Baby prostitute e psicoperacottari…

angolo del pensiero sparso

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1955, esce “Lolita”, da allora a oggi non si contano film e libri che narrano rapporti tra uomini maturi e giovincelle intonse. 1991/1995, sulla rete di Stato va in onda l’opera omnia di Gianni Boncompagni: “non è la Rai”, un format “geniale”, 200 ragazzine adolescenti che starnazzano e sculettano davanti alle telecamere con minigonne inguinali, trucco e pose da femmine consumate, NESSUNO si scandalizza, tutt’altro, si parla di “consapevolezza dei tempi moderni”. L’apoteosi del becerume lo si raggiunge ai casting, frotte di mamme disposte a TUTTO pur di far scritturare le figliolette, resse e risse davanti agli studi sono all’ordine del giorno. 2003, Fazi Editore pubblica “cento colpi di spazzola prima di andare a dormire”, un libercolo/diario biografico che narra le performance sessuali (anche estreme) di una ragazzina. Viene montato ad arte un caso letterario, nonostante sia ancora minorenne l’autrice (Melissa Panarello) impazza su tutte le reti televisive, i talk…

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

46 pensieri riguardo “Baby prostitute e psicoperacottari…

  1. Il post mi è piaciuto, e condivido praticamente tutto. A noi (la mia generazione è la prima che ha “sopportato” questo cambiamento) c’hanno rovinato gli psicologi (ahahaha… è una battuta, ma mica tanto… scusami la generalizzazione). La cultura, i libri -sbagliati- letti. Ci siamo quindi sforzati (e le generazioni successive ancora maggiormente) di seguire quei consigli alla lettera… a fare gli amici. Col cacchio. Ognuno deve fare il suo mestiere (come dico sempre): il padre deve fare il padre, la madre… la madre, il figlio.. il figlio (pensiero di Pazzagliana memoria), ossia cercare di fregare i genitori. E’ così che si matura. Nella dialettica contrapposizione. Nel subire le imposizioni e le regole dettateci a viva forza, talvolta. Cercando di ribellarsi, a volte, ma dopo averle conosciute e messe in pratica, sia pur costretti… cosa che comunque ci permetterà di conoscerle.
    I nostri figli son viziati. Appena desiderano una cosa, la ottengono. I soldi non gli basteranno mai. E se continueremo a proteggerli, magari andando contro il prof che li ha sgridati per un cattivo comportamento, non faremo altro che insegnar loro che le regole non vanno rispettate, e che il rispetto per gli altri e per le regole stesse non conta nulla.

    1. P.s.: eppure fare il genitore è così semplice… basta seguire l’istinto. Lui ci dice esattamente come fare. E se un figlio sbaglia, uno scappellotto gli farà bene. Una punizione anche.

      1. Non lo è per tutti. E purtroppo sono sempre di più quei genitori che non sanno o che non hanno la forza necessaria per cercare di fare del loro meglio. Con i risultati che vediamo. Quando ero bimba io c’ era una frase che, ho un certo senso, riassumeva la logica imperante di quel periodo ed era questa:
        “è giusto che i miei figli debbano avere tutto quello che io ho desiderato ma che non ho potuto avere”
        Quella frase è stata l’ origine di tutti i guai.

        1. Può essere. Questo, unito al fatto che abbiamo attraversato un periodo di grande benessere… che ci ha permesso davvero di dar loro tutto, ha combinato il guaio. Qualcosa che non mi convince, però, c’è. Io stesso credo di avere avuto praticamente tutto. Però insieme a quello ho avuto un’educazione (non ho detto “buona”, eh? ahahah). Eppure…

          1. Sì, nonostante questo ai figli si insegnava anche l’educazione, il rispetto, le regole di base per affrontare la vita nel modo giusto. Adesso non hanno una base, il senso del dovere, di responsabilità non sanno neppure che sia. Sono allo sbando.

    2. Sono d’ accordo su tutto, impossibile non esserlo. Se mi dilungassi non farei che ripetere cose già dette e che sono sotto gli occhi di tutti.
      Passerò sopra alla tua frase infelice sugli psicoterapeuti. La prossima volta però non avrai scampo, ti infliggerò una punizione esemplare. Mi implorerai di smettere.

            1. Ho evitato volutamente lo “stimolo”… Con te non si sa mai dove si va a finire… Figurati, la Caselli non mi piace nemmeno.

  2. Ho già espresso un’opinione in un post simile, su “i discutibili”. Ribadisco che tutto questo è diretta conseguenza dei modelli sociali proposti, e delle scorciatoie come metodo di vita. in più aggiungiamo la pruderie del pubblico, che quando si tratta di sesso (anche e soprattutto di giovani “lolite”) si infervora, e per parte maschile con la morbosa curiosità figlia di un non tanto nascosto desiderio di essere a sua volta partecipe di questi incontri “proibiti”. Io ho sempre preferito le mie coetanee, per cui mi ritengo indenne.
    Dicevo, in primis la società tutta, a partire dai nostri politici (non solo il Silvio, ma tutti quelli “scoperti” a fare feste e festini a base di sesso con giovanissime e meno), i modelli televisivi (veline e scosciate varie, tutte ovviamente giovanissime e tutte – altrettanto ovviamente – dotate più di culo che di cervello o di una qualsiasi abilità), le pubblicità tutte sessualmente ammiccanti a prescindere dal prodotto venduto – manca solo la donna nuda stesa su una bara, ma forse c’è e me la sono persa – (a NYC, Parigi e Londra non ho visto pubblicità con donne nude, però negli USA conciano le bimbe di 7/8 anni come prostitute per i concorsi di “bellezza”), dicevo in primis la società propone l’aprire le cosce come modello di apertura al successo. La famiglia dovrebbe educare i figli e le figlie; i primi a rispettare le donne e a non considerarle solo come oggetto sessuale da usare magari anche in branco, e le seconde a non accogliere l’invito “a darla” come soluzione di qualsiasi necessità desiderio. Ma è molto più facile delegare questo compito alla tv e agli amici, con i risultati che tutti vediamo. Checché se ne possa disquisire l’uomo non è fatto per l’anarchia, necessita di un’autorità che lo diriga e gli insegni i corretti modelli di comportamento e di rispetto almeno delle macro-regole, se questa autorità manca, o è delegata a “falsi maestri” non possiamo certo aspettarci buoni risultati.
    E a chi si domanda come sia possibile che le ragazzine si vendano per una ricarica, o che i “fidanzati” di Novi Ligure abbiano massacrato la di lei famiglia, consiglio di interrogarsi su quanto a loro volta fanno il “mestiere” di genitore correttamente con i propri figli.

  3. Fedifrago,
    commento condivisibile in toto,
    il plot del post pone una domanda pratica, reale, che ci fa una ragazzina di 14 anni vestita come una zoccola in giro di notte? quale è il modello di riferimento? Tv e media continueranno sempre a proporre modelli negativi, Anche Brigitte Bardot proponeva la “troia” liberata, il fatto è che le ragazzine di allora non si azzardavano ad imitarla.
    Manca autorità genitoriale, AUTORITA’, più ancora che autorevolezza, la sessuologa che cito ha anche detto che a quella età i ragazzi debbano avere una giusta dose di “timore”.

    Non ho letto il post su discutibili ma non credo ci si possa scostare molto, l’AUTORITA’ non ha efficacia se imposta da genitori con la coscienza sporca, una madre sgamata a fare la maiala in chat non ha più nessun potere, un padre pizzicato a limonare in macchina con un’altra donna oppure a masturbarsi davanti al monitor, non ha più nessun potere. Un genitore che piazza i figli davanti a internet per farsi i cazzi propri, non ha più nessun potere, un genitore che interrompe una cazziata per rispondere agli sms di chissà chi… non ha più nessun potere. In tutto questo la società ha responsabilità relative, marginali, arginabili.

    Assolvo in toto le veline, mai coinvolte in scandali durante il loro operato, Ricci è inflessibile su questo, condanno con la massima fermezza “non è la Rai”, un programma che ha dato la stura alla “fabbrica dei sogni” e al zoccolamento minorile vissuto come conquista educativa. Mia figlia all’epoca aveva proprio 14/15 anni, non andava certo in giro vestita come ambra angiolini & C. e nemmeno usciva di casa dopo le 19. In cima alla priorità c’era lo studio e basta.

    TADS

    1. Il fatto che non siano state coinvolte in scandali non le assolve dal fatto di avere un grosso impatto sulle bambine. E di essere comunque un modello negativo.

        1. Quando ero piccola anch’io mi agitavo come un’ossessa davanti allo specchio per cercare di imitare le ballerine che vedevo in tv. Però quelle si sudavano la pagnotta, avevano sulle spalle una preparazione e si sudavano ore e ore di prove tutti i giorni. Due mie amiche si iscrissero a danza a 6 anni e non le ho viste più. Le bambine che sognano di diventare veline più che alla danza pensano al genere di vita che fanno, sono attratte dal fatto che poi incontrano i giocatori, gli attori ecc. Non mi sembra un messaggio positivo questo.

          1. ti parrà strano ma in questo casino tv le veline sono l’unico modello “pulito”, ragazze comuni bellocce che hanno il loro momento di gloria e forse un futuro.

            C’è un aspetto che molti ignorano, le veline, per contratto, non possono svaccare, qualora si rendessero protagoniste di fatti ambigui, zoccolamenti. ubriacature, droga, ecc. ecc. Verrebbero allontanate subito dalla trasmissione, Tra l’altro non approdano a striscia passando per vari letti e nel loro periodo di lavoro frequentano corsi di danza, recitazione, ballo e via andando. Fidanzarsi con un calciatore è sempre meglio che farlo con un tipo come Morgan et similia. Sinceramente non mi pare un modello negativo, sempre rimanendo in ambiti “sogni di gloria”. Non credi?

  4. Ho, insieme a mia moglie, generato una figlia femmina. Alla quale ho tentato di pormi come padre e non come amico o pseudo tale. Ora ne osservo i risultati, insieme a mia moglie, che naturalmente ha fatto la madre e non l’amica o la complice se non in quei momenti che nascono inevitabili nel rapporto madre-figlia. Quelli però che servono per crescere, insieme come famiglia.
    So di non essere stato autoritario, ma autorevole nel limite del possibile, so che quando é stato il momento lo scapaccione é pure partito (Un po’ mi brucia, ma pazienza) So che sono volate parole grosse, ma ho messo la faccia e non l’ho cambiata in corso d’opera. Quindi se ogni tanto mi da il tormento, o almeno io lo leggo così, é perché mi vuole bene. Vuol bene a sua madre. Vuol bene alla famiglia che abbiamo formato.
    E di questo sono contento.

    1. l’autorità di cui parlo non è certo quella modello ufficiale nazista, autorità nella accezione gerarchica del termine, meglio conosciuta come “capo famiglia”, questo ci tengo a chiarirlo per non essere frainteso

      tu sei sicuramente un ottimo padre, come tanti, purtroppo non tutti lo sono, e nemmeno la madri. Continuare a incolpare mass media, società, modelli e via andando… significa aggrapparsi a un puerile alibi per sottrarsi alle proprie responsabilità e alla propria incapacità di crescere ed educare figli

      1. @ TADS = Che non intendessi una sorta di feldmaresciallo come esempio di autorità, mi é parso ben chiaro. Che in ogni famiglia ci sia una sorta di capo, di guida che pungoli, spinga suggerisca é altrettanto chiaro.
        Concordo con te sulla poca presenza della famiglia nella vita odierna. Sembra quasi che questo nucleo sia invece non una forma unica, piuttosto un composto di varie identità, anzi di unicità, che viaggiano ciascuna verso propri orizzonti, disdegnando gli altri e senza quello scopo comune, quella progettualità, che invece dovrebbe avere.
        Già “in nuce” manca la progettualità famigliare, nel senso che ci si sposa, si convive, ci si unisce in qualche modo e lì si rimane. Il futuro non é la visione di due o più persone, bensì una serie di visioni anche divergenti che rimangono insieme, non si sa come e perché.
        Gli ultimi fatti di cronaca sono il segno evidente e ne danno il senso.
        Famiglia frantumata, dove c’é stato il ribaltamento, anzi la negazione dei valori etico morali su cui si basa una famiglia. Ciò che mi ha reso e mi rende furioso nel leggere l’arida cronaca, che gli adulti ne abbiano tratto un vantaggio tutti quanti. Chi ha appagato un istinto bestiale e chi di questi appetiti ne ha tratto un consistente guadagno .
        Paradossalmente anche chi ha venduto il proprio corpo, ne ha sì tratto beneficio, invero effimero e moralmente infimo, ma si é giocata una fetta di vita che con estrema difficoltà potrà essere recuperata. Sempre che esista la volontà di farlo, quel recupero.
        E’ l’era della deresponsabilizzazione e gli effetti, tragici, li vediamo ogni giorno e a tutti i livelli. Forse a troppi

            1. mi sembra quasi di essere in un salotto di quelli per artisti un pò folli, un pò “così” insomma… Non quello di Marta Marzotto!

        1. La compattezza e la comunione d’intenti dei genitori è essenziale. Senz’altro. Le eventuali dialettiche interne alla coppia vanno risolte all’interno della coppia. All’esterno deve uscire la via definitiva da intraprendere. Bisogna dare certezze. Non tanto inseguendo ottusamente la linea intrapresa, a tutti i costi, ma pensando prima di intraprenderne una, cercando di evitare gli sbagli.

          1. le dialettiche interne alla coppia???
            ecco… magari cominciamo proprio a spiegare a certe coppie cosa sono,
            poi parliamo di percorsi e infine… eventualmente… come compierli

          2. @Tads: indipendentemente da cosa siano le coppie, e dai loro percorsi… è essenziale come compierli. Mi spiego meglio: ci sono delle volte in cui mia moglie da alle mie figlie da indirizzi da me non condivisi. Ci sta. Questo non deve modificare il modo di porsi compattamente dei genitori. Quindi, in quei casi, io taccio. Poi prendo in disparte mia moglie, le spiego il mio punto di vista e prendiamo gli opportuni accorgimenti per variare l’indirizzo (mediandolo, se non concordiamo). Ecco cosa intendevo: all’esterno, deve fuoriuscire una linea comune. La contrapposizione, se c’è… tra i genitori deve rimanere all’interno della coppia. I figli hanno bisogno di certezze. Bada… può essere una certezza anche prospettare due o più possibili indirizzi diversi…se è il caso. Ma condivisi da entrambi.

            1. Brumbru,
              ti ringrazio ma io su questo fronte ho già dato,
              ho tre figli adulti, indipendenti e che hanno anche maturato esperienze professionali all’estero (lo dico perché se non si hanno figli cresciuti con determinati valori base, saperli lontano è un calvario), quindi credo di aver fatto , ovviamente con la mia ex moglie, un buon “lavoro” e di essere stato un cicinin fortunato (mettiamocela sempre questa componente), vista l’assenza di problemi seri.

              credo che in ogni casa ci sia una forma di educazione personalizzata, l’importante è che ci sia, è questo che intendevo, può anche essere diversa da quella che tu affermi, ad esempio la tecnica della “madre filtro” ha funzionato per generazioni.

              ripeto, l’importante è che ci sia una linea formativa/educativa e, soprattutto, l’istinto di essere genitore, cosa che spesso latita.

              TADS

  5. Cara Suzieq11, i genitori contano sempre meno, e se provano a dare un ceffone ai figli finiscono denunciati (evitare di comportarsi da italiani retrogradi e incivili soprattutto in Scandinavia!). Su quanto contino i professori poi, meglio non parlarne! Conta molto l’esempio, in casa e fuori, e il proporre modelli alternativi e validi. Sappiamo tutti però che non c’è paragone tra la vita di integerrimi e poveri genitori e quella di personaggi immorali e ricchissimi. Per quale motivo le ragazzine dovrebbero scegliere la virtù e la conseguente probabile miseria a una vita piacevole e ben dotata di quattrini? Non essendovi remore di natura morale, né più il senso del pudore o del peccato, per quale motivo una ragazzina non dovrebbe vendersi? L’adolescente è attraente e ricercata e tanti uomini ci farebbero varie porcate, se non fossero trattenuti dai divieti della legge. Quando avrà un po’ d’esperienza sulle spalle, potrà sempre farsi scrivere un libro da un ghost writer e diventare una scrittrice di successo. Se io scrivo un libro, me lo compra solo mia zia, se lo scrive (o se lo fa scrivere) una baby squillo, lo comprano milioni di adulti con la bava alla bocca. Non c’è proprio gara. D’altra parte, l’attrazione per ragazzine e ragazzini non è un portato dei tempi moderni. In epoca classica, avere un puer (cioè fare sesso con un ragazzino) era proprio della migliore società romana, e nella Grecia classica e negli stati ellenistici l’uso aveva un’enorme diffusione. Nel medioevo e oltre tanti vecchi ricchi sposavano ragazzine giovanissime. Dovunque, nel rapporto mastro discepolo, era contemplato, come elemento costitutivo, anche il possesso fisico. Se poi, per parlare sempre di maschi, prima i ragazzini si lasciavano accarezzare gratis dai preti in qualche oratorio o sagrestia, adesso perché non dovrebbero farlo a pagamento con maschi gay di giìusti pasoliniani o approfittare della nuova moda che consente di fare un bel po’ di soldi cedendo alle lusinghe delle donne cougars o pantera che dir si voglia?

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