Delle donne, degli uomini e…parliamone una buona volta!

Approfitto dei commenti (Raccontatore e Vengoconquestamia) per dire come la penso. Prima però prendo spunto dall’accenno alle donne che si strusciano addosso agli stripper. Siamo seri, vi pare uno spettacolo decente? Si lo so, a volte ci scherzo su anch’io, si fa per ridere, sia chiaro, non ce l’ho con gli strippers, ma signore mie, perché sono nati questi “numeri”? Sempre per una presunta ricerca di parità, gli uomini vanno a vedere le spogliarelliste? E noi chi siamo? Li vogliamo anche noi! Ed eccoci a urlare, sbavando eccitate come baccanti sfrenate e a strusciarci addosso al fusto, e a palpeggiare dove capita. E’ questo che volevamo? E’ questa la parità che sognavamo? E non ho finito. Sere fa ero in pizzeria con amici. Vicino a noi una tavolata di sole donne. La più giovane avrà avuto 60 anni. Ad un certo punto sono entrati 6 uomini, età media 40/50. Devo dire che erano piuttosto attraenti. Dalla tavolata delle donne si è levato un coro di commenti piuttosto espliciti, accompagnati da inviti inequivocabili rivolti ai 6 tipi che ridacchiavano e facevano i loro commenti a bassa voce. Ad un certo punto uno di loro si è alzato per andare alla toilette. La più scalmanata si è alzata e ha detto “Vuoi che venga a darti una mano?”
Quanto detto era per aprire il discorso su questa corsa all’uguaglianza a tutti i costi, senza guardare bene che cosa si intende per uguaglianza. Perché anche a me sembra che ci sia un accanimento a voler assomigliare all’uomo in tutto e per tutto, pregi e difetti, Gli esempi che ho fatto prima sono emblematici. Innanzi tutto bisogna dire che uomo e donna non sono uguali, per fortuna. Assumere certi atteggiamenti maschili non vuol dire essere uguali agli uomini, anche perché non tutti gli uomini sono così, ci sono anche quelli che hanno un cervello e lo sanno usare. Così come ci sono le donne stupide che non hanno capito nulla. Quando mia madre era ragazza le femministe sfilavano senza reggiseno urlando “col dito col dito l’orgasmo è garantito”, mentre i maschi rispondevano “col cazzo col cazzo è tutto un altro andazzo”. Non vorrei aprire qui una discussione sulla validità dei due metodi, ma è da lì che è partito tutto. Però un conto è lottare per l’acquisizione dei propri diritti, essendo però coscienti di quello che si vuole ottenere. La condizione della donna è stata quella che sappiamo e c’è ancora molto da fare. Ma bisogna farlo in maniera intelligente. Io metto tutt’e due sullo stesso piano e le quote rosa mi irritano. Che vuol dire Quote rosa? Io devo poter esercitare una professione e fare qualsiasi lavoro perché sono in grado di farlo, non perché sono una donna. Ciascuno faccia il suo colloquio e venga scelto/a in base alla sua capacità e non perché è un uomo (e quindi io datore mi fido più di lui) o perché è una donna e devo rispettare le quote rose. Quel posto di lavoro te lo devi guadagnare, altro che quote rosa! Come se ti dessero quel posto solo perché ci sono le quote rosa, sennò se fosse per me….Ad esempio, al Ministero della Difesa abbiamo una tizia che a me ispira poca fiducia. Che bisogno c’era di trombare la Bonino? Ma non perché è una donna ma sicuramente perché ha più esperienza di questa illustre sconosciuta della quale mi sfugge persino il nome. Insomma cerchiamo di darci da fare per dimostrare che non siamo seconde a nessuno senza assumere atteggiamenti antipatici.
Devo dire ancora qualcosa sulla festa della donna? Ridicola e assurda, perché non fare anche la festa dell’uomo? Tanto ne hanno ammazzate due anche ieri, la festa gliel’hanno fatta eccome! A questo punto dovremmo iniziare ad ammazzare anche noi.
Un’ ultima cosa… avrete sicuramente notata, guardando la tv, un abitudine dei cameramen. Lo fanno tutti, di qualsiasi programma si tratti, non c’è scampo, anche se l’argomento è serio, anche se si sta riprendendo un funerale, ecco che il nostro fa una bella carrellata sul pubblico presente ed eccolo ZAC! Zoomata sulla gnocca di turno. Primo piano, profilo destro e sinistro, particolare occhi-bocca, ripresa della scollatura, se c’è, poi parte alla ricerca di un’altra bellona. E intanto magari l’intrattenitore sta parlando dell’ultima alluvione e snocciola il numero delle vittime indulgendo in particolari macabri. Ma il cameramen non si scompone e continua nella sua ricerca…
INSOMMA BASTA!!! Possibile che il l’italico seduttore debba sempre avere il sopravvento? E che dire delle pubblicità in cui si usa la donna per richiamo? Ci sono riviste di motori che nel presentare l’auto appena uscita ci sbattono sopra la squinzia possibilmente poco vestita e dall’aria ammiccante. Dicono che attira di più….
Forse è proprio per questo che a volte assumiamo i vostri atteggiamenti più antipatici…lo facciamo per scuotervi e per dirvi:
“PIANTATELA DI TRATTARCI COME OGGETTI!!!”

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

37 pensieri riguardo “Delle donne, degli uomini e…parliamone una buona volta!

  1. Ma non era lei quella che ha fatto più di un post pieno di culi delle Bellucci, ecc? Con che coraggio, poi, va a stigmatizzare le vecchie gabbione? Ah, per la cronaca, io l’8 marzo non vado a cena da nessuna parte, proprio per non vedere spettacoli orrendi. E non ho mai assistito a spogliarelli maschili o femminili. È lo spogliarello che è idiota, a prescindere da chi agita il culo.

    1. Silvà, tu non capisci nemmeno l’ironia. No comment. Fatti una domanda e datti una risposta. Ma ti dispensiamo dal comunicarcela, tientela per te.
      Lo spogliarello in se, tra l’altro, non è idiota. E’ idiota farlo in pubblico, per danaro…così come è idiota andarlo a vedere. Lo spogliarello fatto per sedurre, giocando, la propria donna… se pò fà. E viceversa.

  2. Hai partorito un ottimo argomento.
    vorrei aggiungere… il culo (tette etc )è mio e lo mostro a chi mi pare e quando mi pare e come mi pare e..SE mi va di mostrarlo.

    1. Modestamente a partorire sono brava assai… 😄😄😄 scherzi a parte c’è ne sarebbe da discutere. Sì l’hai detto, io sono mia e mi gestisco da me. Per molti uomini è difficile accettare il fatto che la loro donna possa disporre di sé stessa senza dover chiedere il permesso a loro. Abituati da secoli ad avere il dominio su di lei, appena sentono che lei sfugge non lo sopportano. A me non piace questo concetto secondo il quale l’uomo è il padrone di casa. Il mio concetto è questo: noi due siamo due persone ben distinte che collaborano per portare avanti un progetto di vita insieme. Ma camminiamo uno a fianco all’altra, non io donna qualche passo dietro di te. Non esiste. Le decisioni che coinvolgono la coppia le prendiamo insieme. Quelle personali ognuno gestisce le sue. Lo so che non ci crederai ma esistono ancora donne che, riferendosi al marito, dicono “mi piacerebbe tagliare i capelli ma mio marito non vuole… mi piacerebbe venire con voi a mangiare la pizza ma mio marito non vuole… cioè siamo alla follia pura!

      1. Lo so che esistono ancora donne così. Un paio di colleghe… Quindi neppure senza cultura. Mentalità… Non si sentono sottomesse, sono pure contente, si sentono protette. Ogni tanto mi sconvolgono

        1. Esatto! Sono contente! Io ne conosco una che ha sposato un cafone all’ennesima potenza. Mi racconta spesso delle sue vicissitudini, poi conclude dicendo:” dopotutto è il destino di noi donne, ci vuole qualcuno che ci comandi”
          Io la prenderei a schiaffi!

            1. AH AH AH AH…
              Ma sai che cosa fa questo bel soggetto? Se resta a piedi con l’ auto perché ha una gomma a terra, telefona alla moglie perché lo raggiunga e gliela cambi!

  3. In effetti il padrone di casa sono io.
    Considerando che tutte le spese le pago io, compresa la signora che viene a stirare e fare pulizie. E pure in cucina sono sempre io a darmi da fare. Voglio la festa dell’uomo, e le quote azzurre.

    1. Bravo Fedi, cos’ si fa … La tua donna è la tua regina..altroché..( poi se ti piace fare il padrone di CASA fai pure, ti è concesso..) Bacetto ..unt’arrabbià..

            1. Io una volta ho regalato a mio marito un paio di boxer molto civetta oli. Sul davanti c’era scritto “avviamento a mano”

    2. Anche qui c’è un errore di impostazione. Ho detto parità e parità dev’essere. Chi ha stabilito che devi pagare tutto tu? Forse la tua signora non percepisce un reddito? In questo caso non aggiungo nulla. In caso contrario potrei dirti come facciamo noi, ci dividiamo le spese. Ma non credere che stiamo lì a spaccare il centesimo in quattro. Io pago alcune bollette, lui ne paga altre. Chi va a fare le spese paga, a volta tocca a me a volte a lui. Per i figli facciamo a metà. A noi funziona.

  4. – Per quanto riguarda gli stripper e i culi al vento,
    mostrarsi, non mostrarsi, a chi si vuole a chi non
    si vuole e quando si vuole ….
    Perfettamente d’accordo: solo non mi si dica che
    palpare il pacco sia una forma di lotta. (e ho sentito
    molte oche starnazzare questo concetto)
    Altrimenti le donne che hanno veramente
    lottato e pagato con la vita si dovranno rivoltare
    nella tomba 😀
    La questione economica all’interno della coppia la imposterei,
    nella condivisione del reddito più che nella sua divisione …
    ma su questo sono ideologicamente di parte 😀

  5. Le palpate al pacco sono decisamente pietose, ridicole e non è certo per questo che si è lottato. Questo è uno dei casi in cui la donna, pur di assomigliare all’uomo, raccatta tutto, difetti compresi.
    Sulla questione economica mi astengo dal commentare.

  6. Un post da 10 e lode, senz’altro. Lo condivido in pieno. Purtroppo ci sono donne che credono che la parità passi per l’imitazione dell’uomo (anche nelle sue esternazioni meno riuscite). E questo è sbagliato. Le donne (sono costretto a generalizzare per farmi capire, ma non faccio dell’erba tutto un fascio) hanno tantissime peculiarità positive. Devono valorizzare ed accentuare quelle. Non è palpando il sedere ad un maschio che diventano paritarie con gli uomini.

  7. Grazie a Dio, alla natura, all’evoluzione siamo diversi. Sono contento di questa diversità, perché é questo che offre opportunità che non sono state ancora esplorate del tutto. Tentativi tanti, alcuni andati a buon fine e altri rivelatisi “buchi” infiniti. Eppure, malgrado tutto, successi o no siamo ancora a cercare ciascuno la propria via e si cerca di farle condividere, tentando di capire, di accettare l’uno e l’altro mondo. Una lotta infinita perché nel frattempo ciascuno dei sessi si é costruito la propria “cultura”, alimentata dal proprio orgoglio e dalla propria superbia. Anzi, di e e con questi due sentimenti si alimenta la “lotta continua” e si cerca di non reprimerli, ma di attenuarne gli effetti con piccoli e grandi “escamotage”. Ci veniamo incontro e in aiuto con la “cultura”, ma é una lotta impari, dati gli egoismi messi in campo, perché nessuno dei due vuole recedere.
    Eppure … Eppure un giorno o l’altro questi divari, queste due vite che corrono in parallelo, si avvicineranno, tanto da potersi sovrapporsi l’uno all’altro e allora bisognerà ritornare ad inventarsi una nuovo modo di vivere insieme e quella sarà una vera e grande sfida, forse l’unica vera sfida che il genere umano a paura di affrontare.

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