desidero spiegarmi meglio. Ho accennato al bisogno di trasgressione per crescere perché ho riflettuto sul discorso della istruzione trasmessa da maestre donne a…etc.
        I valori della istruzione ricevuta si apprezzano da adulti maturi, sottolineo maturi. Nella adolescenza ( e preadolescenza) i valori sono fatti per essere trasgrediti. Qui mi fermo e desidero precisare che
        1) ci mancherebbe che la trasgressione portasse all’omicidio ..!!!!! assolutamente… ma a dare poco valore ai pericoli questo sì. Comunque siamo ben lontani dall’omicidio.
        2) sul pericolo del trasgredire per il gusto di trasgredire concordo pienamente con te.
        Infatti l’adolescenza è un periodo davvero problematico e pesante nella vita della persona, per non parlare dei genitori…il rischio di saltare la staccionata e farsi parecchio male c’è davvero, come per contro mi fanno pensare parecchio male gli adolescenti calmi, tranquilli, attaccati alla famiglia sempre per mano a papà e mamma… guardo lontano e ..tremo. STO ANDANDO FUORI TEMA. Comunque sul bisogno di trasgressione volevo solo dire che se l’istruzione e l’educazione vengono da uomo o donna non fa grande differenza, non è il genere ( maschile o femminile) che determina il fattore trasgressione o /e crescita.
        A UESTO PROPOSITO vorrei aggiungere off topic che anche il genere femminile ha il seme della violenza, il seme della follia violenta, il seme dell’omicidio. Solo per fare un accenno (noioso?) le madri che uccidono i loro piccoli figli? esistono, lo sappiamo.. ci vorrebbe un post ap-post.
        Riguardo ai video giochi hai ragione pure lì. L’eccessivo realismo…Anzi aggiungo che con i soldatini o i giochi relazionali, tipo la lotta o cazzottata per finta tra ragazzini… i ragazzini sono protagonisti o co.protagonisti scelgono ideano il percorso, la trama magari il finale, c’è la resa o la vittoria per scelta, insomma son viviiii.. nel videogioco NO. questa è la paura, l’ansia della perdita del controllo, talvolta è una realtà che non controllano che non sanno come gestire. Inutile dire ai genitori di guardare l’età per cui sono indicati i video. Ognio bambino ha la propria età emotiva, e non corrisponde quasi mai…per uesto i video giochi non fanno diventare degli assassini .Anzi fanno diventare pavidi paurosi ansiosi violenti ma gestibili se si sa perché sono tali.
        L’omicida, ripeto è un folle, un cortocircuito annunciato. Il vievre sbagliato in condizioni assurde…L’atto omicida è follia condita da ….chi più ne ha più ne esprima.

        1. Certamente. Quando vedo quei piccoli geni che a 10 anni potrebbero frequentare l’ università, o quei bambini troppo educati che non si muovono senza il permesso…mentre molti esprimono elogi, io penso che non vorrei avere mai dei figli così. Alla fine, e’ sempre il giusto mezzo la cosa migliore. A quello servono, i paletti. Ad essere infranti pian piano. Si migliora anche l’ autostima del bambino, così. E si gode maggiormente le cose ottenute.

    2. Concordo su quasi tutto. Avrei qualche riserva sui videogiochi violenti. Non è come sembra. Giocare agli indiani e cow boy è un po diverso. Poi naturalmente va da sé che non tutti i bambini rispondono allo stesso modo. Anche il mio grande ci ha giocato ma dopo l’entusiasmo iniziale ora non gli interessano più si tanto. Tuttavia non si può generalizzare.

  6. quando si affrontano argomenti di questo tipo bisognerebbe sforzarsi di guardare le cose dall’alto, magari pure con freddezza

    nei tempi andati ogni elemento della comunità era essenziale per la sopravvivenza della comunità stessa, ogni individuo era “un pezzo” degli altri, una logica terrena che elevava il valore della vita all’ennesima potenza generando un effetto domino positivo

    nel mondo moderno colui che ci sta vicino non è più elemento determinante per la nostra esistenza/sopravvivenza, questo ha notevolmente abbassato, purtroppo, il valore della vita. Gli altri componenti della comunità non sono più utili alla comunità, anzi, spesso si trasformano in problema/fastidio/impedimento che castrano l’individualismo

    lissi è un sottoprodotto, uno rigurgito, una eiezione della deriva sociale contemporanea, esaltazione dell’egoismo becero e della obnubilazione delle logiche che gestiscono e partoriscono i percorsi dell’esistenza.

    non ci troviamo di fronte a un femminicio bensì al cospetto di una stortura interpretativa, è interessante, anche sotto il profilo antropologico, cercare di mettere a fuoco ed isolare il virus che infetta queste menti. Tuttavia credo che in questa circostanza non esista nessun virus, non vorrei buttare benzina sul fuoco ma tra le tante, folli motivazioni, ne infilo due, l’emulazione e la pena incerta. Erika, Omar e Pietro Maso fanno scuola, così come i fratelli Salvi, un paio sono già fuori

    lissi vive nella convinzione di aver fatto una “rambata”, di aver abbattuto dei “nemici”, non c’è raptus in queste morti, quando la vita non vale più un cazzo (passami il francesismo), uccidere un essere umano è come tirare il collo a un pollo per soddisfare il bisogno di sfamarsi. Altre volte si uccide solo per il piacere di farlo, come un cacciatore che abbate un cervo che non mangerà mai, come un militare che tortura e uccide un prigioniero inerme oppure i civili incolpevoli. L’uomo ha il gene dell’assassino, l’atavico potere di esercitare il diritto di vita e di morte, un potere che recluta menti labili.

    ti pongo una domanda che ho già posto su un altro blog, togliamoci di dosso il buonismo politically correct, l’ipocrisia di facciata e i ridicoli dettami religiosi… alla fine, oggettivamente, che diritto ha di continuare a vivere uno come lisso??? siamo sicurissimi che la prospettiva di essere “terminato” non sia un deterrente??? Anche non lo fosse, perché mantenere un simile rifiuto per 50/60anni???

    scusa la mia prolissità

    buona giornata

    TADS

    1. Se tutte le prolissità fossero così… concordo con te su tutto. Anche tu sostieni che qui il raptus non c’entra niente. Ed inoltre, che ci piaccia o no ammetterlo, l’uomo, e la donna naturalmente, nasce col gene dell’assassino dentro di se, che attecchisce dove trova terreno fertile. Anche l’emulazione ha la sua parte ed anche qui il pensiero va a battere sempre di più su TV e giornali che battono il pezzo in maniera esagerato; sera, mattina, siamo bombardati sui particolari raccapriccianti del delitto, sulle dinamiche del delitto, sull’autore del delitto ecc. Poi si fanno programmi che cercano di spiegare a noi i motivi che hanno spinto a compiere il folle gesto. Dopodiché si passa a vivisezionare l’assassino dalla testa ai piedi. Tutto ciò ne fa un eroe negativo nel quale certe menti si identificano. Hai ragione a parlare di deriva sociale, ma dimmi tu, che cosa ti viene da pensare quando, difronte all’ennesima bravata di un gruppo di ragazzini, i genitori rispondono serafici:” che c’è di strano? Sono ragazzi…
      La tua è una domanda non ha prezzo, non basta Mastercard. Posso pensarci un pò?

  7. Pur avendone già scritto, ritornare sull’argomento e ribadire il pensiero, sento che che sia salutare per l’eliminazione della rabbia e dell’orrore che ho provato allora e che ancora provo . Il soggetto in questione non ha fatto null’altro che riaffermare se stesso e il suo piccolo mondo, come centro universale delle esistenze. Perché l’altro, non é che accessorio per soddisfare se stesso e le proprie pulsioni, di qualunque genere siano.
    Esiste lui. Negando la socialità, la comprensione, la compassione che lega un uomo all’altro, nega ogni rapporto amoroso e amorevole, se non quello che ha per se stesso.
    Che sia degno di essere soppresso, lo escludo. Non ha dignità. Ha solo la possibilità di vivere con il fantasma di uomo che si é creato e che mi auguro sia dimenticato al più presto.
    Lui, non certo ciò che ha commesso. Che rimanga di monito per il cambiamento, Perché i tempi devono cambiare, altrimenti andiamo incontro ad un era di nuovi e più brutali barbari.

      1. Spaventa tutti. Almeno ho il piacere di pensarlo. Questo improvviso e lungo arretramento é solo l’incipit di un prossimo balzo in avanti? Oppure é una vergognosa e per certi versi confortante ritirata verso quanti sostengono che per l’umanità c’é il solo : “No Future”?
        Mi auguro il primo. Arretro per avere più rincorsa verso il meglio che devo ancora vedere, vivere e far vivere.
        Sarebbe un abominio se fosse solo la rincorsa per un suicidio più sicuro ed efficace.
        Ai millenaristi, non do credito alcuno. Abbiamo visto con la profezia Maya. Il 23-12-2012 é rotolato come un qualunque giorno.

    1. donato bilancia ne ha uccisi 17, brigida ha fatto a pezzi e sotterrato tre figli per far dispetto alla moglie, un folle ha ucciso tre passanti a picconate e recentemente un altro deficiente ci ha provato col coltello… e questi dovrebbero fare da monito??? a chi??? se rimangono in vita e tra qualche anno un giudice creativo li scarcera… più che da monito fanno da stimolo. Chi uccide non ha diritto di vivere, ancor meno quando i delitti commessi non trovano nessun appiglio giustificativo che vada oltre la follia devastante.

      noi siamo figli di uno spermatozoo che feconda un ovulo, non c’entra niente dio né il suo bagaglio di comprensione, i “pezzi” venuti male danneggiano la società, non servono a niente di utile, sono un costo ed un cattivo esempio, gramigna da estirpare e bruciare.

      1. Non so se chi uccide abbia o meno diritto di vivere, la logica dell’occhio per occhio , fa diventare tutti ciechi. Onestamente d’impulso ti do ragione, ma se mi fermo e rifletto, dico NO, sarei come lui. accetto molto volentieri l’affermazione della “pena incerta” perché sostengo da tempo che la certezza della cosiddetta punizione, che altro non è che la conseguenza estrema della tua azione, sarebbe un ottimo deterrente…a certe “fantasie..”

        1. cara Kore,
          se la nostra ospite ce lo consente possiamo allargare il discorso sul concetto di vita.

          intanto mi limito a nominarti Angelo Izzo, uno dei mostri del Circeo, se fosse stato condannato a morte oggi avremmo tre donne in più vive (quelle che ha ammazzato dopo essere stato scarcerato da un giudice idiota) e un parassita in meno da mantenere

          1. Hai ragione, condanno il giudice e rivolgo a lui l’accusa degli omicidi…. Izzo doveva restare in galera chiuso a chiave e la chiave buttata nell’oceano, come tutti quelli come lui.
            La certezza della pena , da non dimenticare la durata.
            Riguardo al mantenimento, ecco ripristinerei i lavori forzati socialmente INUTILI: spaccare pietre sotto il sole o la neve , spostarle da una parte e rimetterle poi dove erano prima. Guadagnarsi il pane e acqua. Niente televisione, niente posta niente wifi…in quelle galere dove non si sta in piedi, ma solo carponi.

            1. Che sia veramente una pena, non una villeggiatura. Perché se li ammazzi è finito tutto. Ma se li fai marcire in galera a queste condizioni finiranno per impazzire. Sapere di non vedere mai più la luce del sole, proibire loro qualsiasi visita, morti al mondo ma praticamente sepolti vivi.

      2. @ TADS= Ciò che spinge ad uccidere é inserito nel nostro DNA. Retaggio evolutivo e con l’evoluzione l’uomo si é dato o a tentato di darsi delle regole, ha assunto per se e gli altri delle leggi.
        Ora poniamoci la domanda: cerchiamo di applicare la legge o cerchiamo la giustizia?
        Se cerchiamo di applicare la legge ne dobbiamo subire anche i limiti. Limiti dovuti ad una serie di equilibri politci, perché la legge é un atto politico e come tale soggetto a compromessi (I migliori che ciascuna parte o forza in campo reputa meglio per se e ciò che esprime).
        Se cerchiamo la giustizia, dobbiamo rifarci all’idea primigenia della giustizia e allora non c’é scampo, nè spazio per alcun compromesso, sia anche ragionevole.
        Non accetto l’idea di eliminare fisicamente chi ha commesso certi crimini. Allontanarlo dal consorzio civile, questo si. Il gettare via la chiave, una volta messo in sicurezza, concordo e approvo, ma “dente per dente”, mi sembra di cancellare buona parte della nostra umanità.

        1. esimio,
          apprezzo e rispetto il tuo pensiero ma il mio è ben lontano dalla logica “occhio per occhio”, pensavo di averlo scritto chiaramente. Io considero la pena di morte un atto dovuto, non una vendetta e nemmeno una ritorsione. La sicurezza della pena NON esiste, un pluriomicida potrebbe evadere anche da un carcere di massima sicurezza, qualora lo facesse e riprendesse ad uccidere, i morti seminati peserebbero sulla coscienza di chi si ostina a mantenere in vita esseri non degni. è che tra la coscienza dei benpensanti e il dolore dei parenti… esistono differenze devastanti.

          non è legalità mantenere in libertà, proteggere, stipendiare e coccolare uno che ha ammazzato 50 persone, uno Stato che investe sulla delazione per garantire una presunta legalità è uno Stato farlocco, fallimentare. Un giudice che scarcera pericolosi criminali non è un garante della legalità, è un complice concettuale. Non intendo farla troppo lunga, io considero la pena capitale una grande conquista civile.

          1. @ TADS = Abbiamo una visione antitetica del problema, ma ciò non toglie che anch’io porto il rispetto dovuto a quanto affermi e in ciò che credi.
            Avremo certamente occasione di ritrovarci a ragionare e trovare punti in comune riguardo altri problemi.
            Con immutata stima

            1. di questo ne sono certo caro Capehorn,
              il mio pensiero è molto semplice, il diritto alla vita non è inalienabile, mi spiego, il diritto alla vita deve essere garantito a chi lo garantisce agli altri. Garantire la vita a chi uccide deliberatamente non ha una logica accettabile

              passami un esempio, basterebbe acchiappare un assassino stradale che uccide sotto l’effetto di droga o alcol, processarlo in direttissima, condannarlo a morte ed eliminarlo subito dopo la sentenza. Lo Stato ucciderebbe una persona ma ne salverebbe centinaia, la gestione della società deve partire dai diritti di chi rispetta le regole, non dai diritti di chi le trasgredisce.

              buona giornata

            2. @ TADS = Sento che la mia “pancia” viene incontro al tuo discorso a mani levate, urlando di giubilo.
              La “testa” si chiede: vogliamo giustizia , purché sia o vendetta?
              No, non mi hai convinto e non credo che tu voglia farlo.
              Il discorso é lungo e complesso e si potrebbe sviluppare alle calende greche.
              Una cosa però é chiara a tutti tu sei favorevole ed io contrario.
              Almeno abbiamo messo due punti fermi.
              Buona continuazione.

        2. ps. che il gene dell’assassino sia nel nostro DNA credo di averlo detto per primo in questa piacevole conversazione, sai… sparpagliando i commenti magari qualcosa sfugge, no problem.

          1. @ TADS = Se così é e non ne dubito, concordiamo su di un punto.
            L’aggressività ce la portiamo dietro da quando siamo comparsi sulla terra.
            Utilizzata non sempre per nobili scopi e nobili fini.
            L’ostacolista “aggredisce” l’ostacolo, ma solo per migliorare la propria prestazione.
            Nel caso in oggetto é un abominio.

  8. leggo con soddisfazione le vostre argomentazioni, e penso alla nostra età, non alla nostra cultura. Noi siamo persone fra i 40, 50, quasi 60 anni. e ci poniamo queste domande e ne argomentiamo le risposte , comune denominatore: l’orrore per certe vicende, quindi per scrollare la sensazione di smarrimento eleviamo la razionalità… ma i nostri figli ? dai 15 ai 30 anni?????e soprattutto le nuove generazioni? il caso della vita mi ha portato i nipoti in casa per un periodo … la tv è sempre spenta se non è accesa su cartonito o yoyo o roba così. Se decidiamo di ascoltare un tg è uno slalom …

      1. e che vuoi? sono un po’ malvista dagli alunni, io dono stelline , emoticon sorridenti o tristi, i voti solo se sono costretta , ovvero in pagella, e scrupolosamente concordati con loro cioè li convinco che il mio voto è giusto per loro..ehmmm

  9. sarò breve,
    negli ultimi anni ho constatato, sia sul web sia nella vita reale, che molte persone si indignano di fronte alla pena di morte ma sono favorevoli all’aborto (anche selettivo) e alla eutanasia. Ad occhi nudo le due interpretazioni appaiono distanti anni luce ma sotto la lente filosofica si vede altro.

    se il feto è VITA, se un malato terminale o in coma vegetativo è VITA, significa che si è pronti ad uccidere persone inermi e innocenti ma, nello stesso tempo, garantire la vita a pendagli da forca colpevoli dei reati più infernali

    la pena di morte deve essere vista in modo diverso, oltre la punizione e la logica del dissuadere altri potenziali assassini, la pena capitale dovrebbe essere vissuta come prevenzione sociale, un intento nobile molto al di sopra di una vendetta (occhio per occhio)

    ribadisco la linea base, è una riflessione filosofica

    TADS

    1. Non è rispetto per la sua vita. Prima di tutto non voglio abbassarmi al suo livello. In secondo luogo, se gli tolgo la vita, in un certo senso gli faccio un favore perché ha già finito di pagare. Ma se lo condanno all’ergastolo e lo metto in un buco di cella da solo, col minimo indispensabile, senza alcuna possibilità di comunicazione con nessuno, niente TV radio cellulare e quant’ altro, niente libri né giornali né calendario né orologio, la luce accesa tutto il giorno e tutta la notte, completamente isolato, senza niente da fare, sarà lui a chiedermi di ucciderlo. Ma io non lo farò. Finirà per impazzire, diventerà l’incubo di sé stesso. Non credi che sia assai peggio che morire?

      1. No, la luce accesa giorno e notte no, mi rifiuto, chi paga la bolletta… :D…sto scherzando.
        Comunque nemmeno la tortura che suggerisci. Mi ricordo i racconti di mio suocero nelle patrie galere del regime di Tito. Nemmeno.
        spaccare montagne e poi ricostruirle …forse. Ora però TADS mi ha messo in crisi con la sua riflessione filosofica …

      2. su questo non condivido Suzie, lo Stato non deve scendere allo stesso livello del delinquente, non deve avere velleità di vendetta, deve semplicemente eliminare le scorie per meglio garantire sicurezza ai cittadini

        Kore, pensaci pure serenamente ma non credo ci siano ampi margini, ribadisco, se un feto e un malato sono scientificamente VITA, essere favorevoli ad aborto ed eutanasia ma contrari alla pena capitale significa uccidere gli innocenti e salvare gli assassini

        1. questione per me molto spinosa. Forse in me rimarrà aperto il dilemma. Finchè un cuore non batte non è vita, ma quando resta solo il cuore che batte … e il resto non funziona, nemmeno è vita. Per me stessa ho scelto e scritto no accanimento, no rianimazione se torna il cancro non farò cure , però non riesco a scegliere la pena capitale e sai perché? Perché con infinita ingenuità io spero nel recupero della persona.
          Oggi in tv parlavano della Franzoni, ecco io non ho mai creduto nella sua colpevolezza.. evvabbè..

          1. la franzoni è un altro bell’argomento, mi concedo un gossip macabro, so per certo, ripeto, per certo, che il giorno in cui si sono svolti i funerali del figlio, Cogne era già piena di troupe tv, la Signora Franzoni al mattino presto era dalla parrucchiera. Non è un reato andare dalla parrucchiera, magari andarci il giorno in cui seppelliscono il tuo bambino morto ammazzato…

    2. sai che non avevo collegato la pena capitale con aborto ed eutanasia… che in alcuni casi approvo. vedi mi fai riflettere, però…non sono convinta. ci penserò..:)

      1. C’è anche un altro problema. Di natura pratica, direi. Per un omicidio…almeno una decina di anni di carcere bisogna darli, no? Anche i più indulgenti credo concordino con questo. Ed allora…dopo 10 anni di carcere, mi chiedo, che amici avrà questo tizio? Una volta uscito cosa potrà fare di diverso da allargare le file della malavita? Allora meglio eliminarli. Io non vorrei sentire più la parola pregiudicato, nei tg. Tutto qui. Perché se e’ stato già individuato come pericoloso la colpa e’ nostra che l’ abbiamo lasciato libero. E poi…basta con queste storie: mettiamogli i braccialetti satellitari.

        1. anche tu mattiniero,
          io credo sia giusto strutturare le carceri su vari livelli, molti individui sono socialmente recuperabili, infatti esisto istituti di pena sperimentali che svolgono proprio questa funzione, tra l’altro con successo.

          il carcerato con una lunga detenzione dovrebbe essere obbligato a partecipare ad attività ECONOMICAMENTE produttive, almeno per pagarsi le spese

          quelli alla lissi e alla izzo, tanto per capirci, terminati subito dopo la condanna a morte definitiva

          non dimentichiamoci che questo Stato, anziché investire in tecnologia e formazione investigative, spende miliardi per incentivare la delazione, non c’è niente di più incivile ed aberrante che proteggere, stipendiare lautamente e dare la libertà ad un killer che ha decine di omicidi sulla schiena per mettere in galera malavitosi che ne hanno commessi di meno, qui siamo nell’assurdo totale. Il pentitismo è la resa TOTALE dello Stato

          1. @tads
            ti rispondo qui all’argomento Franzoni, per motivi tecnici. Non lo sapevo. Ovvio che mi fai pensare ( mannaggia …) Mi convinco sempre di più che costei abbia lo sdoppiamento di personalità. quindi colei che hanno messo in galera .. se la curano seriamente , ma SUL SERIO…si recupera,( non Samuele , ma lei sì).
            Ecco: no pena capitale per Franzoni. La faccio troppo semplice, lo so.

            1. concordo in pieno, il caso franzoni è un porto delle nebbie, non è certamente una situazione da pena capitale. non si può mettere lei sullo stesso piano di lissi o izzo o altri. Per quanto il personaggio esprima una notevole ambiguità comportamentale

            2. Ti rispondo io sulla Franzoni. Sappiamo tutti cosa succede quando giornali e TV si impadroniscono di un fatto. Non lo mollano più e cominciano a montarlo astutamente perché devono mantenere viva l’attenzione della gente. Allo stesso modo tengono sotto pressione il personaggio, non lo perdono mai di vista e gli stanno continuamente addosso. Ciò provoca uno stress psico-fisico enorme. Tanto che il soggetto è costretto ad assumere degli psico farmaci che lo tirano su ma gli fanno anche perdere di vista la realtà. Ora abbiamo la Franzoni che il giorno del funerale va dal parrucchiere e tutti a gridare allo scandalo! E allora? Fine prima parte.
              Mò arrivo con la seconda.

            3. Parte seconda
              Qualcuno di voi ricorda il fatto di Alfredo, quel bambino che cadde nel pozzo a Vermicino? Non ricordo esattamente quando è successo, so però che non riuscirono a salvarlo. Ricordo però che i giornalisti e la gente si scagliarono come belve contro la madre che, dopo essere stata tanto tempo vicino al pozzo per seguire le operazioni di salvataggio, ad un certo punto vinta dal caldo e dalla stanchezza, andò a casa, si fece una doccia, si sistemò i capelli, uscì e comprò un gelato. Tutto questo mentre suo figlio moriva nel pozzo.
              Che vuol dire questo? Certo non era la stessa situazione della Franzoni, ma sta a dimostrare che certe situazioni portano ad assumere atteggiamenti magari discutibili ma giustificabili. Praticamente il cervello, per evitare una sofferenza atroce, manda segnali per far spostare l’attenzione su altro. Una specie di difesa. Spero di essermi spiegata.

            4. C’è gente che in situazioni di forte tensione compie azioni che uno non si aspetterebbe mai. Con questo non voglio difendere la Franzoni però il cervello, quando capisce che la situazione è critica e può costituire un pericolo per l’individuo, pensa soprattutto alla salvaguardia dell’individuo stesso. E lo fa spostando la sua attenzione verso qualcosa che magari non ha nulla a che fare con la situazione stessa ma che lo aiuta a “staccare”.

            5. La richiesta al marito di fronte alla bara ‘facciamo un altro bambino’ questa mi sconvolse. I figli non sono sostituibili. Ma forse rientra nella casistica delle cose che descrivi tu. E comunque sdoppiamento di persona…

            6. Non è la prima madre che dopo aver perso un figlio ne fa un altro, non è una sostituzione o un rimpiazzo del figlio perso che è insostituibile, semplicemente penso che lei sentisse il vuoto lasciato dall’altro e volesse riempirlo. Oppure, come ti ho detto non sono convinta della sua colpevolezza, potrebbe aver fatto questo pensiero:” Mi accusano di aver tolto la vita, ma io so dare la vita” Che poi avrei voluto essere vicino a lei per sentire esattamente che parole ha usato e il tono della voce. Dei giornalisti non mi fido. Ripeto ci sono tante cose da valutare.

          2. su questo argomento, il pentitismo, concordo..ma continuo a riflettere, (menomale che non devo scrivere leggi, ma solo avere delle opinioni…:D), perché ai pentiti non darei la pena capitale se consentono l’arresto di altri malavitosi. Carcere duro a vita senz’altro. Non mantenimento stipendio e libertà…è vergognoso! come minimo

            1. hai scritto la quadratura del cerchio, quella dovrebbe essere la trattativa: “pena di morte, se collabori l’ergastolo”, altro che bella vita in libertà alle spese dei contribuenti.

              comunque il pentitismo ha mietuto centinaia di vittime innocenti per ritorsione, è bene ricordarlo, molti delinquenti in galera ma tanti incolpevoli al camposanto, addirittura donne e bambini.

  10. Non lo so perché l uomo uccide… fatto è che è il classico tipo che non ti aspetti..apparentemente perfetto ma capace di un gesto tanto estremo
    la cosa è disarmante…spesso il mostro è fra le pareti di casa e non lo sappiamo….come si fa a difendersi?..è impossibile

  11. Capehorn, hai scritto:
    “No, non mi hai convinto e non credo che tu voglia farlo”…
    ecco, cercare di leggermi nel pensiero e mettere in dubbio le mie convinzioni è la strada più breve per entrare nel libro nero delle mie antipatie, te lo dico cordialmente perché colgo in te la buona fede ma comunque te lo dico.

    ascolta, devo ripeterlo ancora quante volte il concetto che la pena capitale come vendetta non mi appartiene???

    sempre con stima

  12. ps: Capehorn, fammela un bella riflessione sul parallelo pena capitale/aborto/eutanasia, mi interessa conoscere la tua opinione in merito

    1. Il suo accostare la pena capitale con l’aborto è una bella tadsata. Si è mai chiesto perché il “neonato” si chiama così? Perché prima non è ancora nato, è in costruzione. Mettere sullo stesso piano la soppressione di una persona e di un agglomerato di cellule è quanto meno capzioso. Quanto all’eutanasia non è altro che un atto di volontà di una persona capace di intendere e di volere, che ha diritto di decidere della sua vita. Ha più logica quella che la pena di morte. Concludo con una considerazione. Siete favorevoli ai trapianti? Sapete che i donatori di organi vengono letteralmente torturati per essere tali? Strano che non ne parli nessuno, di questo. Forse perché cozza con la retorica del salvare la vita a qualcun altro. Io non vorrei mai che qualcuno fosse torturato per salvare la vita a me. Credo di poterne fare a meno.

  13. 1) a considerare VITA (essere umano) un feto sono gli stessi scienziati e medici (essendo ateo convinto della questione religiosa poco mi cale)

    2) vorrei capire quale volontà, capacità di intendere e volere è in grado di esprimere un malato in coma vegetativo

    3) sui trapianti di organi scrissi un articolo, anni fa sulla vecchia piattaforma, che sollevò un vespaio incredibile, considerare un essere umano una sorta di “magazzino ricambi” è semplicemente aberrante

    4) ripeto per l’ennesima volta, io NON considero la pena di morte un deterrente e nemmeno una vendetta (occhio per occhio), ritengo sia un’opera di igiene sociale

    eliminare un feto che le analisi cliniche definiscono “imperfetto”, significa “UCCIDERE” per ELIMINARE UN PROBLEMA

    staccare la spina a un malato terminale o in coma significa “UCCIDERE” per PORRE FINE A UNA SOFFERENA E A UN COSTO

    i pendagli da forca come quelli sopracitati e tanti altri, sono, per la società un PROBLEMA, una SOFFERENZA e un COSTO… perché due pesi e due misure??? in nome di quale valore/diritto???

    1. Mi tocca farle notare che anche un futuro adulto imperfetto rappresenta un peso ed un costo, specie se incapace di provvedere a se stesso. Quanto al resto, non ho ancora deciso se le sue tirate sono un’apologia alla vita in generale o alla morte per motivi sociali ed economici. Diciamo che oscilla incoerentemente tra le due opzioni. Quando si è deciso, me lo faccia sapere. La sua ondivaghezza mi fa venire il mal di mare.

      1. se le viene il mare di mare scenda tranquillamente a riva, le mie opinioni personali sono relative, io affronto la questione da osservatore.

        non stressi i suoi neuroni per capire le mie posizioni, io a lei non devo dare nessuna spiegazione né chiarimenti di sorta.

        Viviamo in una società piena di contraddizioni, io le evidenzio

        di adulti imperfetti ce ne sono tanti, molti di loro gironzolano anche in rete

        1. Certo, certo. E lei gli urla -io tads cid!- quando li trova. El Cid t’esasperi. Questa non la capirà mai. E io non gliela spiegherò. Questione di imperfezione!

          1. Silver Silvan,
            se avessi anche solo una minima, remota intenzione/voglia di conversare con lei non sbatterei, sistematicamente e senza indugio alcuno, nella casella spam i “preziosi” commenti (li ho tutti) che lei semina sul mio blog come olive caprine.
            Le ho risposto perché mi ha dato, senza volerlo, la possibilità di chiarire meglio alcune cose.

          2. Eh. Però li ha notati e le sono rimasti impressi! E non vedeva l’ora di dirmelo! Lei mi ama, lo ammetta!

          3. Lei non ha il CORAGGIO di conversare con me, caro mio! Sa che rischia di ritrovarsi a mal partito e a lei piace vincere facile con le galline di cui si circonda. Noiose e scontate, ma rassicuranti. Direi che è diverso. Parecchio diverso.

    2. Nascituro, come morituro, è un termine vago. Il tizio in questione non è detto che nasca e non èetto che muoia. Però lo dicono i medici e tutti se lo aspettano. A volte si hanno delle belle sorprese! Forse perché non dipende da loro che si nasca o si muoia al momento prestabilito.

  14. Mi piace argomentare ed ascoltare nonché ribatte con persone che hanno ed esprimono opinioni diverse. soprattutto diverse dalle mie: ritengo che il confronto aiuti.
    Non mi piace più quando dalle argomentazioni si giudica la persona che le esprime. Quindi presumo, e desidero ritirarmi da una conversazione che sta prendendo una piega che non mi piace.
    Un saluto alla padrona di casa

    1. Eccola qua. L’esempio perfetto della categoria. Noiosa e rassicurante. Parla per frasi fatte e non ha un solo pensiero che sia transitato dal suo cervello. Se non per ripeterlo, perché sembrava facile da ricordare. L’unica cosa che si può confortare con queste qua è il diametro del sedere o la circonferenza di tette e fianchi. Signor Tads, si accomodi! Serviti il pasto, cowboy!

    1. Silver! Per favore non offenda i miei ospiti. Nessuno ha offeso lei è quindi lei si comporti allo stesso modo. Nel mio blog non tollero i prepotenti !

      1. E allora cancelli ciò chino le aggrada, no? Sarebbe una soluzione molto originale, visto che non è mai ricorsa a tanto! (È sarcasmo, si capisce?)

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