L’Italia e la crisi: se tutto va bene siamo rovinati….

Siete contenti? A neanche un mese dal suo ultimo rapporto, l’Ocse ci dice che Nel 2013 il Pil del nostro Paese non segnerà -1,5%, come previsto a inizio maggio, bensì -1,8%; mentre nel 2014 il Pil crescerà dello 0,4%, invece che dello 0,5%. “La recessione italiana si trascinerà nel 2013 con gli effetti dell’inasprimento di bilancio e delle condizioni del credito che zavorrano l’attività” La ripresa economica partirà solo l’anno prossimo e a rilento. Grazie, OCSE, per queste belle notizie che ci dai. Seguono consigli su cosa fare per uscire dalla crisi economica, ad esempio “consolidare le riforme positive per la crescita” e allo stesso tempo “evitare riduzioni premature delle tasse”, dato l’elevato debito pubblico che è chiamata a diminuire. Il nostro Paese, secondo l’Ocse, deve tagliare la spesa pubblica. Come sono tutti prodighi di consigli….E non ho finito.
Per quanto riguarda la disoccupazione, nel nostro Paese continuerà a crescere, passando dal 10,6% del 2012 all’11,9% nel 2013, fino a toccare la cifra record del 12,5% nel 2014. Bene, ALLEGRIA! In Italia, “la disoccupazione è cresciuta abbastanza in fretta” negli ultimi anni, e continuerà ad aumentare anche il prossimo anno”, è l’amaro verdetto dell’Ocse. Nel rapporto pubblicato lo scorso 2 maggio l’Ocse prevedeva per l’Italia una disoccupazione all’11,4% nel 2013 e all’11,8% nel 2014. I dati sono drammaticamente peggiorati in meno di un mese e siamo appena a metà anno. E meno male, nessuno è perfetto.
A questo punto chi è ottimista pensa: ” Ma dovrà pur finire prima o poi, ci sarà la ripresa, non può andare sempre male!” E infatti non può andare sempre male, andrà peggio! Finalmente Ce l’hanno detto fuori dai denti:” Ragazzi, non illudetevi, qui l’acqua scarseggia e la papera non galleggia, non solo, per altri 60 anni circa bisogna rassegnarsi, perchè saranno Blood Sweat and Tears, ma non quelli di Spinning Wheel. Insomma tutta un’altra musica.
Che poi noi lo sapevamo già, non siamo mica scemi! C’eravamo accorti che qualcosa non andava per il verso giusto….la TV la guardiamo anche noi e le nostre brave conclusioni le avevamo tratte. E qui mi fermo a fantasticare….Bisognerà rivedere tutto il nostro stile di vita, bisogna cambiare abitudini in tutti i campi; pensate ai trasporti per esempio…. torneremo ai carretti trainati dai cavalli? Che cosa romantica! La domenica code ai caselli autostradali, sarà una cosa un pò seccante aspettare il proprio turno per pagare il pedaggio, intanto ne approfitteremo per dare al cavallo il sacco con la biada, e il cavallo ne approfitterà per evacuare. Ah che bello che pace….finalmente non più SUV che sgassano inquinando l’aria, gente annoiata che si sventaglia vuoi per il caldo, vuoi per la puzza del carburante bruciato….vuoi mettere com’è più sano l’olezzo di una cacca di cavallo? Finalmente sentiremo le voci dei partecipanti alla gita fuori porta, i saluti si intrecceranno nell’aria… Cornuto, spostati con quella carriola!…Cornuto a me? parli proprio tu che ce n’hai più di un cesto di lumache!
Che pace, finalmente!
Da disperazione, vero? Suvvia, gettate i fazzoletti e sorridete! Non tutto è perduto, che l’ottimismo infiammi i vostri cuori! Le nostre pene sono finite perché sta arrivando Lui! Lui che tutto può e ci salverà! Di chi parlo? E di chi se non di Silvio nostro amatissimo signore? L’ha detto, l’ha dichiarata ufficialmente, lui sa qual è la soluzione del rebus!

“Per realizzare la “ripresa economica choc” del Paese, entro giugno intendo trasformare l’economica italiana, con un decreto che avrà la priorità su tutte le riforme istituzionali in programma, che prevede l’abrogazione dell’Imu, il no all’aumento dell’Iva, il cambiamento dei poteri di Equitalia, la detassazione delle assunzioni, una forte sburocratizzazione e dare alla BCE la possibilità di stampare moneta.

Col volto trasfigurato dall’entusiasmo, il cavaliere ha concluso: “Se si dovesse andare al voto, una legge elettorale c’è. E’ importante che il centrodestra e il centrosinistra continuino a lavorare insieme in Parlamento, e dentro le riforme si farà una legge elettorale adeguata”.

E meno male che …..SILVIO C’E’!

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

61 pensieri riguardo “L’Italia e la crisi: se tutto va bene siamo rovinati….

  1. Va beh, alla fine svisceri come tuo solito il grande e – spero un giorno corrisposto – amore per Silvio.
    :mrgreen:
    La verità però è indiscutibile; questa crisi non finirà nel 2013, come avevano ventilato poi smentendo, e non finirà nel 2014, come anche han riventilato e ora iniziando a smentire. Idem per il 2015 e così via. Questa crisi non finisce. Punto.
    Le ricette ci sarebbero, mancano gli uomini per attuarle. Uomini e donne, chiaro, abbiamo solo dei burattini.
    Si stava peggio negli anni trenta? non lo so… io ho qualche annetto in effetti ma ammetto che ero ancora nello spazio, al tempo.
    😎

    1. Solo tu puoi capire la mia insana passione per Silvio. Eh sì, bisogna ridisegnare tutto, bisogna riorganizzare la trafila per poter ripartire magari in sordina ma poi, una volta visto che il sistema tiene, accelerare tenendo sempre d’ occhio i possibili effetti collaterali. E soprattutto bisogna fare qualcoSa TUTTI! Non delegare pochi eletti come abbiamo fatto finora con i risultati che poi abbiamo sotto gli occhi. Bisogna far capire alla gente che tutti dobbiamo agire nel e per il bene di tutti. Ma non sarà facile.
      Mi sono lasciata trasportare. Oggi come oggi non vedo nessuno in grado di costruire qualcosa di decente.

  2. Un’altra cosa molto divertente è Grillo che apostrofa Silvio dandogli del “duce” ….come dire il bue che da del cornuto all’asino.
    Che dalla crisi non si sarebbe usciti rapidamente (consideriamo che è praticamente mondiale, si salva – per ora – la Cina per motivi chiaramente intuibili) si capiva dall’inizio; però con la nostra “classica” mentalità italiota abbiamo preferito berci le tranquillillazioni che ci venivano propinate, confidando in un intervento risolutivo “divino”. I sacrifici (non quelli umani, intendo) non piacciono a nessuno, anche se sono indispensabili, e quindi preferiamo sperare piuttosto che rinunciare.
    Detto questo, io mi ritengo un privilegiato, con una professione che mi consente incassi (volutamente non dico guadagni, in quanto verso in pizzo allo Stato tutto quanto guadagno da gennaio ad agosto) molto al di sopra della media di uno stipendio; però questo “privilegio” me lo guadagno ogni giorno, lavorando in media 10 ore di lavoro vero e non di cazzeggio sul web. Quando si parla di disoccupazione, si includono nelle statistiche tutti coloro che “aspettano” un impiego sicuro, ottimamente retribuito, creativo e consono alle proprie aspirazioni e che nell’attesa del miracolo stanno bellamente a braccia conserte; io vedo decine di aspiranti “venditori” che, senza alcuna esperienza, pretendono stipendio e rimborso spese, e che storcono il naso quando gli dici che magari capita di vedere clienti anche alle 19.

      1. Non solo i lavori “umili” ma anche quelli considerati “faticosi” e con orari impegnativi, sebbene molto ben retribuiti, come ad esempio il pizzaiolo.
        Io offro l’opportunità di una formazione professionale che costerebbe – se fatta con società specializzate – alcune migliaia di euro, e per risposta mi sento chiedere se il periodo di formazione è retribuito……. Che altro dire?

    1. Hai centrato in pieno il modo di pensare degli italiani in questi anni così travagliati. Discutono di questo e di quello, discutono al bar, in autobus, allo stadio, fermi al semaforo, coi cellulari attaccati alle orecchie….discutono ma poi restano ad aspettare il miracolo, pensano ancora che gli americani stiano per sbarcare da un momento all’altro per venire in nostro aiuto. Non tutti sono così fatalisti però, C’è qualcuno che si preoccupa…..
      Sulla seconda parte del commento sarei più cauta. Anche se c’è ancora qualche sacca di cocchi di mamma che ritengono di poter accettare solo posti di lavoro che diano loro la possibilità di svolgere il lavoro per il quale hanno studiato, molti ormai non si fanno problemi se il lavoro non ha nulla a che fare con gli studi che hanno fatto ed accetterebbero qualsiasi lavoro….se solo lo trovassero….

      1. Le generalizzazioni sono sempre sbagliate. Nella mia professione vedo molte aziende in crisi, e quindi molti lavoratori con anni di servizio alle spalle che perdono l’impiego e che faticano a trovarne uno nuovo. Però vedo anche molti piccoli imprenditori che cercano giovani da formare, disposti ad imparare una professione o un “lavoro” manuale magari poco “elegante” da dire agli amici o alle ragazze, o impegnativo per fatica ed orari, ma redditizio. Eppure si fatica a trovarne. Quindi credo di poter dire con una certa correttezza che almeno un quinto degli inoccupati in realtà potrebbe avere un impiego, e senza doversi accontentare di uno stipendio da terzo mondo.

        1. Sì, forse tendiamo a generalizzare un po’, specialmente se sotto gli occhi hai determinati esempi, si è portati a pensare che tutti gli altri si comportino così

  3. Tenevo a dirti un paio di cose
    Per la verità sarebbero di più ma ho del ritegno. Insomma sono timido.
    La prima e’ che mi hai descritto (cipolla ) nel modo migliore che qualcuno ha mai fatto since ever over here.
    Poi che ti voglio bene
    È non aggiungo altro per pudore e non rovinare tutto…

        1. E poi ti farei soffrire troppo! Sono volubile, incostante, spendacciona, rompiballe, petulante, capricciosa, sospettosa, non vado mai a Messa, mi piace la ribollita ma anche il baccalà alla vicentina, me gusta la lasagna me gustas tu…a la cinco de la tarde…ecc….
          Masticone uber alles!

          1. sulla Messa ho smesso anche io da mo’..
            rombiballe gia visto e metabolizzato, sospettosa ci lavorerò sopra, la ribollita fa il culo a tutti e il baccala si mangia alla livornese e non ne dobbiamo piu discutere. I vicentini si magnano i gatti e basta. La lasagna me gusta lo stesso ma tu di piu
            tanto di piu

            allora quando mi dirai che sei anche tu pazza di me come io lo sono di te?

            1. Prima che fuggiamo insieme devi sapere una cosa di me. Prima di tutto non ti devi preoccupare di mio marito. Lui è d’ accordo e si tiene i bambini. Però io non posso fare a meno dei due gatti, del cane e di mia madre. Devo assolutamente portarli con me.

            2. Caro Masticone, è con viva e vibrante soddisfazione… Cioè, è con sommo dolore che ti comunico guanto segue: ” il nostro è un amore impossibile. Fattene una ragione, non possiamo ingozzarci di caciucco specialmente ora che c’è la crisi e il pesce costa un totale.
              (maledetto pc che mi manda il commento prima che io abbia finito di scrivere, speriamo sia la volta buona).

            3. Caro Masticone, sento il dovere di essere onesta con te. Non è giusto che io continui ad illuderti. Lo so che stai soffrendo per me e ti senti come un buco allo stomaco (prova con il Maalox oppure il Gaviscon, dovrebbe passarti, però se fossi in te farei una gastroscopia).
              Il destino che dipana i gomitoli delle nostre vite (questa è bella come frase, l’ho sentita dire da una tronista della De Filippi) ha deciso per noi, siamo come due treni che corrono affiancati nella notte, vicini ma non c’incontreremo mai.
              E poi Lui mi aspetta…. ad Arcore, non posso farlo aspettare ancora.

    1. Accidenti Brumbru, mi vai sul difficile! Mi sembra di essere da Santoro, o a Ballarò…..Ah che iattura! C’è anche la Santanchè! Ma è peggio del prezzemolo!
      ;-P

    1. A proposito della Santanchè, gli anni passano anche per lei e qualche pilone che sostiene l’impalcatura comincia a cedere. Però ho visto alcune sue foto di quando era più giovane. Era una gran bella mora. Poi se adesso qualche tirante comincia a cedere….è una legge alla quale nemmeno la Santanchè può sottrarsi.

      1. Le more mi sono sempre piaciute, però nonostante io sia avvezzo ad ogni esperienza (se avessi usato il termine “rotto” sicuramente qualcuno/a ne avrebbe approfittato per una facile battuta) mi spaventa un po’ la sua bocca canottata

  4. Forse siamo in mezzo ad una rivoluzione veramente epocale e come al solito non siamo preparati. Ci domandiamo ancora cosa ci dobbiamo mettere addosso, mentre il mondo non avanza più … Corre.
    Al di la di pil e contro pil (che quì ci potremmo ricamare non uno, non due ma ennumeri post) é la concezione del lavoro che é cambiata .
    Il lavoro é un bene, che ha un suo valore mercantile, ma quanto pare questa percezione, di questi tempi , non é più percepita. Non è più neppure un valore etico.
    Insomma … non é più.
    La nostra economia poi, fatta di una serie infinita di micro realtà e non di grandi giganti, a livello finanziario e con piedi d’argilla ne abbiamo fulgidi esempi, grandi gruppi industriali se non qualcuno con un impronta famigliare.
    E’ quasi sparito il credito un po’ per tutti. Si guarda alla Borsa, come se veramente la teoria del mercato, quale unico vero amministratore, possa ancora funzionare a dovere.
    Mi sa che il mercato stia rincorrendo la propria coda come il cane. Non solo ci prova a mangiarla, alcune volte ci é proprio riuscito.
    Dei “deus ex machina” diffido ora come in futuro. Non so quanto pagheremo ancora Silvio e le sue silviate. Di certo più delle “Olgettine”. Se non altro in termini di tempo.
    Della “Santa de’ ché?”.
    Sic transit gloria mundi … e non fu vera gloria.
    Dai retta allo stupido.

    1. Comincio dal basso, così almeno mi illudo di risalire in superficie.

      1) La Santanchè…mi fa ridere questo cognome claudicante, se penso a lei mi sembra di vederla camminare
      zoppicando….santanchè….santanchè…santanchè…La Gloria? Aveva forse una sorella di nome Gloria?
      Boh….

    2. @capehorn 2
      Proseguo sperando non vi siano più intoppi. Andata la Santanchè, si può proprio dire che è in atto un grande cambiamento ma che noi non solo non siamo pronti, ma non vogliamo neppure accettare. Perché ragioniamo in questo modo: “ma come, il progresso ci ha portato fino a qui e dobbiamo abbandonare tutto? Che poi questo è un discorso che investe l’economia, lo stato sociale, la politica, tutto! Perché, si chiede la gente, devo cambiare se finora è andato tutto bene? A te è andato bene. Guardati attorno!
      Ma la gente è cieca…..

      1. Anche perché ci si dimentica che i grandi cambiamenti, sono altrettanti grandi opportunità.
        Bisogna vedere quale strada si vuol prendere.
        Responsabilità da non sottovalutare.

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