La tristezza e la sua nemesi

i discutibili

Sono stato incerto fino all’ultimo se raccontare questa piccola storia.

Mille motivi mi spingevano a non farlo. Troppo personale e forse troppo banale. Non so dire.

Poi mentre oggi ero a pranzo alla mensa comunale, ho visto gli occhi tristi di tante persone intorno a me e ho pensato che, magari, allo stesso modo, qualcuno che mi legge potrebbe essere nelle stesse condizioni. E che, forse, avrebbe voglia di sentirsi raccontare una fiaba che donasse un piccolo sorriso.

Solo che questa minuscola, inutile, storiella è vera.

Successa pochi giorni fa.

Come le leggende su di me narrano, ho molte figlie. Quattro le ho però davvero riconosciute. Una di queste, ne ho già parlato, vive in America. Le altre tre, di questi tempi, vanno a una scuoletta estiva qua vicino. Che è poi solo un modo “fancy” per descrivere una di quelle attività ludiche per bambini a pagamento. Quelle dove essi…

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

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