Ma dico io. . . . .

. . . . . perché non metto mai qualcosa di Lucio Battisti? Che a me piace tanto, ma proprio tanto? E quale? E’ un bel problema, sono tutte belle, come si fa a scegliere? Vorrà dire che lascerò fare al caso…Chiudo gli occhi e punto il dito…Eccola!

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

21 pensieri riguardo “Ma dico io. . . . .

    1. Abbiamo avuto e abbiamo tanti ottimi cantautori, ma come Battisti….
      Che poi diciamo la cose come stanno, a Battisti la musica, a Mogol le parole!

      1. Vero. Quando si separò da Mogol le canzoni non furono più quelle di prima. Il testo sembrava conficcato a viva forza. Mogol lo faceva sgorgare naturalmente dalla melodia.

  1. Mi veniva in mente il confronto con la canzone precedente, quella dei Giganti. Quest’ultima sembra di secoli addietro, quella di Battisti (in special modo altre, più che questa) è ancora attuale. Non m isembra ci sia altro da dire.

    1. Aggiungo solo che ho avuto la stessa sensazione anch’io. Quella dei Giganti l’ho sentita poche volte e mi pareva preistoria; Battisti invece è sempre attuale, una musicalità che va oltre il tempo.

  2. Lucio è Lucio. Sta all’Italia quanto i Beatles stanno all’Inghilterra. Non per niente sudiò le diverse melodie proprio da quella terra, quando iniziò a fare sfracelli. Prima c’erano Claudio Villa e i suoi emuli. Possono venire anche nuovi talenti, ma si dovran accontentare della parte più bassa del podio (e sarebbe già un risultato miracoloso).

    1. In casa mia ho ascoltato di tutto ed anche in casa da mia nonna, la musica è una tradizione nella nostra famiglia. Ricordo ancora certi 78 giri di mio nonno ed il suo giradischi vecchio col trombone che purtroppo non so dove sia andato a finire. Ci sono artisti immortali, non hanno tempo, facciamo dei nomi? Edith Piaf, Jacques Brel, Sinatra e tannti altri che hanno fatto la storia….

      1. Di nomi di cantanti e di titoli di canzoni potremmo scriverne a bizzeffe.
        Come dicevo quando entrano a far parte della compagnia degli evergreen, diventano immagini stabili del e nel nostro orecchio collettivo

          1. Già ed é scontato dire che i migliori se ne vanno troppo presto.
            Alcuni arrivano non solo troppo presto, ma non se ne vogliono proprio andare e di norma non sono un bel sentire.
            Non cito per non offendere i troppi, che poi ci rimangono male.

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