Firenze on my mind

Tittina, tu non mi puoi fare questi scherzi da prete, alla mia età sono pericolosi! Sto leggendo qua e là e mi ritrovo sotto gli occhi il tuo post….Tittina, mi sono commossa, parlo sul serio! Di colpo sono tornata indietro con gli anni, quando ancora studiavo e non avevo pensieri se non quelli della scuola. Eravamo noi tre amiche da una vita, io, Leda e Mirta. Erano i tempi del Liceo e avevamo una tradizione, in primavera, non importava quale giorno, si marinava la scuola e si partiva per Firenze in treno (il primo al mattino) e si tornava la sera con l’ultimo treno ovviamente. Era il nostro saluto alla primavera. Appena scese in Stazione dritte in Piazza della Signoria dove si andava a fare colazione al Caffè Rivoire. Sedute al tavolino facevamo progetti per la giornata, spendendo una fortuna in paste e pasticcini vari traboccanti di creme, accompagnati da fumanti cioccolate in tazza affogate nella panna montata. I camerieri ci guardavano bonari…con quello che ci costava quella colazione era il meno che potessero fare. Poi ci si alzava e via! Firenze era nostra, i musei, i palazzi, la Galleria degli Uffizi, Santa Maria del Fiore, Santa Maria Novella, Santa Croce….E poi che sto a fare l’elenco proprio a te? Insomma ce la siamo passata tutta, il Giardino di Boboli, Bacco sta ancora là sulla tartaruga? Ricordo il Pontevecchio, i negozi degli orafi, dove ci si divertiva a fare le turiste in vena d’acquisti. Ci si dava un tono, si entrava in un negozio, si parlottava tra di noi in inglese o francese, poi, con un italiano stentato, si chiedeva di vedere dei gioielli, di solito anelli, orecchini e bracciali. Ce li provavamo e ci scambiavamo pareri sempre parlando in inglese e francese, poi chiedevamo i prezzi (certe mazzate) e sempre con fare annoiato e con un certo distacco dicevamo che saremmo andate a cercare i nostri padri, che stavano lì fuori a guardare il panorama, e saremmo tornate per fare acquisti. Naturalmente una volta fuori si scappava a gambe levate sghignazzando e urlando come ragazzacci in vena di combinare guai. Poi la fiorentina innaffiata dal Brunello (due mesi di risparmi duri) e ancora Firenze davanti ai nostri occhi, la gente, i negozi, acquisti vari e la rassegnazione del ritorno.
Io non so se era colpa di Firenze, oppure dell’età, o del nostro essere amiche e complici, o dei tempi e dei sogni non ancora infranti, l’unica che ha realizzato i suoi sogni sono io, ma mi mancano quelle fughe e mi manca Firenze, “quella Firenze”.

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

4 pensieri riguardo “Firenze on my mind

  1. Ahahahhahhh che ridere…!!! magari ci siamo pure incrociate qualche primavera fa…
    Ehi Firenze è sempre qui, il caffè Rivoire pure..per ora… tanti negozi hanno chiuso, tanti ne chiuderanno.. se un ti sbrighi… chiude pure Rivoire…

    1. A volte mi chiedo, se l’uomo potesse veramente fermare il tempo in modo da non invecchiare mai e non morire mai, sarebbe veramente felice? Ammesso che ci riuscisse, siamo sicuri che non si annoierebbe?

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