Un post serio, su di un argomento serio

Dopo aver letto l’ultimo post di BrumBru, il quale sostiene che secondo lui sono più felici le coppie che hanno figli, mi è venuta voglia di fare una ricerca e così ho visto che le cose non stanno proprio così……

L E G G I A M O

Che relazione esiste fra i figli e la felicità?  Sicuramente i figli non sono una condizione necessaria, come è dimostrato ormai dalle tante coppie che non ne hanno e vivono felicemente; ostinarsi a sostenere che sono condizione necessaria rivela o posizioni mistiche (come quelle derivanti da un’adesione acritica ai principi della propria religione) o forti condizionamenti che legano senza nessuna logica la felicità dell’individuo al benessere della futura collettività (se non facciamo figli cosa sarà dell’uomo?); questa ultima posizione è spesso tipica di personalità sopravviventi o contemplative.  Sicuramente non sono una condizione sufficiente, visto che sono sotto gli occhi di tutti soggetti che hanno figli, ma che sono infelici. Ritenere i figli una condizione sufficiente è tipicamente romantico, con l’identificazione del figlio come idea dominante cui asservire la propria vita in cambio della felicità. Non a caso, chi li ritiene sufficienti alla felicità ha spesso una visione tradizionale che, un po’ cinicamente, si può ridurre alla sequenza nascita-amore-matrimonio-figli-morte.  I figli potrebbero essere però una condizione facilitante, penalizzante o ininfluente.

Come se non bastasse ciò che ho appena letto nell’articolo che riporto in parte, ecco la sociologa statunitense* Robin Simon che ha analizzato le risposte date nell’indagine commissionata dall’Ufficio nazionale statistiche su un campione rappresentativo di 13.000 famiglie, arrivando alla conclusione che:

1.le coppie senza figli sono più felici delle coppie con figli;

2.ciò vale per tutte le fasce d’età;

3.la situazione è andata progressivamente peggiorando negli ultimi 50 anni;

4.la negatività esistenziale diminuisce quando i figli si formano la propria famiglia.

I L   B I L A N C I O

Le ricerche di Simon, Gilbert e altri mostrano senza ombra di dubbio che è ormai superato il concetto che vede nella procreazione uno degli scopi dell’esistenza.  Per chi non ne fosse convinto e continuasse a riferirsi a una visione naturalistica dell’uomo, può essere utile il paragone con la sessualità. Se nel 5000 a.C. era logico pensare che l’atto sessuale fosse uno scopo dell’esistenza, naturale sfogo a istinti naturali, oggi nessuno sosterrebbe che un uomo che salta addosso a una donna per strada stia positivamente perseguendo uno degli scopi della sua vita.  Così, per la maternità (che peraltro è meno “necessaria” di quanto sembri, visto che molte donne ci rinunciano senza problemi) si deve comprendere che il progredire sociale ne ha ridotto l’ampiezza esistenziale: la nascita di un figlio non necessariamente è un fatto positivo, esattamente come per altri concetti: il matrimonio, il lavoro, una relazione ecc.

La coppia scoppiata  Esistono due condizioni nelle quali a un osservatore esterno i figli sono chiaramente visti come condizioni penalizzanti: ■in caso di separazione/divorzio. ■nel caso in cui il rapporto sia pessimo e si stia insieme solo per i figli (una soluzione pessima per il Well-being, ma scelta da molte persone).  In entrambi i casi, se non si è accecati dall’amore per il figlio, si comprende che sarebbe stato meglio non avere figli, riservando la propria genitorialità per il rapporto con una persona più compatibile. In genere si obietta che non è possibile essere certi che la persona scelta sia quella giusta, ma l’obiezione confonde il certo con il molto probabile che una persona razionale e positiva deve mettere alla base della sua decisone di fare un figlio con un’altra persona.  La persona equilibrata fa un figlio solo con una persona che vede accanto a sé per lo meno per tutto il tempo in cui il figlio ha bisogno di un’educazione comune, cioè fino alla fine dell’adolescenza. Se non c’è questa piena consapevolezza, fare un figlio è solo irresponsabile; è invece egoista chiunque faccia un figlio, disinteressandosi dell’altro genitore, pretendendo di fare contemporaneamente da padre e da madre.

 

(se volete leggere l’articolo completo, che io ho pubblicato solo in parte, potete andare a questo link:

http://www.albanesi.it/index.htm

 

Annunci

Autore:

Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

29 pensieri riguardo “Un post serio, su di un argomento serio

  1. Devo andare. Ti anticipo solo che odio i sociologi ed i sondaggi (c’è una tag apposita da me. “isondaggisonocomelapelledeimaroni”)… ahahaha. Ho detto tutto. Ti risponderò con calma, domani…
    Buona serata.

  2. @Anna: sta messa male, eh? Rido…. Oh, comunque non far la spiritosa… tu ne hai scritto più d’uno su di me….

    Ed ora passiamo alle cose serie. Capoverso successivo al LEGGIAMO:
    -il discorso più sballato, secondo me (a riprova del fatto che gli studi -ed anche i sondaggi, secondo me, ma questo è un altro argomento- valgono essenzialmente per chi li compie e per qualcuno che gli sta dietro. Tu sai meglio di me che volendo affermare qualcosa… uno studio che lo “dimostri” lo si trova. Io, purtroppo -ahahaha- vado con la mia testa. Quella che c’è….. Con entrambi i neuroni, insomma.). Per esempio, io non rientro in nessuna delle due categorie. Non ne faccio una questione religiosa nè di sopravvivenza della specie. Me ne fotto. E non ho mai detto che siano sufficienti. Proseguo senza dargli altra importanza…
    – La Simon: Chiacchiere (lo so… tu dici: ma ha intervistato 13.000 famiglie!!! Ecchissene, rispondo io, giusto perchè non ti voglio ammorbare su come si possano addomesticare le statistiche.). Posso accettare il discorso che i figli non siano necessari… ma conosco abbastanza gente (seppur non 13.000 famiglie… ahahaha) per poter dire che è totalmente assurdo il fatto che la gente senza figli sia più felice di quella coi figli (dovremmo definire cosa sia la felicità… tra l’altro. Stare senza fà una minchia dalla mattina alla sera? Allora può essere che i figli siano un problema, si. Ma non devo spiegarti io che la felicità non è la tranquillità o il dolce far niente – e qui si ripone la domanda: che campione è stato preso? Che domande sono state fatte? Hai per caso chiesto ad una mamma casalinga, senza denaro per pagarsi una baby sitter ecc. se non sarebbe stata più felice senza figli mentre si sta strappando i capelli per i suoi 5 bambini starnazzanti e piangenti tra i piedi? ecc ecc….-)
    -ed ora al discorso più sensato… IL BILANCIO (fatto da te, presumo, ma non importa…): Non regge, a mio parere, il paragone con la sessualità. o per meglio dire regge… ma la risposta non è necessariamente quella riportata. Lo stupro è una violenza… Saltare addosso ad una donna è un atto riprovevole non in sè… ma in quanto la donna nel caso dello stupro non è consenziente. In natura la cagna, per esempio, avrebbe morso il cane -anche se più debole fisicamente, la rabbia avrebbe pareggiato il conto e l’avrebbe allontanato-. Dimentica, chi scrive, che tra l’altro in natura il maschio viene eccitato dagli effluvi della partner in calore (o da specifici movimenti di corteggiamento… ecc…), dunque lo stupro non esiste perchè la femmina è consenziente di suo. Dunque, ragionamento nullo.
    La donna rinuncia senza problemi alla gravidanza? Si confonde il “far buon viso a cattivo gioco” (cosa giusta e lecita, ci mancherebbe…) con lo star bene ed il non aver problemi. Si può superare… forse, ma si dovrebbe chiedere a quelle donne se, sia pure tempo addietro, non c’è stato un momento in cui non si sono disperate per la mancanza di un figlio. Viceversa, ne conosco un numero enorme, di donne, che non potendoli avere ha fatto veri e propri pellegrinaggi con dispendio di denaro e rischio personale della salute… pur di averli. Arrivando fino all’adozione, quando non ci è riuscita. Sto dicendo eresie? Lascia perdere le statistiche… e guarda intorno a te. Quante ne conosci delle une e delle altre. E di quelle che conosci bene, che non ne hanno, sai per certo che non abbiano mai sofferto per non poter avere figli? Aspetto la TUA risposta, di quella mi fido. Non di quelle dei sondaggi. Io il mio personale sondaggio te l’ho descritto.
    Infine, il bilancio -positivo o meno- della nascita di un figlio si fa alla fine della vita. Se parliamo di una ragazzina 14enne… senza soldi, con mille problemi… ecc… ok, può essere che lì per lì il sopraggiungere un figlio appaia un dramma. Ma dopo 20 anni?
    Io credo all’istinto di procreazione della specie come forza trainante (anche se forse non l’unica… fin lì ci posso arrivare…) della vita umana. E c’è una cosa per tutte che lo dimostra. Se siamo qui, è perchè non ci siamo estinti. Se non ci siamo estinti… è merito si della nostra adattabilità e del nostro cervello… ma anche del nostro istinto alla procreazione. E questo non può valere solo per 5000 anni fa. Se siamo qui è valso anche fino a100 anni fa… E deve valere anche per oggi. Altrimenti la nostra ultima mutazione, quella dello “omo improliferantes” (ahahahah) sarà quella che ci estinguerà.
    -la coppia scoppiata: finalmente qualcosa di condivisibile (per me, ovviamente… non parlo mica per conto di altri, io… e non pretendo di possedere verità assolute, ma una mia idea… si), in questo post. Rido. No, voglio solo dire che vedere i figli come “penalizzanti” in quella situazione particolare non implica il fatto che li si consideri penalizzanti in assoluto. O che non si desideri averne mai ed in nessuna condizione. Sul resto, nulla da dire.

    P.s.: ti capirò se rimanderai la lettura di questo commento alla prima settimana di ferie che ti capita….

    1. Tralasciando il fatto che hai un pò le idee confuse (un pò tanto ) sù certe tematiche, sorvolando sul fatto che ragioni come solo un maschilista può fare, mettendo da parte tutto, c’ è una cosa che proprio non posso farti passare ed è il discorso sullo stupro. Sono furiosa a dire poco! Ma mi sfogherò meglio con un altro post.
      Ma che mi tocca leggere!

      1. @Anna: A ridaglie: ecco la frase: “Lo stupro è una violenza… Saltare addosso ad una donna è un atto riprovevole non in sè… ma in quanto la donna nel caso dello stupro non è consenziente.” Prima che parta in quarta anche la nostra ospite, e dica str… anezze, preciso che intendevo dire che saltare addosso ad una donna consenziente (che so, nostra moglie, o la donna che amiamo) non è riprovevole, anzi. Quello stesso atto, fatto verso una donna non consenziente… è riprovevole. Ho detto anche che è una violenza….
        Perchè mi volete far dire che lo stupro non esiste, o che non è riprovevole?
        Ho detto che non esiste in natura, nel senso che non sono a conoscenza del fatto che nel mondo animale accadano gli stupri. Questo perchè l’animale maschio si eccita dopo aver sentito gli effluvi della femmina in calore. Che glieli fa sentire dopo aver accettato il corteggiamento, o che comunque si sa difendere di suo, se non vuole.
        E quando ho detto “discorso nullo” intendevo che il paragone non è corretto e non ha corrispondenza col caso in esame. Non ci aiuta a capire… non è pertinente (finalmente la parola che cercavo…). Non che lo stupro (sulle donne) non esiste… ci mancherebbe. E m imeraviglio di te, Anna… che sicuramente più volte mi hai letto schierato apertamente contro lo stupro. Io gli darei l’ergastolo.. .a quelli!! E tu lo sai, non è la prima volta che lo dico…

  3. Me ne fotto anche di quelli. Il fatto che siano comuni non implica che siano errati. E’ ugualmente sbagliato sia seguirli solo perchè son comuni… che negare la loro validità solo per atteggiarsi ad anticonformisti. Il che è anche peggio, se permetti. Infatti odio gli anticonformisti… pur essendolo io stesso, per certi versi, ma non a tutti i costi. Chissene. Io vado per la mia strada, Suzie… giusta o sbagliata che sia. E porto con me un dubbio…. per raddrizzare la rotta quando sbaglio. Se ci riesco. Altrimenti, pazienza. Rifarò l’errore… ma almeno saprò dove guardare.

    P.s.: Bella quest’ultima frase, eh? Non mi ricordo da dove l’ho copiata, però…

  4. @suzi
    – Ho avuto due relazioni importanti, senza figli. Non l’ho mai vissuta come una condizione limitante, né sentita come una mancanza. Rapporti felici vissuti da persone felici.
    Inoltre la separazione dalla mia prima moglie è stata serena, senza ripicche economiche riversate sui figli.
    – Attorno ai 42/45 anni ho provato il desiderio di avere un figlio. Non so se per un egoistico desiderio di eternità ottenuto tramite il DNA, oppure per poter tramandare a qualcuno la conoscenza e l’esperienza acquisita in una vita alquanto variegata. Poi, visto che mi relazionavo quasi solo con donne sposate e con figli, il cui unico pensiero era evadere dalla routine con un altro maschio, mi sono ravveduto. Mi sono ravveduto anche perché ritengo ridicoli i papà/nonni (quelli che fanno figli oltre i 50 anni, magari con brasiliane ventenni).
    – Ora ho due figli, ventenni ed acquisiti dalla seconda moglie, ma assolutamente ininfluenti sulla qualità del rapporto (molto influenti, invece, sul conto economico).
    – Conosco, ed ho conosciuto, numerose coppie con figli e senza, e – pur senza la pretesa di dare alle mie osservazioni una valenza statistica o sociologica – non ho mai rilevato una sostanziale differenza, in termini di felicità. Ho però osservato molte donne diventare “bimbo centriche” e riversare sul figlio tutte le attenzioni ed aspettative. In questo senso, quindi, direi che hanno una vita più varia le coppie senza figli.

    Conclusione? Nessuna. Solo che credo la differenza la facciano le persone, indipendentemente dalla condizione.

  5. Non ne ho idea. Io non ho figli ma solo ravanelli. Per una opinione diretta ci vorrebbe l’esperienza di entrambe le situazioni; coppia senza figli e poi coppia con figli (o viceversa, in caso di cambio di coppia). Di sicuro, affidarsi a una condizione che vada al di fuori della propria persona, non è il sistema migliore per misurare la felicità.
    Che resta, in ogni caso, momento aleatorio della vita.

    1. @Anna: oh, se ti dà troppa noia la trafila… (accoppiamento, gravidanza… parto… allattamento ecc) io ne ho due già bell’e fatte… Una te la cedo volentieri. E a gratis… ahahah

  6. Concordo con Fedy. La differenza a farla sono le persone.
    C’é chi ne soffre e altrettanto se ne é fatta una ragione. C’é anche chi ne é contento.
    Una figlia é entrata nella nostra vita.
    Abbiamo provato anche ad avere un secondo figlio, ma non é andata come avremmo voluto.
    La casa é piena ugualmente.
    Piena di noi e ciò é bellissimo, credetemi.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...