Quando la vita ti fa lo sgambetto: Francesco Nuti

Ieri, scorrendo i canali tv, mi è capitato sotto gli occhi Francesco Nuti. Credo fosse il TG e la notizia era che Nuti ieri ha preso parte ad una festa organizzata per il suo 59° compleanno dagli amici di sempre, tra cui Pieraccioni e Panariello, festa cui hanno partecipato circa 7.000 persone. Mi sono commossa, vedere Nuti sulla carrozzella e pensare a quello che era quando era al culmine della carriera mi ha fatto una malinconia infinita. Facciamo il punto della situazione, chi è Francesco Nuti? Il ragazzo inizia la propria carriera artistica verso la fine degli anni settanta, quando diviene membro dei Giancattivi, gruppo già composto da Alessandro Benvenuti e Athina Cenci. I tre spopolano in tv finchè, sotto la regia dello stesso Benvenuti, nel 1981 escono nelle sale cinematografiche con il film “ad ovest di Paperino”. Io avevo 11 anni all’epoca, andai a vedere il film di nascosto dai miei genitori, mi divertii un sacco e mi innamorai perdutamente di Nuti. Un amore intenso e disperato purtroppo non corrisposto.
Nel 1982, Nuti abbandona il trio ed inizia la carriera di attore. Alcuni titoli? “Madonna che silenzio c’è stasera”, “Io, Chiara e lo Scuro”, Casablanca, Casablanca e altri ancora. Non mi dilungherò sui film, penso che conosciate anche voi la carriera artistica di Francesco. Poi, a causa di un lavoro non riuscito, inizia inevitabilmente il declino dal quale non riuscirà più a riprendersi. Sopravviene la depressione e l’alcoolismo che devastteranno Nuti sia psicologicamente che fisicamente. Seguono i tentativi di suicidio fino al misterioso incidente di casa mai chiarito dal quale Francesco esce paralizzato e muto.
Ecco, vederlo così e ricordare quello che era mi ha rattristato. Nuti è un artista sensibile e intelligente, i suoi film non sono affatto comici e basta. Se lo confrontiamo a Pieraccioni la differenza balza agli occhi subito. Pieraccioni tira a far ridere mettendo insieme battute e situazioni esilaranti ma tutto finisce lì, non c’è una trama, un filo conduttore, la storia è esile e si dimentica subito. Nuti no, anche lui colloca le battute ma lo fa su una trama ben definita, una storia non necessariamente a lieto fine che porta a riflettere. Nuti ti porta a ridere ma tenendo la guardia alzata perché le battute non sono mai fini a se stesse, finito lo scoppiettio della risata resta un retrogusto amaro. Anche negli occhi di Francesco dietro il brillio da bischero si intravvede l’ombra di un disagio non risolto, lo stesso che lo ha portato alla depressione e a tutto il resto. Non metterò una foto del Nuti di oggi, voglio ricordarlo con quell’aria un po’ stranita eppure disincantata che mi piace tanto, voglio ricordarlo così:

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

18 pensieri riguardo “Quando la vita ti fa lo sgambetto: Francesco Nuti

  1. Gran bel post. Che condivido appieno. Il paragone con Panariello e Pieraccioni non si pone: questi non hanno un grande dono: l’ironia. Nuti era molto più “colto” ed “intelligente”.

  2. L’ha ribloggato su koreditittie ha commentato:
    Francesco Nuti tocca “certe corde”, che Pieraccioni sfiora . Nuti fa “ridere amaro” e non ti lascia triste, caso mai solo con i pensieri che affiorano… Il suo incidente ha significato perdere tanto..

  3. ciao Suzie,
    c’è una voce di sottofondo che inquieta il mondo dello spettacolo, è la maledizione di “Pinocchio”, parlo seriamente, il bambino che lo interpretò nella famosissima serie televisiva ha fatto una brutta fine. Il film Pinocchio di Benigni è stato il più clamoroso disastro cinematografico Italiano di sempre, Francesco Nuti si è giocato il futuro professionale proprio per realizzare il suo “Pinocchio”, altro clamoroso flop che lo ha fatto entrare in rotta di collisione con i produttori. Rubinetti chiusi e declino.
    bel post
    TADS

    1. Un film divertente ma non banale. Non il solito film fatto cucendo insieme alla meglio le battute più riuscite di un gruppo comico di successo che lascia il tempo che trova. La trama è esile, una giornata alla ricerca di un fantomatico uomo/piccione, quasi un pretesto per raccontare una giornata di tre simpatici bischeri, costellata dai loro scherzi. L’ho rivedo spesso e non saprei quale scena sia la migliore… quella all’ufficio di collocamento, oppure in casa di Nuti dove il padre parla del suo lavoro alla SIP. Oppure lo scherzo alla vecchietta, quando Benvenuti telefona dalla cabina fingendo di spacciare droga. E non bisogna dimenticare che i tre non sono caduti nell’errore che fa la maggior parte dei gruppi di successo i quali, sfruttando il momento favorevole, gira il secondo è il terzo film che raramente ripetono il successo del primo. Loro si sono fermati lasciando come un conto in sospeso col pubblico.

  4. Concordo su “Ad ovest di Paperino”. Un film geniale e semmai troppo “avanti” per essere compreso. Credo però che si siano fermati dal farne un secondo per un litigio interno, più che per scelta.

      1. Presumo tu parli dei “seguiti”. Non credo avrebbero fatto qualcosa di troppo simile, se ho capito bene il tipo di persone che sono.

  5. Sono STRAd’accordo, Nuti un genio di altro spessore, ironico e drammatico già nello sguardo…

    Hai dimenticato di citare, fra gli altri, “Tutta colpa del paradiso”, colossale! Mi spiace tantissimo per lui, cazzo!

    Grazie per aver scritto questo post.

        1. Ma Nuti è fatto di queste piccole pietre preziose che ammiccano qua e là. Ai più sfuggono, la superficialità purtroppo imperante ha la meglio di questi tempi. Si preferisce un luccicante vetro di bottiglia ai piccoli diamanti nascosti. I film di NUTI sono tutto questo, bisogna leggere “tra”.

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