Quelli che….

Il titolo è volutamente ispirato alla canzone di Jannacci ma non solo perché lui non c’è più ed è normale che ci tornino in mente le sue canzoni. E’ proprio perché è come se, con la sua morte, mi fosse calata addosso di colpo la consapevolezza che qualcosa non sarà più come prima, che, come dice Battiato, “rimettiamoci la maglia, i tempi stanno per cambiare”. Viviamo tempi difficili ma è come se finora ci fossi passata attraverso senza però sporcarmi, senza che le ragnatele degli avvenimenti mi fossero rimaste attaccate addosso. Ho sempre pensato di essere proiettata verso il futuro, ma mi accorgo che, da quando mia madre si è trasferita da me, c’è qualcosa che mi sta rigettando indietro. Apro una parentesi: conosco delle madri che hanno con le proprie figlie un rapporto isterico-protettivo, le trattano come pupattole, vegliano su di loro affinché non incontrino il lupo cattivo ed iniziano sin da piccolissime a predisporle per il tempo che verrà, il futuro. Mai che parlino loro del passato, di quello che è successo quando erano piccole, adolescenti loro, di come si svolgeva la vita ai tempi che furono, come se quei tempi fossero da dimenticare; raccontano piuttosto fiabe raccapriccianti e quando si accorgono che le figlie sono atterrite le consolano dicendo di non preoccuparsi, si tratta di fiabe, robe di fantasia mai successe. E che gliele racconti a fare allora?
Mia madre non mi ha mai raccontato fiabe ma piuttosto fatti di vita veri successi ai suoi tempi ed anche più indietro. E questo background secondo me è molto utile come base per affrontare il futuro. Io guardo avanti sapendo che cosa c’è alle mie spalle. Inevitabilmente si finisce per fare un confronto tra ieri e domani ed è stato proprio ieri sera che è affiorata questa consapevolezza di guardare al futuro senza però vedere un futuro. Ieri sera stavamo guardando un programma dedicato ad Enzo Jannacci. C’erano tanti personaggi che ho imparato a conoscere grazie a mia madre, quelli che….. Cochi e Renato, Paolo Rossi, Dario Fo, Teo Teocoli, Massimo Boldi e li ho visti vecchi, con pance e pappagorge, rughe ed ho pensato: quand’ero piccola mi sembravano eterni, inossidabili. Ho rivisto una cantante che a me piace molto, con una voce particolare, roca e velata come se le sue corde vocali fossero avvolte nelle nebbie lombarde. Sto parlando di Ornella Vanoni che all’inizio della carriera veniva definita la cantante della mala. Ed ho rivisto Jannacci già arreso alla sua malattia e mi è venuto da piangere per lui, per il periodo che rappresenta, quando cioè ci sembrava che tutto funzionasse, ricordate quello spot pubblicitario “Milano da bere”?
Quelli che….quelli come noi che mai e poi mai avrebbero immaginato di arrivare al punto in cui siamo.
Eppure sotto i nostri piedi la terra cominciava a franare. Quelli che….non hanno punti di riferimento, perché il passato e passato e di futuro non se ne vede…oh yeah!

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

16 pensieri riguardo “Quelli che….

    1. E perché non dovrebbe funzionare? A volte sono proprio le situazioni più improbabili che funzionano. Tutto dipende da San Pietro. Bisogna vedere se farà entrare Califano, visto il suo curriculum vitae…. Non so se San Pietro potrà passare sopra a certi suoi peccatucci. Certo che in Paradiso ci sarebbe finalmente un po’ di vita, di movimento! E poi Califano ha scritto delle bellissime canzoni e non penso neppure che fosse quel “bello e dannato” che voleva far credere di essere. Probabilmente appartiene a quella categoria di persone che, essendo molto sensibili, hanno paura di essere feriti e adottano un comportamento da spacconi antipatici, ma è tutta scena, dentro sono sensibilissimi.

  1. Quelli che cantano dentro nei dischi perche’ ci hanno i figli da mantenere, oh yes!
    Quelli che da tre anni fanno un lavoro d’equipe convinti d’essere stati assunti da un’altra ditta, oh yes!
    Quelli che fanno un mestiere come un altro.
    Quelli che accendono un cero alla Madonna perche’ hanno il nipote che sta morendo, oh yes!
    Quelli che di mestiere ti spengono il cero, oh yes!
    Quelli che Mussolini e’ dentro di noi, oh yes!
    Quelli che votano a destra perche’ Almirante sparla bene, oh yes!
    Quelli che votano a destra perche’ hanno paura dei ladri, oh yes!
    Quelli che votano scheda bianca per non sporcare, oh yes!
    Quelli che non si sono mai occupati di politica, oh yes!
    Quelli che vomitano, oh yes!
    Quelli che tengono al re.
    Quelli che tengono al Milan, oh yes!
    Quelli che non tengono il vino, oh yes!
    Quelli che non ci risultano, oh yes!
    Quelli che credono che Gesu’ Bambino sia Babbo Natale da giovane, oh yes!
    Quelli che la notte di Natale scappano con l’amante dopo aver rubato il panettone ai bambini, oh yes!
    Intesi come figli, oh yes!
    Quelli che fanno l’amore in piedi convinti di essere in un pied-a-ter, oh yes!
    Quelli, quelli che sono dentro nella merda fin qui, oh yes! Oh yes!
    Quelli che con una bella dormita passa tutto, anche il cancro, oh yes!
    Quelli che, quelli che non possono crederci neanche adesso che la terra e’ rotonda, oh yes!
    Quelli che non vogliono tornare dalla Russia e continuano a fingersi dispersi, oh yes!
    Quelli che non hanno mai avuto un incidente mortale, oh yes!
    Quelli che non vogliono arruolarsi nelle SS.
    Quelli che ti spiegano le tue idee senza fartele capire, oh yes!
    Quelli che dicono “la mia serva”, oh yes! Oh yes!
    Quelli che organizzano la marcia per la guerra, oh yes!
    Quelli che organizzano tutto, oh yes!
    Quelli che perdono la guerra… per un pelo, oh yes! Oh yes!
    Quelli che ti vogliono portare a mangiare le rane, oh yes!
    Quelli che sono soltanto le due di notte, oh yes!
    Quelli che hanno un sistema per perdere alla roulette, oh yes!
    Quelli che non hanno mai avuto un incidente mortale, oh yes!
    Quelli che non ci sentiamo, oh yes!
    Quelli diversi dagli altri, oh yes!
    Quelli che puttana miseria, oh yes!
    Quelli che quando perde l’Inter o il Milan dicono che in fondo e’ una partita di calcio e poi vanno a casa e picchiano i figli, oh yes!
    Quelli che dicono che i soldi non sono tutto nella vita, oh yes!
    Quelli che qui e’ tutto un casino, oh yes!
    Quelli che per principio non per i soldi, oh yes! Oh yes!
    Quelli che l’ha detto il telegiornale, oh yes!
    Quelli che lo statu quo che nella misura in cui che nell’ottica, oh yes!
    Quelli che non hanno una missione da compiere, oh yes!
    Quelli che sono onesti fino a un certo punto, oh yes!
    Quelli che fanno un mestiere come un altro.
    Quelli che aspettando il tram e ridendo e scherzando, oh yes!
    Quelli che aspettano la fidanzata per darsi un contegno, oh yes!
    Quelli che la mafia non ci risulta, oh yes!
    Quelli che ci hanno paura delle cambiali, oh yes!
    Quelli che lavoriamo tutti per Agnelli, oh yes!
    Quelli che tirano la prima pietra, ma che anche la seconda,la terza, la quarta e dopu? E dopu se sa no…
    Quelli che alla mattina alle sei freschi come una rosa si svegliano per vedere l’alba che e’ gia’ passata.
    Quelli che assomigliano a mio figlio, oh yes!
    Quelli che non si divertono mai neanche quando ridono, oh yes!
    Quelli che a teatro vanno nelle ultime file per non disturbare, oh yes!
    Quelli, quelli di Roma.
    Quelli che non c’erano.
    Quelli che hanno cominciato a lavorare da piccoli, non hanno ancora finito e non sanno che cavolo fanno, oh yes!
    Quelli li’…

    1. Vado a caso, scegliendo i versi che mi ispirano di più…..

      “quelli che fanno un mestiere come un altro”
      e quelli che non sanno neppure che cos’è un mestiere…..oh yes

      “quelli che votano a sinistra…quelli che votano a destra…..”
      e quelli che hanno votato M5S per protesta e che ora protestano più di prima…oh yes

      “quelli che fanno l’amore in piedi convinti di essere in un pied-à-terre”
      e quelli che si accontentano di qualunque posto, purchè lo facciano…oh yes

      “Quelli che non c’erano”
      e quelli che c’erano e ora non ci sono più…oh yes

  2. La vita ha un andamento circolare… c’è un momento per ogni cosa. C’è un bel detto, in cui un anziano si rivolge ad un ragazzo e dice: “quello che tu sei, io sono stato. Quello che io sono, tu sarai.”
    Personalmente, non amo lasciarmi prendere da queste malinconie. Mi piace pensare di avere ancora tanto bel tempo da passare.

    1. Non si tratta di malinconie ma di ineluttabile verità di cui prendere atto senza rimuginarci sopra troppo a lungo. E’ la vita che è così. Farsene una ragione è doveroso, poi pensiamo ad altro….sempre che tu sia in grado di pensare…..

  3. @Ale
    Grazie per il commento. Grazie a Jannacci mi sto addentrando nel mondo degli artisti lombardi, in particolare la Vanoni…..e Gino Paoli che non è milanese come io erroneamente credevo, bensì genovese. Dicevo, la Vanoni e Paoli:

    “senza fine,
    tu trascini la nostra vita…
    senza un attimo di respiro
    per sognare,
    per potere ricordare ciò che abbiamo già vissuto…

    senza fine,
    tu sei un attimo senza fine
    non hai ieri, non hai domani
    tutto è ormai nelle tue mani, mani grandi, mani senza fine…

    Bella bella…..

  4. @Blanca
    Eppure come età sono tutti lì, è normale che prima o poi se ne vadano. Se consideriamo la cosa razionalmente è logico. Ma forse è per quello che rappresentano, hanno accompagnato i nostri momenti più importanti, felici e non. Sono legati a periodi, emozioni….O forse sarà perché non riesco a trovare nel panorama odierno qualcuno che riesca ad emozionarmi come loro?

  5. Ecco, esatto, facciamo che Francuzzo si limita al suo personale pop, lasciando pure da parte le opere, gli sgalambri e la politica.
    Jannacci è andato? ma va… è sempre qui, con gli eterni di sempre.

  6. Mi fa piacere!
    Un altro Lumbard, che con Gaber e Jannacci non mancava mai alle case/scuole/fabbriche occupate: NANNI SVAMPA – sovente con Patruno;
    Qui è in una canzone proprio di Jannacci, riarrangiata da Svampa (improbabile la versione di Mina):

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