Rettifica

Ora che mi sono calmata, cerco di fare il punto della situazione. Mi impongo una certa freddezza, prendo le distanze come si suol dire, per avere la lucidità necessaria e cercare di entrare nella testa di una persona capace di commettere un’atrocità simile.Metto tutte le tessere del puzzle sul tavolo per vedere di capirci qualcosa. Le solite eterne domande, perchè è successo  tutto ciò, di chi è veramente   la colpa? Che peso ha la Società in tutto questo? Che cosa porta una persona a compiere un simile gesto? Qual’è la scintilla che accende la miccia ? E’ possibile prevedere quando e dove esploderà la bomba? E soprattuttto ce ne sono sicuramente altri così in giro, come si può fare per evitare queste tragedie? E mentre mi pongo questi interrogativi sfogliando libri per trovarvi soluzioni, mio marito interviene  e dice la sua:

<D’accordo, è una tragedia. Ma che cos’hanno di diverso questi poveri bambini da quelli morti per epidemie, carestie, fame, guerre? Alla fine il risultato è lo stesso, sono vittime di una società malata, miope che se ne frega dei deboli. Anche il ragazzo che ha sparato a  suo modo è una vittima.>

Passa  sullo schermo un’immagine  del regazzo, sembra  una persona normale, come tante. Questo vuol forse dire che anche noi potremmo  un giorno svegliarci e comportarci in modo strano? E che cos’è normale? Basta guardarsi attorno e pare che stia esplodendo la follia, bambini rapiti, seviziati e uccisi, donne uccise da ex, anziani maltrattati e uccisi….. Che succede dunque? E’ forse l’uomo un animale incapace di tenere a freno gli istinti più brutali? Oppure, come ipotizzano alcuni, ci vorrebbe una grande guerra che coinvolga tutti i popoli della terra per placare questa bramosia di violenza e  sopraffazione ? Ma non ci sono forse in corso guerre e guerriglie? Sì, ma non sono sufficienti a calmare questa smania che in un  modo o nell’altro ci tocca. Guardatevi attorno. Il nervosismo serpeggia e scivola tra di noi, negli uffici pubblici impiegati scortesi rispondono con annoiata spocchia a persone a loro volta nervose e insofferenti. Lo stesso succede nei supermercati, per la strada, in autobus, dal medico. Perfino nei condomini, ci si ritrova sul pianerottolo davanti all’ascensore e ci si guarda con indifferenza masticando un saluto a denti stretti  a volte non ci si saluta neppure. Ci si limita a guardarci con sospetto. E il malessere cresce dentro e a volte esplode in modo imprevedibile. Basta un gesto mal interpretato od un’osservazione un pò sù di tono per farci imbufalire.

Però da questo a andare per scuole o per strada a sparare ce ne corre…..e se anche è vero che ho pietà di tutti i bambini morti per guerre, carestie ecc., questi uccisi in modo così assurdo mi fanno imbestialire e se mi capitasse tra le mani il ragazzo che ha sparato credo che sarei capace di giustiziarlo suil posto. Anche se è sbagliato e mi  pone dalla parte del torto.

 

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

34 pensieri riguardo “Rettifica

  1. io resto della mia idea, la pena va inflitta a chi non ha capito o prodotto il potenziale assassino. Costui va messo in coma farmacologico fino alla fine dei suoi giorni….. se basta. La mia compassione più grande va ai famigliari dei bimbi…. chi e come saranno consolati seguiti accuditi aiutati…dagli stessi che non hanno capito una beata mazza del ragazzo-omicida…? ma per favore…vorrei davvero che si aprisse una voragine e ingoiasse tutti…quelli lì

    1. Ma certamente, la pena va inflitta a queste persone, che sicuramente guarderanno inorridite al massacro e si chiederanno perchè tutto questo. Va inoltre inflitta a quelli che cercheranno di mettere una pezza sul dolore di quei genitori, vale a dire psicologi, psichiatri et similia e se te lo dico io vuol proprio dire che è vero! Perchè, dico io, dove siamo noi quando veramente occorre? Io lo vado dicendo da una vita, noi dovremmo essere a fianco del pediatra prima e del medico di base poi, nello stesso studio, per assistere a tutte le visite e poter poi discutere col medico di base su eventuali problemi e porvi un rimedio finchè si pò ancora fare. Sarebbe ora di smetterla col considerare la nostra categoria come un “optional”, una cosa pensata solo per ricchi annoiati o per pazzi. Quanta gente c’è in giro che sta male ma non vuole farsi curare. E chissà quale demonio abitava nella mente del ragazzo. Mi sorge spontaneo un pensiero per la madre. Che avrà pensato poco prima di morire? Che magari il suo figliolo era s+ un pò strano ma come tanti. E penso anche al ragazzo, però, nonostante il gesto estremo col quale si è tolto la vita e che forse era una denuncia verso questa società che passa su di noi come un rullo compressore e ci trasmette falsi valori, senza accorgersi che magari qualcuno è più fragile e potrebbe interpretare male questi messaggi, nonostante tutto ciò non riesco a provare pena per lui.

      1. Io sono d’accordo che gli psicologi devono essere a fianco del medico, sempre e comunque. E’ una categoria che rispetto e stimo. Una categoria poco ascoltata tanto che un ragazzo con una grave forma di psicosi può vivere in una casa dove ci sono armi… i Famigliari suoi.. possibile che non avessero avuto avvisaglie di una crisi?

  2. Cosa ha pensato la madre prima di morire ?? forse alla stupidità di possedere 5 pistole e un fucile automatico nell’armadio ????
    La polizia non è ancora sicura se l’arsenale era della madre o del figlio
    comunque regolarmente acquistati …..
    Demonio nella mente del ragazzo ??? ma se viene descritto come
    un buon studente anche se con problemi di autismo …
    no suzieq la madre e la società hanno raccolto quello che hanno seminato … le lacrime non servono a nulla

    1. Ti dirò. Quando è successo il fatto ero a letto con la febbre e mi sono limitata a commentare quello che avevo sentito proveniente dalla tv dell’ altra stanza. La cosa mi aveva così disgustata che non avevo approfondito. Mi dava fastidio persino parlarne.
      Oggi però ho voluto vederci chiaro e sono rimasta basita!

    2. Per demonio nella mente del ragazzo non mi sono spiegata bene. Non volevo dire che era cattivo dentro ma che qualche cosa di orribile gli aveva devastato il cervello, qualche cosa che probabilmente impauriva anche lui e che da solo non sarebbe riuscito a vincere. Ed infatti leggendo oggi ho la conferma di quello che pensavo. C’ è una cosa che non mi è chiara. Alcuni giornali riportano che è stato ucciso dopo la strage,altri invece che sì è ucciso dopo la strage. Se è vera la seconda versione, non fa che confermare il fatto che la colpa non sia sua. Man mano che passano i giorni affiorano nuovi particolari che aiuteranno a fare un quadro preciso della situazione. Altrimenti sì rischia di dare giudizi errati come ho dato io che mi sono fidata principalmente delle mie orecchie.

    3. Quanto al fatto di essere un buono studente anche se con problemi di autismo, non ci farei molto affidamento. Questi elementi hanno di solito un atteggiamento assolutamente tranquillo e che non fa assolutamente presagire nulla.

      1. mi sono espresso male … volevo dire che una volta diagnosticata la forma di autismo si sarebbe potuto, (con l’aiuto della madre, della scuola, dei medici), recuperare e valorizzare ciò che di buono
        c’era in questo ragazzo e non arrivare a questo punto.

        1. Lavori forzati? Mah…sì, però ricorda che l’ozio forzato finisce per uccidere una persona. Nessun individuo riesce a resistere a lungo senza fare qualcosa. Finisce per impazzire. Ecco, l’ozio forzato potrebbe essere una punizione. L’individuo finisce per sentirsi isolato, rifiutato, fuori da tutto, in una parola, diventa un numero e basta. Chi lavora invece recupera grazie al lavoro una dignità.

        2. @Conquestamia….
          Chissà, forse, sappiamo troppo poco di questo ragazzo e le forme di autismo sono tante. Come ho detto già ciò che ha portato a questa tragedia è un insieme di fattori non tutti imputabili al ragazzo, che ha innescato la bomba. Io sto pensando a quanti ce ne sono in giro.

  3. Direi che con questo tuo ultimo commento qui sopra hai colpito il punto:
    “il discorso è complicato”.
    Bisognerebbe prevenire, prima che curare. Ma prevenire come?
    sottoponendo le persone a dei controlli obbligatori? con che criterio?
    visto che queste esplosioni di follia, spesso, non hanno nessun presupposto. Un criterio indiscriminato? bene… così si rischia uno stato totalitario. Il controllo marziale della cittadinanza.
    Uhm… mi ricorda qualcosa…
    🙄

    1. @Paxxino
      cme già detto si tratta di un discorso complicato, man mano che scavi per andare sempre più a fondo affiorano tessere che fanno parte di un grande mosaico, come dire che quello che è accaduto fa parte di un insieme di fatti correlati tra loro che non potevano che dare il risultato che è sotto gli occhi di tutti.

  4. Dico la mia. In primo luogo, la colpa è delle istituzioni. Io non credo che questo ragazzo fosse del tutto normale.. e tu stessa non puoi ricavarlo da una foto. Io credo che qualche segno di squilibrio l’avesse dato.. e qui rispondo alla tua domanda: una persona normale, come noi, potrebbe fare la stessa cosa. Sono convinto (forse è un’illusione) che la risposta sia : NO. Se così è… quel ragazzo andava seguito (e dicendo questo concordo col fatto che lo psicologo e lo psichiatra non dovrebbero essere un lusso, ma un corredo del medico di base).
    Secondariamente, la colpa è della madre: perchè teneva un armamentario in casa? E’ da persone “normali” tenerne uno?
    Infine, la colpa è anche della legge americana che permette il possesso delle armi a chiunque. Se io perdessi la testa al limite potrei prendere a schiaffi qualcuno. Se avessi a disposizione un’arma… farei una strage. Lo so, è difficile tenere sotto controllo il traffico delle armi, volendo fare una strage potrei comunque procurarmene una, potresti obiettare. No. Per procurarmela ci dovrei mettere tempo ed impegno. Magari mi passerebbe la voglia, in un momento di lucidità. E poi il modo per tenere le armi sotto controllo (quantomeno per limitarne la diffusione) c’è: basta agire alla fonte. Chiudiamo le armerie… per esempio. E mettiamo sotto stretta sorveglianza le fabbriche di armi. Il problema è che non c’è la volontà… girano troppi soldi.

    1. @Brumbru
      Sono d’accordo con te. Penso che il ragazzo, se veramente è come si legge sui giornali, avesse già dato motivo di preoccupazione e quindi tenere armi in casa non è certo consigliabile. Non credo che avere a portata di mano un arma potrebbe portare inevitabilmente a qualche gesto sconsiderato. Prendiamo i cacciatori ad esempio, hanno fucili in casa ma non è che se ne vanno per strada a gambizzare quelli che stanno loro antipatici. No, la causa va cercata in più direzioni e molto più a fondo.
      Cjhudere le armerie? Fosse per me le avrei chiuse da tempo, ma….il business? Vuoi concorrere anche tu a ulteriori licenziamenti? Scherzo naturalmente, ma non poi tanto….

      1. Non ho detto questo. Di certo avere un’arma in casa non significa uccidere persone. Ma è anche vero, al contrario, che se non ce l’hai a portata di mano può essere che nel frattempo che te la procuri tu riesca a ragionare. Io non ne posseggo volutamente. Se mi entrasse un ladro in casa, gli sparerei, sentendo minacciato me o la mia famiglia., ne sono certo. Se non ce l’ho… devo star buono, loro prendono tutto ciò che trovano e vanno via, molto probabilmente. Ed io non mi rovino la vita. Perchè sia che io ammazzi lui o che lui ammazzi me, la vita rovinata è quella mia, non la sua. Io ho tutto da perdere, nel possedere una pistola.

  5. per così dire … visto che è un buon studente
    invece del poligono portalo ad un museo
    regalagli un telescopio, un libro, un set del
    piccolo chimico … la creta per modellare
    ma le pistole !!!! forse i problemi li aveva la
    madre !!!

    1. @Conquestamia…..
      Certamente una collezione d’armi non era il massimo; però ti potrei parlare di persone che hanno in casa armi, i cacciatori ad esempio, che al massimo hanno fatto strage di quaglie e fagiani. Oppure di un nostro amico il cui figlio di 25 anni ha una collezione impressionante di spade, spadine, scimitarre, sciabole ecc. Tutti pezzi perfettamente “funzionanti”, tant’è vero che ci vuole il porto d’armi per detenzione d’arma bianca. Eppure non mi risulta che sfidi i vicini di casa a singolar tenzone.

  6. Viviamo in un tempo di follia, che tu hai saputo descrivere molto bene.
    Paradossalmente, agli uomini serve un Hitler o uno Stalin, che li metta in riga. E’ ciò che meritano.
    Purtroppo.

  7. È tutto molto complicato …a prescindere dal fatto che con il,passare del tempo emergono continuamente nuovi elementi.
    Alla base di tutto è il fatto che gli statunitensi (e non americani) sono simili a noi solo per aspetto fisico (quelli di origine europea, tutti gli altri neppure per quello). Hanno un modo di vedere la vita molto, differente dal nostro, sia a causa del retaggio culturale che per motivi ambientali; certo è che, in una nazione dove acquistare armi da fuoco regolarmente è più facile che acquistare aspirine, le condizioni per il proliferare di situazioni a rischio è notevole. Così come notevolmente rischiose sono le condizioni “psicologiche” in una nazione dove forti sono il culto del “self made man” e della proprietà personale.

    Come uscirne? Lo vedo molto difficile, anzi mi pare di vedere anche nella vecchia Europa le prime avvisaglie di una sorta di desiderio di emulazione dell’individualismo sfrenato, che inevitabilmente conduce verso una pericolosa china.

      1. Non dire sciocchezze. E te lo dico con tutto il cuore. Non è così. Se fosse vero, lo direi. Non sono una persona falsamente modesta.
        Ma ti abbraccio per l’affetto che implica questa tua affermazione (sbagliata).

  8. “da noi solo gli assassini uccidono” la frase lapidaria di Benigni sintetizza la differenza tra Europa e Usa. Non è casuale che lo stato propugnatore della pena di morte sia anche quello che ha liberalizzato totalmente la vendita di armi ai privati. ml

  9. Il problema è un altro, ML. Il problema è che, ovvietà di Benigni a parte, solo da noi gli assassini uccidono più volte, anche dopo che siano stati arrestati, giudicati e condannati. E la cosa mi fa incacchiare ancora di più perchè quelle sono morti che potevano e DOVEVANO essere evitate… dato che oramai era chiaro a tutti che quella persona fosse un assassino.
    Ecco… io la parola “pregiudicato” è una parola che non vorrei più sentire. Perchè è la prova provata dell’inefficienza e del cattivo funzionamento dello Stato Italiano. Una volta individuata, una persona cattiva dovrebbe essere messa in grado di non nuocere più. Per sempre. Dite no alla pena di morte? Mi sta bene. Ma che io non senta più la parola “pregiudicato”. Gli diamo l’ergastolo? Che ergastolo sia. Senza attenuanti, arresti domiciliari, permessi, buone condotte… e compagnia bella.

      1. Ahahah… anche tutti e due, se fa il barbiere. 🙂
        Però in comune abbiamo l’amore per Rousseau, devo dire… quindi non ci sei andato lontano. 😉

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