La GNoCCa eD aLTRi aPPRoFoNDiMeNTi

Piccola guida attraverso le insidie della semantica lessical-ginecologica della bassa padana.

(Siete pregati di non far leggere ai bambini, in quanto potrebbero spiegarvelo loro assai meglio di me,)

Ci sono parole, espressioni che appartengono al dialetto di ciascuno di noi,  generalmente volgari, che col passare del tempo hanno assunto un significato diverso da quello d’origine. Il perchè non è sempre dato saperlo. Si tratta di espressioni che hanno attinenza col sesso e proprio per questo sono di solito quelle più pittoresche, quelle che da bambini non vediamo l’ora di imparare, perchè ci fanno sentire più grandi, pronunciandole con i nostri compagni, ci fanno sentire già più scafati, più svegli. Naturalmente ogni epoca ha la sua parola-chiave per entrare ufficialmente nel mondo dei più grandi, una specie di password che cambia a seconda del periodo storico. Nel corso degli anni infatti molte cose sono cambiate, se facciamo un passo indietro possiamo notare che i nostri nonni non parlavano mai  di sesso in presenza dei piccoli, era tabù.  Ma loro  non erano mica stupidi e “sapevano”….Per cui il massimo della libidine era riuscire a venire in possesso di quelle tre o quattro paroline che i ragazzini più grandi pronunciavano con evidente orgoglio  dandosi arie da uomini vissuti.. Mia madre ricorda che  un giorno, di ritorno da scuola, alla domanda “che cosa hai imparato oggi”, rispose tutta felice “culo merda culo merda culo merda”. Si prese due schiaffi e si chiuse la bocca per sempre. Io invece sciorinai davanti a mia madre una sfilza di ” figa cazzo uccello minkia soccmel ecc….” Altri tempi, anch’io mi beccai una punizione esemplare che però non servì a nulla, perchè continuai a dire le parolacce. Mio figlio Luca invece è stato più originale, Frequentava la prima elementare quando un giorno disse ad un suo compagno di scuola “lo sai che la tua mamma è una gran gnocca?” Avrei dovuto punirlo? Non ne vedevo il motivo, la signora in questione era effettivamente un pezzo di sgnacchera. Stavo riflettendo quando Luca mi chiese: “perchè si dice gnocca?” Già, perchè si dice gnocca? Che cos’è la gnocca nel nostro dialetto e perchè questo termine è passato in breve tempo a sostituire  il più collaudato “figa”? Piccola ricerca su Google. Leggiamo: “

Da Wikizionario

Lo gnocco fritto, denominazione tipica nelle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, è un prodotto alimentare italiano tipico dell’Emilia, il cui nome varia da un’area all’altra.

Open book 01.png Aggettivo, 1.femminile di gnocco, molto attraente gnocca f sing (pl: gnocche) 1.(eufemismo) (volgare) VAGINA 2.(senso figurato) stupenda

Bene, qui dissento: Gnocca sta dunque ad indicare l’apparato genitale femminile, di conseguenza  la donna, la ragazza, Non significa affatto “stupenda” ma semplicemente la femmina in generale….  Saranno gli aggettivi, aiutati dalla mimica facciale a darle il significato giusto. Ed ecco dunque che avremo una gran bella gnocca, un cesso di gnocca, una gnocca fredda (dicesi di ragazza che se la tira), gnocca buffa (ragazza non proprio bella ma simpatica), gnocca da dormitorio (tipo noioso), gnocca problematica (tipo intellettual-radical-e tutti gli -al che vi vengono in mente). Poi c’è la gnocca stronza che è meglio lasciar perdere, la gnocca abarth (carrozzata come si deve).E mi fermo qui anche se la lista è lunga. La ragazza megagalattica però si chiama e si chiamerà sempre “la strafiga”, la stragnocca non esiste. Quindi se vostro figlio vi dice “mamma, stasera faccio tardi perchè esco con una gnocca, non vuol dire che ha rimorchiato una sventola proibitiva, semplicemente ha rimorchiato una ragazza che potrebbe anche avere i tratti delicati e gentili della figlia di Fantozzi. Ma sempre gnocca è.

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

78 pensieri riguardo “La GNoCCa eD aLTRi aPPRoFoNDiMeNTi

  1. Post incrociati.
    Il mio diverge, in quanto i figli li ho trovati fatti già grandi, e comunque quando il maschio dice “che gnocca!!” intende bella; ma questo lo spiego “di là” 😀

  2. C’è posto per una gnocca buffa ma anche un po’ problematica?
    Scusa la mia ignoranza bresciana, bellezza, ma… “soccmel”? What?
    Insegnami le parolacceeeeee 🙂

    1. Uhmmmm vediamo come spiegarlo in termini scientifici…..
      Soccmel può essere sia imperativo quanto interiezione dialettale. Nella versione imperativo è l’invito ad applicare una suzione del l’organo genitale maschile. Come interiezione si potrebbe definire l’equivalente di “accidenti!” O anche “cavolo!”

      Qui mi sa che apriamo un alto dibattito linguistico (senza doppi sensi) 😛

      1. In realtà servirebbe anche una spiegazione fonetica: soccmel va letto con la c dolce, come se fossero seguite da una vocale e non da una consonante

        1. Infatti di solito ci sono due L finali così ché il suono si allunga…. Tanto per avere un’ idea il suono finale è come nella parola inglese well meno morbido, un pò schioccante.

            1. Più che SOCC noi diciamo SOCCIA, praticamente SUCCHIA ma non viene usato quando si è molto seccati, al posto di UFFA.

        2. Sai che sto cercando qualcosa a proposito del perché dell’ uso della parola gnocca. Perché da noi la gnocca lo gnocco gli gnocchi non sono tutti la stessa cosa. A seconda della città può indicare una cosa diversa, dipende dal dialetto che cambia anche da paese a paese.

      2. Grazie della gentile spiegazione con relativa istruzione di pronuncia, potremmo scriverla in alfabeto fonetico direttamente! E devo dire che, come interiezione, è molto più gradevole del nostro “pota” che ormai significa qualcosa come “insomma” (anche se in realtà è “neutro” e dipende dal contesto, dalla modulazione della voce e dall’espressione) e che, ho scoperto non moltissimi anni fa, essere anch’esso un modo di definire l’organo femminile.
        Però non ha una connotazione positiva come “gnocca”, almeno non che io sappia.

      3. No, cazzo è più limitato. Ha ragione Shap nel dire che pota è neutro, nel senso che viene utilizzato con molteplici significati.
        ……ho molto girato, lungo la penisola, ed avendo avuto diverse “fidanzate” in varie regioni, direi che posso essere considerato un esperto dell’argomento: “gnocca, usi e costumi”
        ahahahahahahaah

        1. Sì, ma ormai lo si mette dappertutto e ha finito per perdere il suo significato. Che cazzo fai, dove cazzo vai, chiudi quella cazzo di bocca… Più neutro di così, voglio dire che pota avrà tanti significati, cazzo ha solo quello ma lo si mette dappertutto.

  3. 😀 quindi essendo il femminile di gnocco, e i gnocchi da queste parti almeno non si fanno fritti (anche se lo gnocco fritto è buonissimo) ma sono fatti dalle patate, c’è un’attinenza col fatto che l’organo sessuale femminile sia definito anche patata?

    1. Domanda molto interessante oltre che pertinente. Mi trovi
      però impreparata sulla patata che da noi viene usata poco riferita all’ organo sessuale femminile. Anche se in alcune zone la si usa riferito alle bambine fino ai 12 anni ma col diminutivo (patatina).

  4. E poi dicono che l’Italia è una… che non c’è differenza tra nord e sud! Da noi “gnocca” è un termine poco usato, ed indica la bella donna in genere. Non ci sono tutte quelle varianti, tra l’altro. Ma se mi posso permettere di suggerire una ipotetica… possibile origine, mi viene in mente (pensando alla forma dello gnocco e guardandolo dalla parte concava ) una certa attinenza morfologica con l’organo genitale femminile. Potrebbe essere quella, l’origine.

    1. Potrebbe essere, però devo precisare che a Bologna e dintorni la gnocca è chiamata crescentina, si impastano a mano ed ognuna, friggendo, assume una forma diversa. E’ praticamente impossibile trovarne una uguale all’altra e soprattutto non assomigliano per nulla all’organo genitale. Friggendo in genere si gonfiano assumendo una forma rotonda. Quindi mi chiedo a che cosa si sia ispirato colui che per primo ha definito l’organo genitale “gnocca”

  5. linguistica da bassa padana, eh?
    sto cercando di trovare i parallelismi con la mia, che forse potrei definire padano-veneta…
    immagino sia una specie di scambio culturale.
    che mi ricordi, qui “gnocca” ha comunque un’accezione abbastanza positiva. certo, indica parimenti l’organo sessuale femminile, ma in senso apprezzativo.
    “esco con una gnocca” lascia insomma ben sperare.
    temo di dover rovistare a piene mani nel lessico volgare, ma direi che semmai questo concetto generale (sineddoche?) per indicare la donna da noi è trasmesso con “figa” (o, più dialettalmente, “fica”). certo, anche in questo caso forse a livello subconscio “esco con una figa” non è di cattivo auspicio.
    ma, rispetto al primo, quest’ultimo è più articolato e variegato: come avviene dalle tue parti, lo si integra con “gran figa”, “figa di legno” etc. etc…
    ancor peggio, dovremmo discutere di “mona”, che ne condivide l’origine ma per qualche strano paradosso ha assunto anche il significato di “stupido”: “che mona!” non potrebbe mai essere interpretato come “che figa/gnocca!”

    vado a leggere l’altro post e rinnovo l’invito!

    1. abbiamo anche la gnocca da sbarco, articolo molto richiesto. E’ praticamente la ragazza non eccezionale dal punto di vista estetico, ma assai ricercata perché si adatta a tutte le situazioni senza creare problemi, dove la metti sta e non si lamenta.
      Sì, noi siamo più pignoli, dobbiamo specificare affinché non si creino equivoci. Usiamo il termine da solo quando siamo in compagnia e basta uno sguardo eloquente a rendere l’idea (soccmell! Che gnocca!). In questo caso è anche la pronuncia a dare spessore, non si dirà più “gnocca” bensì “gnoooca”. Più “O” ci sono più la femmina è notevole.

      1. epica la gnocca da sbarco…
        (posso fare una battutaccia: regalo di matrimonio perfetto!)

        ok, allora terrò presente queste lezioni quando (domani) scendo nella bassa padana… magari eviterò qualche figuraccia da ciucco!

        1. Tieni pResente però che ogni città ha le sue definizioni di cui è geloso e ovviamente sono sempre meglio delle altre. Per esempio a Ferrara e a Modena si ritengono una spanna al di sopra dei bolognesi. Ovviamente ci fanno una sega a noi bolognesi.
          Casomai ti trovassi in argomento spesso si usa anche “figa” da sbarco.

          1. ecco, questa mi pareva -infatti- di averla sentita.
            però non ne conoscevo l’esatto significato (credo degli amici di Treviso me ne avessero dato un’astrusa interpretazione….).

            in ogni caso, cercherò di evitare gaffes!
            ma non prometto nulla….

            1. Come ti ho detto ci sono varianti anche solo da un paese all’ altro. Un pò come il dialetto, bastano 10 km e sei già in un altro mondo.

            2. Se vai in romagna la gnocca scade a favore del termine “pataca”. Qui indica proprio la bella ragazza tout court . Mentre chiamare patacca un maschio equivale a dargli dello stupido sempliciotto imbranato.
              Se vuoi farti una cultura sulla patacca vai su youtube e guarda qualche video di giuseppe giacobazzi.

    2. Il fatto è poprio che gnocca trascende il suo originale localismo. Non saprei dire per quale motivo, ma è diventato un termine usato in tutta Italia, proprio cambiando le connotazioni originali e diventando sinonimo di “bella figa” 😉
      Mona è rimasto con il significato originario solo nelle imprecazioni: va in mona de to mare!! (tieni presente che ho mezze origini bisiache), così come commentava una mia amica pugliese che fregno (versione maschile di fregna, e quindi di gnocca ecc. ecc.) è diventato nel tempo il sempliciotto (lo stupido) in Puglia ma uno figo a Pescara.
      Quindi potremmo dire che ogni regione (quando non provincia) ha il suo termine per indicare la vagina, ma solo gnocca (ed al secondo posto figa) hanno assunto un significato che trascende la parte anatomica a cui si riferiscono, e ciò è valido in tutta la penisola.

      1. sì, mi pare questo sia un pò il punto centrale, ovvero la diffusione extra-locale del concetto.
        sarebbe interessante scoprirne il perché.

  6. Qualche tempo fa ho tentato di fare gli gnocchi di semolino. Sembravano delle gomme da masticare. Quantomeno ho scartato la “gnoccaia” dai miei lavori futuri.

  7. Però stiamo cambiando discorso …..la querelle iniziale non era tanto sulle origini del termine gnocca, ma su come esso viene utilizzato e sui diversi significati nel linguaggio corrente, in varie zone dello stivale.
    Altrimenti dovremmo fare come Pozzetto, in un vecchio film in cui insegnante del nord veniva catapultato in Sicilia, che dava ai suoi alunni un compito: “la minchia – impressioni e presentimenti”
    😛

    1. Sì ma mi sembra che una domanda non escluda l’altra. Vale a dire, perché si usa questo termine per indicare l’apparato femminile e poi la ragazza in generale? Mi sembra che questa domanda sia sufficiente per fare una ricerca. Ci sarà pure un perché, una ragione che giustifichi la scelta di questo piuttosto di un altro termine. Tanto più che in altre regioni si usano anche altri modi di dire.

  8. Con tutto ciò come non dimenticare il sig. Benigni? Nella sua lunga e quanto mai esaustiva descrizione semantica, non solo dell’argomento in questione, ma anche di tutte gli altri modi in cui viene declinata. Pur tuttavia non dimenticandosi dell’altra metà del cielo
    Come dice il vecchio saggio: tira più un pelo di gnocca che un paio di buoi.
    Chi sono io per contraddirlo?

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