Bologna vs Firenze: a ciascuno il suo Nettuno

300px-Fountain_of_NeptuneQuesto articolo mi è stato ispirato dalla Titti. Ho molto apprezzato il suo post su Firenze, per l’esattezza un punto particolare di Firenze, le Cascine. Adoro Firenze, città che con Bologna ha una certa affinità, una sorta di gemellaggio. Dove? Nella statua del Nettuno! Quella di Firenze sta in Piazza della Signoria. Nel 1559 Cosimo I de’ Medici decise di creare la prima fontana pubblica di Firenze e bandì un concorso al quale parteciparono i più grandi scultori dell’epoca tra cui Benvenuto Cellini, il Giambologna e Bartolomeo Ammannati, il quale fu scelto per il suo Nettuno.L’apparato scultoreo fu eseguito tra il 1560 e il 1565, mentre la vasca venne completata nel 1575. Questa statua fu costruita in candido marmo di Carrara, per questo viene chiamata Biancone.nettunobologna

Ma anche Bologna, come ho detto, ha il suo Nettuno, anche questo sta sopra una fontana, anche questo sta in una piazza, Piazza Maggiore, la più importante di Bologna, quella a cui Lucio Dalla ha dedicato una canzone, Piazza Grande. Ma torniamo al Nettuno, il nostro.
Una mattina il cardinale legato di Bologna Carlo Borromeo si alzò con un’idea in testa: risistemare l’area di Piazza Maggiore.
L’opera fu progettata dall’architetto e pittore palermitano Tommaso Laureti nel 1563; per costruire la statua si chiamò lo scultore fiammingo manierista Jean de Boulogne di Douai in Fiandra, detto il Giambologna, sì, proprio quello che aveva partecipato al concorso per il Nettuno di Firenze e dal quale era stato scartato. Desideroso di rifarsi, venne a Bologna. Era stato scelto come scultore e avrebbe dovuto collaborare col fonditore Zanobio Portigiani della fabbriceria di San Petronio, ma i due litigarono e così fuse da solo il bronzo per la statua in una stanza al piano terra nell’attuale piazza Galvani, dove una lapide ancor oggi ricorda l’impresa.
Il monumento sorge nella piazza aperta nel 1564, per la costruzione della fontana (terminata nel 1565) fu abbattuto un intero isolato e la spesa fu ripartita tra le case e le botteghe adiacenti. La statua del dio Nettuno venne collocata esattamente nel punto di intersezione tra il cardo e il decumano, le antiche vie di età romana, che determinavano il centro dell’area urbana.

« Non deve lasciarsi di descrivere la bellissima Fonte, che è nella Piazza suddetta composta nel mezzo di una gran Vasca di Marmo di bellissima Architettura, situata sopra tre Gradini pure di Marmo, che la circondano, nel mezzo della qual Vasca vi è la gran Statua di un Gigante, o sia Nettuno alto piedi 11. con il Tridente in mano, con quattro Ninfe, ò Sirene negli Angoli del Piedistallo sotto il Gigante suddetto, vi sono quattro Puttini, che tengano in mano quattro Dolfini , e nel mezzo di questi quattro Volti, che rappresentano i quattro Venti, il tutto fatto di Metallo, ò Bronzo, e fuori della detta Vasca nelli quattro Angoli pure al piano della Piazza, vi sono quattro Vaschette di Marmo con mascheroni pure di Metallo, la qual verissima Fonte fu fabbricata , e composta nell’Anno 1563. del famoso Architetto, e Scultore Tommaso Laureti, e l’Artefice fu Antonio Luppi Tagliapietre…
(Antica fondazione della città di Bologna, 1738)

QUALCHE CURIOSITA’…PICCANTE

Ai turisti in cerca di curiosità, i Bolognesi amano spesso indicare una particolare vista della fontana. Forse non tutti sanno che il Giambologna voleva realizzare il Nettuno con i genitali più grandi ma la Chiesa glielo proibì. Lo scultore però non si arrese, infatti disegnò la statua in maniera tale che da una particolare angolazione il pollice della mano sinistra tesa del Nettuno sembra spuntare direttamente dal basso ventre, facendogli suggerire il pisello dritto; a prova dello stesso, viene mostrata ai turisti, una pietra pavimentale nera, detta anche “della vergogna” posta in un punto ben preciso in Piazza del Nettuno che ne agevola la visione.
All’epoca le donne di Bologna alla vista del nudo monumento del Nettuno si turbavano, tanto che vi furono varie proposte per ovviare all’inconveniente, tra le quali rivestirela statua e le sirene o ninfe di contorno che poste ai quattro angoli spruzzano acqua dalle mammelle. Fortunatamente non se ne fece nulla. Anche se nel corso degli anni non sono mancati buontemponi che di notte mettevano le mutande al Nettuno.Tutta la fontana ha comunque una forte valenza erotica.
La leggenda narra che prima di un importante esame lo studente che voglia avere la fortuna dalla sua parte debba girare due volte in senso antiorario attorno alla fontana, così come due volte il Giambologna girò attorno al piedistallo riflettendo sul progetto di realizzazione del Nettuno, dando così inizio alla sua fortuna e al suo riscatto dalla “sconfitta fiorentina”.

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15 pensieri riguardo “Bologna vs Firenze: a ciascuno il suo Nettuno

  1. Nota:
    le due foto erano della stessa dimensione. Il Nettuno di Bologna è stato volutamente ridimensionato da WP per una semplice questione di impaginazione. Ma non dovete crucciarvi per questo… a dispetto del Giambologna, le dimensioni dell’apparato genitale della statua non sono poi così mostruose… insomma non avete perso niente.

    1. Nota 2:
      A proposito, mi sono sempre chiesta come mai gli scultori di statue maschili abbondassero in muscoli e bicipiti, deltoidi possenti e natiche scolpite, per poi riservare al “pacco” scarsa attenzione scolpendo due palline striminzite e un sacchettino pendulo come un profilattico usato di appena 3/4 cm. Quando andai a vedere i Bronzi di Riace mi aspettavo due pezzi di marcantonio ben forniti…se ne parlava tanto bene nell’ambiente. Beh fustacchioni lo erano ma davanti….due neonati erano più accessoriati! Ma questi scultori avevano forse poco materiale a disposizione?

  2. devo e desidero confrontare il culo del nostro Nettuno con quello bolognese, perchè il culo del nostro Nettuno non ha paragoni.
    Riguardo al pene, vogliamo andare al piazzale Michelangelo e vedere valutando quello del Davide… son seria…

  3. Nettuno, ti giuro nettuno, nemmeno il destino ci può separare ( e vediamo se indovini senza googolare quale canzone ho “parodiato”)

    E se vi serve un esperto in culi (intesi come coppie ……di natiche) ho un master

    1. Fedy, tu mi offendi! C’ho tutta la collezione della Mina, io! Però ho trovato questa versione dove gareggia con una tipa che risponde al nome di Wilma de Angelis. Ma non era una che cucinava in tv? Boh….. Vado con la Mina

  4. Oh Tittina, ma tu l’hai guardato bene il nostro Nettuno? Muscoli al punto giusto, né mollicci né troppo gonfiati…e le gambe! 😍😍due fusi dritti e slanciati e che stacco di cosce!
    Insomma è fichissimo! 3 metri e 20 cm. di erotismo bronzeo!

  5. Ebbrava Susetta. Quella della De Angelis é l’edizione originale. Nel senso che é stata la Wilma nazionale a cantarla per prima.

    Uomini nudi scolpiti e i loro virili attributi? Non dico ” res nullius”, ma quasi. 😛
    Facendo i seri, però corre obbligo pensare che le statue in questione erano e sono sotto gli occhi di tutti, quindi lo sculture non poteva certo attardarsi a proporzionare anche “lì”.
    Era l’insieme che doveva colpire e affascinare e poi data l’epoca storica e la cultura imperante, l’antica arte erotica (Statuette di satiri, di Priapi birichini e quant’altro) era molto, ma molto in declino, se non inesistente.
    Non c’era ancora You Porn e quindi la fantasia doveva galoppare.

    1. Maestro, ma io scherzavo! Era tanto per parlare. Le dirò una cosa, al Museo di Reggio Calabria, oltre ai Bronzi, è esposta una scultura bellissima, la testa del filosofo di Porticello. Ebbene io sono rimasta a guardare incantata quella testa, tanto era intensa l’espressione di quel volto. Mentre ai Bronzi ho rivolto scarsa attenzione.

      1. @ S 11 = Infatti. E’ bello fare il didascalico sapendo che prima o poi qualcuno ci cade dentro.
        Pensa … Sono stato al Louvres e di statue di nudi ce ne sono a mille. Donne, uomini di ogni età e postura. Sono più interessanti le espressioni e come l’artista é riuscito a coglierle per trasmetterci un’emozione.
        Il resto anatomico son solo … frattaglie.
        Non che la trippa sia da disdegnare, ma son sempre frattaglie.
        🙂

        1. Io ricordo quando al Prado di Madrid gli uomini della compagnia smaniavano per vedere la Maya Desnuda. Rimasero poi delusi. Non trasmetteva loro niente di erotico. Come dici tu è importante cogliere le espressioni per trasmettere un’emozione.

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