La Madonnina e la transessuale

….ovvero quando l’ipocrisia passa il segno.
Permettete che ve la presenti:

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non male, vero?

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e ancora…

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Non l’avete riconosciuta? Eppure è famosa, è addirittura Onorevole, l’Onorevole Mara Carfagna. Oh adesso ha un’arietta da Madonnina infilzata, tutta compunta e virtuosa, quando difende il suo Silvio Berlusconi i suoi occhi lanciano dardi di sdegno verso chi osa dubitare di lui e della sua innocenza. Non la sfiora neppure lontanamente il dubbio che l’Immenso sia andato a letto con Ruby Rubacuori, che diamine vogliamo scherzare? Al massimo si sarà seduto sulla sponda del lettino di Ruby per leggerle le favole, in special modo quella preferita da Ruby, “Le mille e una notte ad Arcore”. Non si ferma Mara Carfagna, piena di sacro furore, alla domanda del conduttore, che farà nel malaugurato caso che Silvio venga condannato e quindi messo fuori dal giro, si indigna vieppiù, strabuzza gli occhi, Bette Davis eyes, e dice che un’eventualità del genere non si presenterà mai. Sembra Giovanna d’Arco in battaglia.
Ma dove ha superato se stessa è stato qualche sera fa, non ricordo a quale trasmissione partecipasse. Si parlava di far pagare le tasse anche alle prostitute. E’ stato fatto vedere uno spezzone dalla trasmissione di Santoro, per la precisione quello in cui il trans Efe Bal dichiara di essere dispostissima a pagare le tasse, poiché trova giusto che anche chi fa il suo mestiere, la prostituta, le paghi. Ebbene, la Principessa sul pisello (lei che è stata sopra a tanti piselli) è avvampata di sdegno e rivolta al conduttore della trasmissione che le chiedeva se trovava giusto che anche “quelle signore” pagassero le tasse, cosa che del resto fanno in Francia, in Germania e altri posti, si è dichiarata assolutamente contraria a tutto ciò. Auspicava anzi che qualcosa andava fatto per offrire a queste “disgraziate costrette al meretricio” una soluzione lavorativa più dignitosa.
Ma per la miseria, Carfagna, invece di scandalizzarti tanto e di chiamarle “disgraziate costrette al meretricio”, donne che esercitano il turpe mestiere, hai provato a pensare per un momento a quante ne ha “costrette al meretricio” il tuo caro Silvio? A quante di quelle ragazze che partecipavano alle orge ad Arcore ti è venuto in mente di offrire un’ alternativa dignitosa? Te ne sei fregata, certo, non potevi mica contrariare il Casanova di ‘sta m….a!
Per piacere Carfagna, perché non vai a leggere Topolino? Quanto alle prostitute, tutto il mio rispetto e solidarietà, se esiste il vostro “turpe mestiere” è perché c’è la richiesta.

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

67 pensieri riguardo “La Madonnina e la transessuale

  1. Per inciso, il “turpe” mestiere rende molto di più di 40 ore settimanali di segretariato……..
    Comunque spezzo un’arancia (mi sembro Frassica) a favore della Carfregna …..ooops, Carfagna; nella vita si può cambiare, non vedi come l’astinenza l’ha smagrita? Ha rinnegato e superato il suo passato con l’espiazione …..ma sai com’é dura la vita del ministro?!? Mica come l’igienista dentale Minetti, vestita da suora ma solo per di-letto
    😉

    1. Ho recuperato il tuo commento, era finito non so perché nello spam.
      E’ vero, una vita di rinunce. La Minetti è stata più furba. Ma si sa, le monache hanno dei vantaggi.

  2. Uhm. Non concordo. La richiesta e l’offerta vanno sempre insieme. Se non ci fosse l’una, non ci sarebbe l’altra.
    Se poi vogliamo discutere sul fatto che quelle che costituiscono l’offerta siano a volte “costrette” a farlo o poco fortunate (voglio credere che la Carfagna intendesse questo con “disgraziate”)… beh, io credo che giustificarle per questo sia un pò come giustificare uno che compia rapine in banca per fame. C’è sempre un’altra via d’uscita, io credo. Così come credo che chiunque compia un atto illegale abbia sempre un’altra chance. Quelle che sono venute qui con la promessa di un lavoro potrebbero denunciare i loro aguzzini, e chi si prostituisce per fame potrebbe sempre andare a fare i mestieri in casa di altri, per esempio.
    Quindi, per me vanno puniti entrambi. Chi ci va e chi si prostituisce.
    In questa ottica, far pagare le tasse è come legalizzarle. Perchè non le facciamo pagare anche ai mafiosi, allora?
    Io la penso così.

    1. Forse non mi sono spiegata bene. Dopo lo farò in modo più esauriente. Quello che mi ha dato fastidio è stato il modo in cui la donzella ha affrontato il problema.

        1. Adesso sono di nuovo rossa, questa foto è di due anni fa. Ogni tanto un po’ di biondo non fa male.
          Morticia? Divertente, ma bisogna anche cambiare ognitanto.

  3. Nei paesi civili e non intrisi di cattolica ipocrisia chi si prostituisce paga le tasse, visto che guadagna e anche bene. E’ un lavoro che tanti/e fanno per scelta (non ci sono solo le povere albanesi e romene violentate e importate in Italia dalla loro mala). La richiesta non manca e non mancherà mai. La legalizzazione di prostituzione e droga sottrarrebbe queste attività al controllo della malavita e svuoterebbe le nostre carceri. Eppure tutti inorridiscono all’idea: mi viene il sospetto che qualcuno lassù ci guadagni!

  4. Mi piaccion le more ma, per la verità, costei mi è mai piaciuta granchè. Anche perchè, e nessuno me lo ha mai spiegato, come ha fatto a farsi il lifting agli occhi? con i capelli lunghi – prima della politica -, aveva sguardo da sirena e occhi socchiusi. Oggi ha occhi spalancati 24h su 24h… avrà visto qualcosa che…?
    😯

    1. Paxxino, svegliaaaaa! Non vedi che ha la faccia tutta tirata? Che vuoi che abbia visto?!
      Se ne sta ad occhi spalancati perché se li chiude le si allarga il buco del sesè! Sono i miracoli del lifting.
      😀

  5. Secondo me, bisognerebbe prendere atto della realtà e riaprire le case chiuse. Un po’ come il doping nel ciclismo: lì sono tutti dopati e allora che lo si legalizzi. Il resto è ipocrisia.

  6. Non mi sento nè incivile nè ipocrita, Guido (mi ricordi qualcuno… ci conosciamo sotto altro nick -tuo-?) solo perchè la penso diversamente da te.
    Perchè non legalizzare anche le rapine, scusa? Almeno le liberiamo quasi totalmente….

  7. @Anna: ti ci metti pure tu? Posso capire che tu sia a favore della legalizzazione, ok. Ma perchè chiamare ipocriti quelli che non concordano? Sarei ipocrita se mi drogassi, ma non volessi la legalizzazione. Se spacciassi… ma non la volessi libera. Quella è ipocrisia… non certo il fatto di ritenere che, se vietata, ci sia almeno un pò di freno alla sua diffusione. Meglio quello che niente.

    1. scusa se mi intrometto. Tu pensi veramente che il fatto di vietarla contribuisca a frenarla?
      Non è vietandola che la si combatte, anzi la malavita ci sguazza ancora di più.

      1. E vabbè, liberalizziamo anche gli omicidi, allora…. ahahaha.
        Scherzi a parte, io credo che si. Vietandola, si evita che vada in mano a tutti. Oh… qualcuno lo fa ugualmente, ok… ma la maggior parte delle persone, sapendo che è illegale, ne stanno lontani. Si, credo che vietarla ne limiti la diffusione. E se le pene fossero più severe (o meglio, quelle in vigore fossero attuate…), questo sarebbe un ulteriore disincentivo al loro uso. Puoi non concordare, ma io la penso così.

  8. Uff….avevo commentato stamattina, ma è sparito. Ci riprovo.
    Intanto il “turpe mestiere” rende molto più di 40 ore settimanali di segretariato ….che poi alcune siano forzate è un altro discorso, ma altre lo scelgono per convenienza.
    Comunque, Suzie, non offendere la signora Carfregna …..oooops, Carfagna! Non vedi come il suo pentimento per le passare dissolutezze l’ha persino smagrita? Fare il ministro è stato catartico, persino più di un pellegrinaggio in ginocchio (senza allusioni sufloniche) da San Silvio da Petralcina. Non certo come l’igienista dentale Minetti, per cui indossare l’abito monacale non è stato certo un gesto spirituale 😉

    1. Hai ragione Fedy, chi siamo noi per giudicare tanto la Carfregna, come dici tu, la Minetti e tutte le altre miracolate da San Silvio da Godi. Che poi quello che ci frega a noi poveri esseri mortali è l’invidia. Stiamo qui a parlare di prostituzione, il sospetto che Silvio abbia un cuore grande COSI’ ed elargisca denari a destra e a manca senza nulla chiedere in cambio non ci sfiora nemmeno. Oh non ci sfiora proprio, chissà perché….

  9. Non ho dato dell’ipocrita a te, brumbru, ma alla società che tollera prostituzione e droga, guadagnandoci, ma che poi fa finta di combattere queste forme di semi-illegalità. A meno che tu non ti identifichi talmente nella nostra società da sentirti colpito in sua vece. Io sono stato sempre favore della legalizzazione di tutti quei comportamenti che sono dettati dalla libera scelta dell’uomo, e non creino danno ad altri. Le rapine, gli omicidi, le aggressioni, gli stupri sono reati veri, che causano danni, spesso irreparabili, alle persone e ai loro beni. La prostituzione, se non comporta schiavitù sessuale, non mi risulta che faccia danni; anzi tante persone si dispererebbero se non esistesse. La droga è vero che provoca danni, ma è lo stesso danneggiato a richiederla: una specie di suicidio differito. Per quanto, se consideriamo tante icone del rock, tanti artisti (e tanti rispettabili e insospettabili professionisti) ancora vivi dopo decenni di consumo di droga di vario genere, non mi pare che siano in pessime condizioni di salute, a fronte di tabagisti e alcolisti defunti in ancor giovane età.

    1. Guido… hai parlato di “paese”. Dato che mi sento parte, sia pur infinitesimale, di questo Paese… (e componente della nostra società, che non ritengo altro da me -e da tutti gli altri esseri umani, ovviamente-, pur senza identificarla con me stesso e basta…) mi sono sentito chiamato in causa.
      Ti dirò.. sulla libera scelta posso anche concordare. Per quanto dovrebbe essere anche una libera scelta potersi mettere o no le cinture di sicurezza, allora… ma lo Stato ci obbliga a farlo perchè se rimaniamo paralizzati le spese sono a causa di tutti, non solo nostre, ad esempio. Quello su cui non concordo è il fatto che un drogato o una prostituta non rechino danni a terzi. Anche senza voler considerare le rapine.. .gli scippi, ecc (ammesso e non concesso che il drogato rubi solo per comprarsi la dose… cosa che non credo. Ruba anche per potersi permettere una bella auto, la discoteca… ecc ecc… e non possiamo liberalizzare anche la “bella vita”.), sono certo che se verificassimo quante persone sono morte ammazzate da un drogato per futili motivi o altro… potremmo dedurre che la droga crea sempre danno anche a quelli che non si drogano.
      Per la prostituzione, invece… sarei più indulgente, personalmente… se non fosse che legalizzarla non credo dissolverebbe i problemi legati ai racket della prostituzione stessa. Dei papponi che cercherebbero di sfruttarle ci sarebbero comunque.
      Sulla droga come fonte di vita eterna… non mi pronuncio nemmeno. 😉

  10. Secondo me non è possibile mettere sullo stesso
    piano prostituzione e mafia/rapina ….
    La prostituzione “volontaria” è una scelta di vita
    fatta da moltissime persone uomini, donne, trans ecc ecc
    a prescindere dalle motivazioni personali l’atto di
    prostituirsi se ben regolato e legalizzato non
    limita in alcun modo la libertà personale del resto
    della comunità. La stessa cosa non si può dire
    della mafia o delle rapine.

  11. BRUMBRU dai tempi di Coppi, nel ciclismo si dopano TUTTI. Poi vince il migliore. Sarebbe impossibile, altrimenti, affrontare a quelle medie un Tour de France o un Giro d’Italia. Le prostitute ci sono sempre state. E allora? Che paghino le tasse, ricevano controlli medici e non siano in balia di protettori. Io legalizzerei anche le droghe leggere, se è per quello. Il proibizionismo porta solo alla criminalità.
    OT il mio precedente commento era rivolto all’immagine di Suzie, ma non è finito nel posto giusto 😀

    1. Anna, legalizzare il doping equivarrebbe a dire: dopatevi, perchè il doping vi rende più forti. Un messaggio che non può passare, visto che il doping provoca tumori ed altre malattie.
      “non siano in balìa dei protettori” è una bella dichiarazione d’intenti, ma poco attuabile. Non è legalizzando la prostituzione che si eliminano i protettori (e la malavita ad essi connessa). Semmai, parliamo dei controlli che (non) si fanno. Parliamo del perchè la polizia ci passa davanti… e non fa niente! Io credo che non faccia niente perchè due ore dopo sono di nuovo fuori. Anche gli omicidi ci son sempre stati… scusa! Che significa?
      Legalizzare le droghe leggere non eliminerebbe lo spaccio e la criminalità… che semplicemente si concentrerebbe su quelle pesanti. Favorirebbe solo l’uso comune di quelle leggere. Generalizzerebbe lo sballo e basta.
      Io la penso così.

    1. Lillo: U.S.A. anno 2013. Il proibizionismo è finito, ma la malavita esiste ancora. C.v.d. Il problema è non farli uscire quando li mettono dentro… non rendere legali tutte le attività che svolgono. Ne troverebbero delle altre. Sai cosa sogno? Sogno di non sentir più pronunciare la parola “pregiudicato”. Perchè quella parola implica il fatto che quella persona è stata già individuata dalle forze dell’ordine… ma non è stato fatto abbastanza per impedirle di nuocere nuovamente. E questo è sintomo di grave inefficacia di uno Stato. E’ lì che bisogna agire, non nella liberalizzazione.

      1. Ma sicuramente troverebbero altro a cui dedicarsi, però questo prova che il proibizionismo non risolve niente!.
        Quanto all’inefficacia dello Stato ci sarebbe da scrivere un romanzo, ma bello lungo….

      2. Non ho mai detto che il proibizionismo risolva, Suzie. Va accostato ad uno Stato funzionante e rigoroso. Se non altro, però… non incentiva, cosa che invece fa la liberalizzazione. Comunque, concordi… mi pare, che la liberalizzazione non risolverebbe il problema della criminalità, che si riciclerebbe. Allora in nome di cosa dovremmo liberalizzare?
        Personalmente, trovo ipocrita il comportamento di molti (parlo in generale…), che si pongono a favore della liberalizzazione solo per potersi sballare a piacimento e liberamente.

        1. 1) sul fatto che non incentiva ci sarebbe da dire, tutti sappiamo che più una cosa è proibita più la si cerca. E poi chi si vuole drogare lo fa e basta, legale o no.

          2) Prendiamo per esempio le sigarette e i super alcoolici, due piaghe dei nostri tempi. Lo sai quanti sono i morti per alcoolismo all’anno? 250.000. E quelli per tabagismo? 90.000. Per droga l’anno scorso ne sono morti 517. Sia chiaro, il mio non è un incoraggiamento a drogarsi, ma solamente mi porta a chiedermi:
          che cosa fa lo Stato per prevenire? Proprio niente, perché ci lucra sopra!
          Ma questa è una stima mia personale, tanto per fare un confronto. Io non fumo, tu sì. E’ una scelta.

      3. Suzie: non concordo sul punto 1. Ma ho già espresso il mio pensiero, dunque non mi ripeto.
        Il punto 2: si parlava di prostituzione e droga, se ho ben capito. Se vogliamo allargare il campo, facciamolo pure. Quello che dici testimonia quello che sostengo io, credo. L’alcool ed il fumo, che sono legalizzati… mietono una quantità di vittime enorme. Se fossero vietati, si diffonderebbero meno.
        Il problema, nel loro caso… è che vietare del tutto quelle sostanze implicherebbe impedirne l’uso anche in quantità modiche. Quindi effettivamente le problematiche non nascono dal loro uso, ma dal loro abuso. In ogni caso… dato che possono portare dipendenza, io le vieterei. Così è certo che smetto di fumare, una buona volta… ahahaha.
        E se liberalizzassimo la droga… non credi che accadrebbe proprio come il fumo? Ossia che lo Stato, guadagnandoci su… chiuderebbe sempre più un occhio sul loro abuso?

        1. @Brumbru
          Purtroppo sono convinta che se si liberalizzasse la droga, lo Stato troverebbe il modo di guadagnarci anche su quello. E a proposito della prostituzione, pensandoci bene siamo qui a discutere se sia meglio o no riaprire le case chiuse, adducendo anche motivi validi per farlo. Ad esempio il fatto di toglierle dalle strade, il controllo sanitario ecc. Allora si chiamavano case di tolleranza, perché appunto lo Stato tollerava, ma che cosa cambiava poi in sostanza sulla prostituzione in sé? Purtroppo bisogna dire che questo mestiere è lo specchio di una società e della sua non-educazione sessuale, di una cultura maschilista che non pone su un piano paritario i rapporti uomo-donna, che da sempre ha preteso il dominio e il commercio del corpo femminile negandogli una specifica sessualità. E’ triste ma è così.

    2. Esatto, e questo perché?
      Tutti avrete sentito parlare del Proibizionismo in America a cavallo degli anni ’20. Era un provvedimento secondo il quale era vietato produrre, importare, esportare e vendere bevande alcoliche.

      Verso la fine degli anni ’10, il Governo Americano ratificò la legge e la produzione, la vendita e il trasporto di alcolici venne vietata.L’anno seguente la legge divenne effettiva, nonostante il massimo dissenso della popolazione americana, che continuò a far uso di alcolici ritrovandosi in appositi bar clandestini (chiamati speak-easy). Negli anni ’20 il proibizionismo fu la culla del fenomeno del gangsterismo, che si dedicò al contrabbando di alcolici e ci sguazzò abbondantemente. Un nome per tutti? Al Capone che accumulò una fortuna sfruttando il proibizionismo facendo concorrenza alle altre bande. Iniziarono così violenti scontri allo scopo di guadagnare territorio, esattamente come capita oggi tra le bande legate al narcotraffico. E l’America fu costretta ad abolire il Proibizionismo.

      Lillo, questa era per te, ma WP me l’ha piazzata qua.

  12. Cara Suzie, hai scatenato un putiferio. Prostituzione, pregiudicati, assassini e mafiosi ….e tutto partendo da una donna e da una trans. Non dirò cosa ne penso in merito, tanto ciascuno di noi in queste discussioni rimane sulle proprie posizioni, per quanto gli altri possano argomentare. Però un’osservazione la voglio fare: siamo sempre tutti bravi a scagliarci contro comportamenti che giudichiamo socialmente e/o moralmente inaccettabili, ma sono certo che ciascuno di noi compie (quasi) quotidianamente qualche piccolo atto che lo pone in questa posizione, ma con noi stessi siamo sempre indulgenti e troviamo sempre qualche “valida” giustificazione; cosa che non facciamo mai con gli altri. Questo è il pregiudizio, un tantino ipocrita.
    E sia ben chiaro che non mi escludo dal gruppo.

    1. Ma questo è ovvio, nessuno di noi è puro come un agnello. Se permetti io mi scaglio contro chi fa del moralismo bigotto e chi sfrutta prostituzione e droga. Questi sono quelli da condannare, secondo me. Conosco delle prostitute e dei drogati ed ho per loro lo stesso rispetto che ho per i miei amici. E non permetto che si insulti nessuno che appartenga a queste categorie. Le mele bacate poi esistono dappertutto.

      1. Infatti il senso del mio commento era proprio questo. Se dovessimo rendere illegali tutti i comportamenti che non siano consoni alla morale bigotta e moralista (ma solo nei confronti degli altri) saremmo probabilmente tutti in galera e/o pregiudicati. In una mia vita precedente sono venuto in contatto, per il della mia professione, con personaggi che vivevano al limite (e spesso anche oltre) della legalità ….ho conosciuto persone magari ignoranti (in senso culturale) ma con una propria forte (anche se personale) moralità e dotate di un cuore che raramente ho trovato tra i benpensanti del cosiddetto ceto medio o della alta borghesia.
        Il vero reato è lo sfruttamento delle persone, impedire il loro libero arbitrio, in qualunque ambito ciò venga perpetrato; ma per molti sarebbe meglio nascondere la spazzatura sotto il tappeto, eliminando chi è vittima piuttosto che doversi impegnare in prima persona contro chi è carnefice.

  13. io vorrei che le ragazze che fanno del bene per strada e sul marciapiede pagassero le tasse…. e offrissero ricevuta fiscale.
    Ma siamo sicuri che una volta iniziata la contribuzione all’erario continueranno a lavorare????

  14. Che sia il lavoro più vecchio del mondo, si sa. Che in periodi diversi e in diverse culture abbia assunto anche un ruolo importante e “sacro” lo sappiamo. Quel che non riusciamo a digerire è il fatto che qualcuno, donna o uomo o “incerto” che sia lo voglia assumere come stile di vita. Non é soltanto un rigurgito di morale. con indosso i panni religiosi. Va al di là. Vendere il proprio corpo é per certi versi destabilizzante socialmente. Contravviene a regole generali che una società si da per riuscire a reggere la propria esistenza. Se consideriamo l la società, come un essere vivente, osserviamo che questa cresce, si sviluppa evolvendo e strutturandosi in maniera sempre più complessa, affrontandone via via le diversità Non sempre allo stesso modo, né allo stesso tempo e mai con risposte univoche. Nel caso specifico c’é chi vede il risultato, ma non cerca le cause. Chi non ha interesse né per le une, né per le altre, preferendo una sorta di “statu quo”. C’é anche chi affronta il problema proponendo soluzioni, inaccettabili, impraticabili oppure che dovrano essere oggetto di ulteriori studi e sviluppi. In ogni caso alla base del problema c’é che il corpo umano non può essere oggetto d un mercimonio. Cosciente o meno, allo stato attuale della nostra società.
    Gli eros-center dei paesi dove c’é un tentativo di regolarizzare, soprattutto al livello di coscienze, questo problema, lo vedo come un tentativo di risposta, ma non é la risposta definitiva. Non credo che togliere le donne o gli uomini dal marciapiede, o fare in modo che compilino il loro bel 730 possa dare o ridare una una diversa percezione della loro dignità. In questo caso la via della crescita morale e sociale é ancora lunga, difficile, piena d’insidie e contraddizioni.
    Il problema riuscirà a trovare una soluzione, credo, solo quando l’uomo riuscirà a risolvere se stesso. Fino in fondo.
    Per adesso teniamoci i falò delle statali, i boudoire delle o degli escort, gli eros-center, fino a che non troveremo risposte definitive, condivise e universali per tutti.

    1. Sicuramente il 730 non darà loro una percezione diversa. Ma un aiutino alle casse dello Stato lo darà.
      Quanto al resto vendere il proprio corpo sicuramente non è il massimo. Però non abbiamo il diritto di giudicare chi lo fa sua sponte. Sono cose che riguardano solo lui/lei/altro. Diverso è il discorso per chi è costretto a farlo.

      1. Allora questo potrebbe essere il motivo di base per cui non concordiamo. Io ritengo che la stragrande maggioranza di loro lo faccia perchè costretta, in vario modo. Non fosse altro che da una situazione economica poco felice. Per me quelle che lo fanno per pura scelta si chiamano “ninfomani” (e non la giudico un’offesa). E lo fanno gratis… essenzialmente. Ma non è prostituzione, quella.

        1. Innanzi tutto credo che si debba chiarire un punto. Molti uomini, la maggioranza, hanno della ninfomania un’idea sbagliata.
          la ninfomania è un’esagerazione patologica del desiderio sessuale nella donna. Si tratta di un disturbo abbastanza raro. Attenzione però, perchè si tratta di una nozione imprecisa. Molti la confondono con la passione per i piaceri della carne. Mentre quest’ultima porta alla soddisfazione finale fisica e psicologica, la ninfomania è una sofferenza legata ad un desiderio sessuale sfrenato e inappagato nonostante il moltiplicarsi di rapporti sessuali o il consumo compulsivo di materiale pornografico.
          Questa ricerca sempre insoddisfatta diventa una vera dipendenza e richiede un vero e proprio trattamento. Ormai, infatti, il termine ninfomania è stato sostituito da altri come dipendenza dal sesso o ipersessualità.
          Tanto per capirci la ninfomane passa da un uomo all’altro senza raggiungere mai l’orgasmo, non si diverte praticando il sesso ed è sempre divorata da un’ansia distruttiva. Non necessariamente una ninfomane si dà alla prostituzione.
          Chi si prostituisce? E perché? Generalmente per bisogno, il discorso è troppo vasto da fare. Sempre secondo una certa morale ci si prostituisce per vocazione, perché si è portati verso il sesso. Non è vero, non è detto che una prostituta in quanto tale debba essere un fenomeno a letto, dipende dal carattera, così come non è detto che chi non si prostituisce debba essere una morta a letto. Ci sono donne vulcaniche che mai e poi mai si prostituirebbero, ci sono donne freddine che riescono a fingere molto bene e lo fanno, facendosi pagare bene. E ci sono donne portate per il sesso che si prostituiscono e si divertono pure. La gamma è troppo vasta per poter fare un discorso esauriente qui.
          Ovviamente non parlo di chi è costretto a farlo.
          C’è una cosa da dire, ci sono molte donne che si prostituiscono saltuariamente, studentesse che lo fanno per pagarsi la retta all’ Università, casalinghe che lo fanno per avere qualche soldo in più……

        2. @Brumbru
          Ho già spiegato che cos’ è la ninfomania, che non c’ entra nulla con la prostituzione. Inoltre l’ espressione ” prostituirsi per niente, cioè gratis ” non può esistere, è un ossimoro, infatti il termine ” prostituirsi ” significa vendere il proprio corpo dietro compenso. Se non c’ è il compenso non è prostituzione.

        3. Cosa che del resto alla fine riconosci anche tu.
          Ci sarebbe molto da dire su questo argomento, troppo per non cadere alla fine in qualche contraddizione.

      2. “Cosa che del resto alla fine riconosci anche tu” farebbe pensare che tu abbia penato per convincermi. Invece è una cosa di cui sono sempre stato convinto. No, per chiarire che concordo totalmente, su quello.
        Ti dirò… non a caso ho messo le virgolette… ed ho rinforzato con l’inciso tra parentesi. Solo che quando si conversa… bisogna usare delle categorie e delle semplificazioni, per capirsi. Anche se non rappresentano esattamente ciò che si pensa… o se ciò che si pensa comporta dei “ma” e dei “se”.

      3. Il discorso della costrizione é sicuramente quello che più fa infiammare gli animi. Credo che nessuno si possa dire favorevole. Non solo nel caso in questione, Ma in tutti quei casi nei quali ne va la dignità del singolo e non parlo solo di vendita del proprio corpo, ma anche di esprimersi come, dove e come meglio uno crede.
        La costrizione comunque sia é lesiva della libertà personale, diritto inalienabile comunque.

  15. Francamente trovo più onorevole vendere il proprio corpo, piuttosto che la parola, il cervello o finanche l’anima.
    Ma si sa, il mio concetto di morale è al di fuori di quella comune; per me è immorale (o meglio, amorale) fare male (in qualsiasi modo) ad altri consciamente.
    E per favore non parlatemi di costrizioni economiche …..conosco molte persone che per soldi si sono vendute molto più del corpo

  16. Fedifrago, dato che di costrizioni economiche ho parlato solo io, eviterò di fare l’ipocrita -per l’appunto- e ti dirò come la penso: Le costrizioni economiche esistono, secondo me, eccome. Credo che sia innegabile che molte ragazze si rivolgano alla prostituzione proprio per risolvere problemi economici (tra gli altri motivi… ovvio. Non dico che sia l’unico). Il fatto, poi, che ci sia gente che si vende altro (cosa che tu giudichi peggiore, e potrei essere anche d’accordo… ma non c’entra col discorso che stiamo facendo, credo) non giustifica certo la prostituzione…
    Per quanto riguarda la tua morale… devo dire che è molto simile alla mia, per cui concordo. Io credo, però, che chi si droghi faccia del male ad altri, oltre che a sè. Andando in giro per strada importunando la gente, guidando… facendo rapine o in mille altri modi. Inoltre la liberalizzazione renderebbe più facilmente disponibile (non dico che ora non accada, dico che sarebbe più facile ottenerla) la droga anche ai minori… in un modo o nell’altro. E chi vende il proprio corpo (cosa che parrebbe a prima vista non far del male a nessuno) innesca meccanismi di finanziamento delle associazioni malavitose. E questo accadrebbe anche se fosse liberalizzata. Non ne faccio una questione di morale cattolica… ma sociale.

    1. La questione sociale che presenti parte da un presupposto sbagliato. In economia si impara che la domanda di un bene aumenta quando vi è carenza di offerta; quindi secondo i principi economici la liberalizzazione andrebbe nel senso di far diminuire anche la domanda.
      Senza contare il “fascino” dell’illecito e del proibito, che attirano fruitori che altrimenti non considererebbero neppure i “prodotti” offerti.
      E se anche volessi concordare con il tuo punto di vista della dannosità sociale dovremmo allora estendere il “proibizionismo” a tutto: vino, liquori, giochi d’azzardo, sport pericolosi, red bull, uso di psicofarmaci possono essere un pericolo per se stessi e per gli altri (la fidanzata dei vent’anni di un mio amico fu investita ed uccisa da un ubriaco, non da un ragazzo che si era fatto una canna)

  17. Uhm. Mi sa che ti confondi. E’ il prezzo di un bene ad aumentare quando vi è carenza d’offerta, non la domanda. E proprio per questo la liberalizzazione porterebbe più competizione ed un maggior numero di donne offerentisi. Il che porterebbe inevitabilmente ad un abbassamento dei prezzi, dunque ad una appetibilità del “bene” verso una fascia di potenziali acquirenti maggiore.
    Ma non credo si possano applicare i principi dell’economia di mercato al caso in questione. Si sa, queste leggi valgono in un mercato libero… in cui a comandarlo sono la domanda e l’offerta. Nel mondo sociale vi sono le leggi giuridiche, che sicuramente influenzano i comportamenti. Fin qui il discorso oggettivo.
    Il fascino dell’illecito e del proibito esiste, concordo. Ma non arriva (e qui andiamo nel soggettivo) mai ai livelli dell’esecuzione del consentito. Voglio dire… (passami l’esempio banale) se ci sono dei sensi vietati è pur vero che qualcuno ogni tanto ne farà un pezzo (e con tanto gusto, magari…), ma la maggioranza degli automobilisti proseguirà lungo le vie consentite. Non fosse altro per non beccarsi una multa. Possiamo dire che vietare qualcosa ne aumenti il desiderio, forse… ma non l’utilizzo. Secondo me.
    L’ho detto prima. L’alcool sarebbe da vietare, si. A meno che non si trovasse un modo efficace per limitarne l’uso a quantità modiche. Basterebbe che le forze di polizia facessero il test etilico a tappeto non dico sempre… ma 4 volte al mese, a sorpresa, e dopo qualche mese stai certo che nessuno si sbronzerebbe più. O sarebbe oramai senza patente, dunque non più in grado di nuocere.

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