Skrjabin

Bellissimo, inquietante….so che sto per dire una stupidaggine, porta pazienza. E’ come se il pianoforte angosciato si chiedesse “perchè?”
Va bene, l’ho detta grossa. Sii clemente.

Guido Mura

fiamme

Sapete che non sono portato a mitizzare artisti e letterati, ma a vederne luci e ombre, lati positivi e lati negativi. Eppure capita che alcuni personaggi suscitino in me un particolare interesse, qualcosa che è simile all’entusiasmo. Su questi personaggi mi soffermo perciò, giungendo a fremere dei loro fremiti e a calpestare le loro orme. Mi capita anche di fantasticare sulla loro vita e sul loro pensiero, a raggiungere con l’intuizione quello che non riuscirei a percepire con la razionalità.
L’ultimo incontro, casuale, come tutti gli altri, è stato quello con Skrjabin, in particolare con l’ultimo Skrjabin, il cantore della fine, lo sperimentatore di nuove ed estreme proprietà della musica.
Affascinante era la sua percezione della musica come colore e luce, la sua ricerca del suono creatore e distruttore, che è un Leitmotiv anche nella mia produzione, o almeno in quella più orientata al fantastico. Inquietante era la sua convinzione…

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

4 pensieri riguardo “Skrjabin

  1. Prima di tutto vorrei ringraziarti, suzieq. Credo che tu abbia colto bene il sentimento di angoscia che dovette provare Skrjabin nell’elaborare la sua musica. La dissoluzione del senso della tonalità, che era il naturale sviluppo della composizione musicale nel Novecento, rappresentava per lui la stessa fine delle cose e della vita sulla terra. Sarebbe interessante capire se la sua musica avesse la capacità di andare oltre, se veramente il mito di un suono che crea e distrugge avrebbe potuto realizzarsi. Skrjabin si trovava probabilmente in bilico tra l’arte (e i suoi artifici, anche sul piano emozionale) e la fantascienza. Presumo che collegasse in qualche modo la consapevolezza della scienza all’intuizione di artisti, filosofi e religiosi, ricollegandosi a convinzioni proprie dei miti e delle religioni. Oggi sappiamo che suoni e luci possono interagire con la materia, che addirittura, secondo due fisici italiani, Fabio Cardone e Roberto Mignani, gli ultrasuoni possono provocare reazioni piezonucleari, con sviluppo di neutroni e rilascio di energia. Forse le intuizioni delle antiche religioni (e di Skrjabin) non erano solo fantasticherie.

    1. Penso ci sia ancora molto da scoprire. Mi piace molto questo ipotizzare un punto di incontro tra arte e fantascienza. Perché considerarla un’utopia? Quanti sono ancora i misteri dei quali non siamo neppure a conoscenza? L’idea di un suono che crea e distrugge è affascinante, anche si mette una certa inquietudine….

  2. O.T.
    Scelgo un post a caso, scartando quello ribloggato per non commettere un “sacrilegio”, per dirti che se vogliamo continuare a parlare di “quell’argomento” ne ho fatto un post 😉

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