Impressioni di Silvio

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” dov’ è che ho sbagliato? “

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

16 pensieri riguardo “Impressioni di Silvio

    1. Nooo, guardalo bene, è molto sciupato in viso, la pelle gli cade, lo sguardo è più velato, inespressivo, probabilmente la catarratta incombe. Calderoli lo trovo più simile ad un maiale….

    1. Nooo, subito dopo il lifting. Difatti questi sono i risultati che si ottengono lavorando su di una pelle che ormai non tiene più perché troppo sfibrata, troppo liftata.

  1. Gli errori di solito nascono dall’impreparazione storico-politica. Bisognerebbe studiare (tanto) prima di far politica. Invece da noi i politici sono quasi tutti improvvvisati (e ignoranti). In poche parole, il nostro ha sbagliato a proporre il modello del sogno americano, il liberismo espansionista, in un mondo che stava per affrontare la globalizzazione, lo sviluppo del Terzo mondo e la crisi, la più terribile crisi del capitalismo dopo quella del ’29. Lo stesso errore di prospettiva storica fu quello in cui cadde Mussolini, quando pensava a un modello di espansionismo imperialistico e coloniale, quando il colonialismo stava per crollare e l’economia già iniziava a diventare schiava della finanza. Allora il modello svizzero avrebbe dovuto prevalere su quello nazionalista europeo. Avvenne il contrario e fu tragedia. Oggi non si può più puntare sull’espansione, ma sulla riorganizzazione dell’esistente. Purtroppo bisogna saper giocare in difesa, cosa che l’Italia ha sempre saputo fare molto bene solo nel calcio. Quanto alla vita privata e all’immagine, meglio stendere un velo pietoso: penso che perfino lui se ne sia reso conto.

    1. Trovo giusto quello che dici, anche se penso che il “nostro”, come lo chiami tu, abbia pensato soprattutto a farsi i proprio interessi. Non credo che avesse a cuore l’Italia al punto di proporre un modello. Quelle che ha proposto lui sono sempre state leggi che facevano comodo a lui, ad personam, appunto.
      Veramente tu pensi che si sia reso conto di aver esagerato? Sarà, io stento a crederci.
      Comunque non si sa mai.

      1. Nel valutare un uomo politico, suzieq, non dobbiamo lasciarci condizionare dagli slogan semplificativi lanciati dalla propaganda dei nemici economici e politici. E’ ovvio che la convenienza economica sia uno dei criteri che abbiano spinto Berlusconi, che in fondo era un imprenditore, ma sappiamo che la sua discesa in politica fu determinata da scelte precise degli industriali e che lui si prestò a questa operazione con l’appoggio di Chiesa e Massoneria, le stesse forze che l’hanno da qualche tempo scaricato per i suoi comportamenti privati indifendibili. I suoi nemici storici sono d’altra parte personaggi a loro volta assai discutibili. Un’immagine simile a quella dell’Italia degli ultimi vent’anni era presentata dalla Roma imperiale. Anche di quel periodo abbiamo fonti (come l’Historia Augusta) che rappresentano gli interessi delle classi dominanti (il Senato) e attaccano aspramente gli imperatori che al Senato si opponevano. Per questo motivo l’immagine che ci è stata tramandata degli imperatori come Nerone è quella di un folle sanguinario. Gli storici oggi sanno che si tratta di un’immagine semplificata ed elaborata esclusivamente dai suoi nemici.
        L’avvento del Berlusca avviene in un periodo in cui tutti, sindacati compresi, accettavano il modello aziendale, da estendere a imprese e persino amministrazioni pubbliche. E’ stato uno dei motivi della mia uscita dalla CGIL. Si sono volute creare figure manageriali strapagate, a cui addossare in toto meriti e responsabilità. Si è privilegiato un modello verticistico, fondamentalmente antidemocratico, che puntava sulla presunta qualità e sull’abilità dei capi, sul carisma anziché sulla preparazione culturale. I risultati di queste sciagurate scelte politiche sono sotto gli occhi di tutti. I dirigenti di aziende e uffici pubblici (questi ultimi scelti attraverso concorsi) si sono dimostrati una vera peste per le strutture cui sono stati preposti. In realtà era il modello ad essere sbagliato e fuori tempo. Mi auguro che la mania del carisma e dell’uomo del destino sia passata, ma purtroppo spesso gli uomini amano ragionare come branco e non come uomini liberi e pensanti (sempre meglio trovare qualcuno che pensi per noi, che ci eviti la fatica di pensare).

        1. @Guido Mura
          Il tuo ragionamento non fa una grinza, peccato che Berlusconi mi sia antipatico a prescindere, non importa il partito. E mi trovi d’accordo quando dici che abbiamo bisogno di un capo-branco, noi dobbiamo sempre delegare qualcuno che faccia al posto nostro.

          1. Che ti fosse un filino antipatico, ne avevo il presentimento 😀 Comunque, per tua consolazione, posso assicurarti che nel mondo della storia di personaggi simpatici ce ne sono davvero pochi. Erano tutti condottieri (cioè assassini di massa), ladri, imbroglioni, avvelenatori, corrotti. Poi troviamo anche Gesù o San Francesco e pochi altri; ma forse erano un po’ matti. Uno (si dice) anche non del tutto umano, bah!

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