Amarcord, ma non quello di Fellini…..

Giro di ricognizione tra  i blog, scelgo a caso….Koredititti che parla dei Pooh, mitico gruppo degli anni 70…..ma che dico, mi risulta che sono nati come gruppo nel 1964. Uno dei gruppi più prolifici nel panorama italiano della canzone. C’è chi li snobba perchè sono commerciali. Vorrei aprire una parentesi, è vero, non si può dire che le loro canzoni siano molto impegnate, però io penso che una canzone, qualunque sia il genere (pop, rock,  melodico, impegnata, easy listening ecc) può benissimo darci emozioni e colorare le nostre giornate, anche perchè a volte si ha bisogno  di qualcosa di disimpegnato, qualcosa che accompagni i vari momenti della nostra giornata.  Se sto passando la 100 gradi sul pavimento ho bisogno di qualcosa di vivace che mi sproni a fare il mio lavoro con più energia, per esempio i Rolling Stones o i Led Zeppelin. Se mi accingo a pulire i sanitari niente di meglio che gli AC/DC e se lo sporco è particolarmente ostinato ci penseranno i Rage Against The Machine a darmi lo spunto necessario per debellare lo sporco ostinato. Mentre cucino invece ho bisogno di qualcosa di poco impegnativo, che mi accompagni senza però distogliermi da pignatte e tegamini, potrei arrivare a sopportare anche gli ABBA o I Cugini di Campagna, con riserva però. E poi non è detto che tutti questi stili non possano convivere.

Ma torniamo ai Pooh. Come ho già detto i miei gusti musicali sono molto retrò, “la musica contemporanea mi butta giù”,  tranne qualche eccezione che però non mi entusiasma più di tanto, se mi chiedete a chi mi riferisco non riesco neppure a dirvi il nome. Dei Pooh conosco le canzoni  e anche se i miei gusti sono più orientati verso altri gruppi,  non mi dispiacciono. Tittina dice che sono il suo teletrasporto. Decido allora di andare da mia madre perchè mi è venuta un’idea. Qualche giorno fa le ho regalato due libriccini  divertenti, il primo si intitola “Dizionario delle cose perdute” ed è di Francesco Guccini, la copertina è la riproduzione del pacchetto di sigarette che andavano di moda anni fa in Italia, le Nazionali Esportazione. Vi si descrivono  le cose che hanno scandito il ritmo della vita quotidiana e delle quali si è perso un pò il ricordo. L’altro libro si chiama “Permette un ballo, signorina?”, è di Andrea Mingardi e parla anche lui di un mondo perduto, di abitudini, gesti, modi di dire che hanno fatto da accompagnamento  alla vita dei nostri genitori. Si parla di musica anni 50/60/70, di gruppi musicali che ci sono ancora o che si sono evoluti o che non ci sono più; si parla delle sale da ballo e delle balere, tutto quello che faceva parte della vita di tutti i giorni di quei tempi.  Sono sicura che potranno essere il teletrasporto ideale per mia madre.

Infatti quando arrivo mi parla subito del libro di Mingardi. Chi è Mingardi? E’ un cantautore bolognese che….bè insomma se volete saperne di più fatevi un giro su Wikipedia. Comunque mia madre è inarrestabile, mi parla di questo libro, mi cita episodi legati a questo o a quel particolare. Mi parla di quando andava a ballare di nascosto a suo padre ed io sorrido perchè per me certi comportamenti sono normali, l’idea che mia madre andasse a ballare di nascosto mi fa ridere di gusto. Eh no, non vi ho detto quanti anni aveva…..pensate un pò che aveva da poco fatto i 21 anni e suo  padre le concedeva   di uscire una domenica al mese e solo nel pomeriggio! Non parliamo poi dei “filarini”, vietatissimi, a meno che non si presentassero ufficialmente in casa a chiedere la sua mano. Da non credere! E poi mi racconta di quando, sempre di nascosto si comprò un paio di pantaloni alla Celentano e li indossò. Ora la cosa a voi e a me potrà sembrare un pò esagerata, ma erano altri tempi, specialmente nei paesini di provincia e mio nonno era tosto.  Erano tempi in cui le brave fanciulle di buona famiglia timorate di Dio non portavano i pantaloni che venivano concessi solo in occasione di viaggi, perchè erano più comodi e soprattutto perchè uscivi dal campo visivo dei compaesani e così nessuno avrebbe potuto spettegolare sul tuo conto. Ma mia madre se ne fregava del popolino maligno e ipocrita, anzi ci provava un gusto matto a provocarli.  Era un tocco di figliola alta un 1,75 con un fisico mozzafiato e quando si comprò i pantaloni e se li provò ridacchiò davanti allo specchio immaginando l’effetto che avrebbe fatto. Mia nonna, quando la vide uscire così vestita, anzi fasciata stretta con l’ombelico di fuori si fece il segno della croce. Poi pensò a mio nonno, a quelo che avrebbe detto e disse anche due o tre avemarie. Infatti non reagì bene ma mia madre ha sempre difeso i suoi diritti e le sue scelte. Mi sono dilungata, scusateni, ma vedere mia madre che per un pò  ha messo da parte la sua depressione e le sue paure ha fatto stare meglio anche me….

 

volevo aggiungere un video ma mi è andata buca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pensate quello che più vi piace. Per me è ininfluente

5 pensieri riguardo “Amarcord, ma non quello di Fellini…..

  1. Stlonza, m’hai fatto sentire vecchio. Io conosco i Pooh (e me ne vergogno…) ed ho dei loro 33 giri (ritrovati proprio ieri da mia figlia in cantina, pensa..), i cugini di campagna (mai cagati, per fortuna), Ho quel disco di Battiato da cui hai tratto la citazione, e Guccini e Mingardi erano cantanti “dei miei tempi”, il che è tutto dire. M’hai rovinato, cò stò post… ecco.

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