Che fatica essere genitori!

Che poi bisogna dire ESSERE o FARE i genitori? No perché mica ci si nasce “imparati”! Non è che te lo porti dentro col DNA. Quando ti nasce un figlio ti prende un’angoscia, insieme alla gioia, che non ti lascia più. Saprò essere all’altezza? Saprò essere attenta, vigile, affettuosa, giusta, leale, insomma saprò essere tutto quanto c’è di meglio senza essere tutto quanto c’è di peggio? Dubbio amletico: dovrò essere così o cosà? ma come? E non pensiate che chi fa più figli sia vaccinato da questa angoscia, fatto uno fatti tutti, alè…e no, ogni figlio è un caso a sé. Si sente spesso dire “tutto suo fratello o sorella. NONE! Lui è Lui e Lei è Lei! Ogni figlio è unico e va amato per quello che è e siccome abbiamo visto che ciascuno è se stesso, li si amerà ciascuno in modo diverso. Che non vuol dire fare preferenze, vuol dire amarli per quello che sono: c’è quello timido e silenzioso, con lui ci vuole calma e pazienza e tatto. C’è quello che non ha paura di nulla, sempre sulla breccia, che ama essere al centro dell’attenzione, va seguito con attenzione ma senza opprimerlo. Ma poi forse è tutto sbagliato quello che ho appena detto. Ognuno fa le sue esperienze su di sé. Io guardo i miei tre figli e per ognuno di loro ho una password (chiamiamola così) diversa. Il grande, è nella fase della scemitudine assoluta. E’ talmente scemo che il dio della scemenza ha abdicato in suo favore perché non poteva competere! A volte lo guardo scuotendo la testa e penso “ma è proprio gnucco!” Gnucco da noi vuol dire ottuso. Per carità, non è che sia scarso in quanto a materia grigia, ma dopo un passato di bimbo prodigio, o quasi, à entrato nella fase della grande assenza, nel senso che il suo cervello ha fatto le valigie e se n’è andato altrove in cerca di pace e relax, lasciando un biglietto che dice: “Sono in ferie. Torno quando ne avrò voglia”. Io cerco di essere comprensiva ma a volte lo appenderei al muro. Sicuramente avrà una squinzia per cui sbavare, a volte lo pesco infrattato da qualche parte che sbava sul cell dandosi un tono a mezza strada tra l’erotico melenso e il porno soft. Mah! Io comunque lo porto ogni tanto dall’oculista, per ora non ci sono problemi.
Del secondo avrei tanto da dirvi, ma vi risparmio la tortura, mi limito a dire che per lui vale la regola “maneggiare con cura”. Poi c’è Letizia, la piccola che è come il vaso di Pandora. Chissà che ne uscirà fuori? Vorrei tanto che assomigliasse a me! Alzi la mano chi non ha mai detto questa frase! Resta il fatto che, così come noi siamo convinti di assomigliare a uno o all’altro dei nostri genitori, allo stesso modo siamo convinti che nostro figlio assomigli a noi o all’altro. Le cose non stanno proprio così. Se è vero che indubbiamente i figli hanno dentro di sé un cocktail di pregi e difetti presi da tutt’e due, siamo noi genitori che assegnamo loro un’identità che fa comodo a noi, perché ci specchiamo in loro, per cui vediamo in loro sempre il meglio, che sicuramente hanno preso da noi, il peggio lo hanno preso dal partner. Quante volte avrete sentito dire “tutto suo padre” o madre, se ha fatto una cazzata è tuo, se si è candidato per il Nobel è mio. In effetti le cose stanno diversamente. Il figlio indubbiamente sarà come deve essere, siamo noi che vogliamo vedere in lui solo i lati belli, presi da noi, spesso vogliamo vedere in lui quello che noi siamo convinti di essere ma che non siamo. E infatti ci stupiamo se, a colloquio con gli insegnanti ci sentiamo dire che i nostri figli sono tutta un’altra cosa. Chi ha ragione? Tutti e nessuno, il figlio è sé stesso. Col passare del tempo, a seconda degli stimoli esterni, il carattere prenderà i contorni definiti e voi scoprirete che assomiglia anche al/alla partner e nemmeno tanto male.
C’è da dire anche che per un figlio sentirsi sempre paragonare all’altro genitore quando sbaglia è fuorviante. Infatti egli finirà per considerarlo come un esempio negativo da buttare, e non avrà rispetto per lui.
Io ho sempre avuto un rapporto conflittuale con mio padre per motivi di cui non amo parlare qui. Non posso onestamente dire di volergli tanto bene. E’ mio padre e basta. Ma da mia madre ho sempre sentito dire “sei uguale a tuo padre” quando combinavo guai, mentre invece assomigliavo a lei quando ero brava. Sono così cresciuta nella convinzione di essere come lei perché aveva solo buone qualità. Col passare del tempo ho capito che avevo soffocato anche le buone cose che mi ha dato mio padre. E soprattutto ho scoperto che di difetti ne aveva anche mia madre, che non era così perfetta poi. e qualche buona qualità l’aveva anche mio padre.
Anzi, ora che mi guardo con attenzione, le miei mani sono identiche a quelle di mio padre… Ma questo è un altro discorso.

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

19 pensieri riguardo “Che fatica essere genitori!

  1. Mia figlia è maledettamente pignola e saccente. Ogni tanto rido e le chiedo a chi somiglierà mai, lei dice che non lo sa e le rispondo che io alla sua età ero esattamente così. La parte del suo corpo che mi fa sdilinquire sono i piedoni, identici a quelli del padre che francamente ho sempre trovato brutti, ma su di lei sono meravigliosi perché sono suoi. In generale, non mi somiglia se non per le cose apprese, per il resto…ci ritrovo tutta la famiglia, ed è una bimba fantastica.
    Attendo l’età della “stupidera”, come dicono da noi…

      1. Infatti a volte scherzando le dico che non le servono le pinne 🙂
        Però quando toglie i calzini e mi dice “Mamma, cos’è che ti fa impazzire?”, agitando i piedi in aria, ride in una maniera assolutamente irresistibile…

        1. che ragazza giudiziosa! Siete una magnifica coppia, c’è qualcosa di magico tra voi.
          Ho fatto una visitina al tuo blog. Commenterò il tuo post più tardi. Ogni tanto si fa viva l’impavida Silver… che tempra…

  2. Che fatica commentare sul tuo blog…
    Un giorno passo e trovo dieci nuovi post.
    Un altro passo e trovo chiuso lo spazio commenti.
    Un altro passo e ti manca la linea.
    …Mai una volta che passo e mi fai trovare un vassoio di cannoli!
    Ma davvero hai una password per ogni figlio?
    Ecco perchè combini i pasticci (non le lasagne, purtroppo…) con wordpress.
    :mrgreen:

    1. Ma sai che sei complicato? Se io mi comportassi allo stesso modo tutti i giorni sai che monotonia! Invece così non sai mai che cosa aspettarti. Ecco, sui cannoli non contarci molto però…..

  3. spesso penso che avrei fatto meglio a fare una bella girata, un film o quant’altro , ma non procreare.
    Il problema non è solo a chi e come somigliano, il problema è che nella nostra società raramente e con difficoltà notevoli diventano autosufficienti, autonomi economicamente. L’autonomia morale è altra conquista che magari fanno e restano in casa con valori e costumi totalmente diversi, e , non diciamo cazzate, tocca tenerli come sono, non li butteremmo mai sul lastrico a fare i barboni.

  4. Ci sono delle eccezioni. Mia figlia grande è perfettamente uguale a me. Non ha preso nulla dalla madre, carattere compreso. Il che ne fa una ragazza sfortunata… ma pazienza.

  5. I figli … Su di essi si scatenano, credo, i migliori e peggiori istinti di noi genitori. Crediamo che somiglino a noi, nel meglio e all’altro nel peggio. Crediamo che siano nostri, come un oggetto di proprietà, e neghiamo l’evidenza che siano “loro” e del “mondo”. neghiamo la loro autonomia, la loro unicità, perché sono unici, nella combinazione cromosomica, nell’evoluzione culturale e sociale. Diamo solo l’imprinting, le basi educative, come le hanno impresse a noi i nostri genitori e come le abbiamo masticate e digerite durante la nostra crescita e loro … Loro le masticheranno e le digeriranno come meglio credono e le daranno ai loro figli. Si é vero la mia Leonessa é fisicamente prestante,, una giovinotta di 1,78 per …anta chili, ma li si ferma nella somiglianza fisica con il padre. Ha le orecchie a sventola come la madre e anche li si ferma. Il resto é farina del suo sacco e a noi non ci resta che farcene una ragione e rispettarla. Potremo consigliarla, potremo suggerire, anche imporci nei nostri limiti, ma dobbiamo lasciarla andare, perché ha una vita da vivere ed imparare a viverla. Sperando che impari meglio e il meglio.

      1. Certo e litigare pure, perché i miei figli sono superiori ai tuoi e i nostri sono migliori de quelli degli altri e viceversa e potremo continuare ad libitum.
        E un po’ ce lo cerchiamo

          1. Per evoluzione della specie, del suo tessuto sociale, culturale. Per la sua mania di arrivare a spaccare il capello in quattro ed oltre. Di andare più in fondo possibile alle cose, pur sapendo che così facendo la vita si complica e prima di fare c’é una marea di cose da imparare. Ecco perché il processo educativo non finisce mai. Ecco perché ci sono tante, forse troppe cose da imparare e quindi le si apprendono male, in maniera confusa e intanto si continua a spaccare il capello in quattro.
            Poi ci spacca i co…i e allora, apriti cielo si fa di tutto e di più e normalmente emerge il solo lato oscuro del essere umano, ma quella é un’altra storia.

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